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TAURIANOVA (RC), FRIDAY 25 SEPTEMBER 2020

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Sostenere la rinascita del sistema educativo 0-6 per gli oltre 98mila bambini calabresi Appello alla Regione dalla rete di scuole "SIR - Sud&Infanzia"

Sostenere la rinascita del sistema educativo 0-6 per gli oltre 98mila bambini calabresi Appello alla Regione dalla rete di scuole "SIR - Sud&Infanzia"
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“La Regione colga l’occasione di rinascita del sistema integrato 0-6 per i 98.500 bambini e bambine calabresi”: é l’appello lanciato dalla rete di scuole “SIR – Sud&Infanzia” che, in attesa di un incontro con l’assessore al Welfare Gianluca Gallo, si fa promotrice di un’alleanza fra gestori, operatori e famiglie per chiedere che, terminata la prima fase dell’emergenza coronavirus, adesso si passi dalle parole ai fatti. “Con l’inizio del mese di giugno – evidenzia l’associazione – ci avviamo alla fine dell’anno scolastico in un silenzio assordante della politica regionale sul presente e sul futuro dello 0-6. Sino ad oggi, soltanto ipotesi ma ancora nessuna concretezza da parte della Regione e nessuna indicazione ufficiale sulla riapertura dei servizi”. “Sud & Infanzia in Rete” traccia il punto della situazione su alcuni elementi fondamentali: vi è una forte sottovalutazione dei bisogni dei più piccoli, in particolare della fascia 0-2: per loro, le linee guida non prevedono nessun intervento nel periodo estivo; manca un serio piano che metta al centro la questione delle riaperture e del riavvio della didattica in presenza per tutto il sistema educativo; occorre una pianificazione della riapertura attraverso l’avvio di una sperimentazione dei servizi già nel periodo estivo. Le famiglie e il personale impegnato nei servizi hanno bisogno che la ripresa delle attività sia preceduta da una fase di sperimentazione, seguita dalla predisposizione delle procedure e di tutti i dispositivi occorrenti per la tutela della salute dei bambini e degli adulti. E ancora, secondo “Sud&Infanzia”, il dibattito sulla riapertura, ad oggi, è stato completamente orientato a trovare standard di sicurezza mentre è necessario aprire un dibattito anche sulla dimensione educativa, per assicurare che l’aspetto del controllo si integri positivamente con quello della socialità; il distanziamento non può essere preso in considerazione per bambini della fascia 0/6; i nidi e le scuole dell’infanzia non possono restare chiusi per periodi di tempo prolungati senza portare danni significativi alle esigenze di socializzazione e interazione, ai gestori dei servizi, agli operatori e alle famiglie; venendo completamente a mancare la relazione coi pari, le bambine e i bambini avranno difficoltà maggiori rispetto al consueto nella ripresa e nell’inserimento nell’ambiente educativo e scolastico. “A fronte di tutto ciò – si fa presente- appare generalizzata la percezione del rischio che non tutti i servizi saranno in grado di riaprire per i problemi economici e finanziari dati dall’interruzione delle attività durante il lockdown”. Altro rischio sarebbe quello di non riuscire a garantire le linee pedagogiche essenziali e gli indicatori di qualità del servizio, nell’impatto con le misure necessarie per la difesa della salute. Per un insieme di motivi, dunque, economici, finanziari ma anche psicologici e culturali, si rischia che vada dispersa la consapevolezza del diritto all’educazione per i bambini, per tanti anni rivendicato da genitori, maestri, educatori, pedagogisti, e studiosi, “proprio quando la legittimazione sul piano culturale, normativo e finanziario è finalmente arrivata, nel nostro Paese, col nuovo panorama legislativo di riferimento dato dalla legge 107 del 2015. La nostra -si precisa- non è una forma di protesta ma una mano tesa: la nostra competenza ci consente di dare soluzioni, di indirizzare la politica e affiancare le strutture regionali per compiere gli atti amministrativi necessari per attivare azioni risolutive”. Quali? Sostenere il sistema educativo 0-6 attraverso l’incremento di fondi per i soggetti privati che svolgono i servizi per l’infanzia, a copertura del mancato versamento delle rette; e, tramite le risorse destinate ai Comuni, le attività educative e ricreative durante l’estate; l’impegno per la riapertura dei servizi 0-6 in modalità sperimentale a partire dal prossimo mese di luglio, attraverso la definizione di apposite linee guida; la possibilità di rientrare a scuola sin da subito per iniziare una seria valutazione degli spazi interni ed esterni e per favorire la programmazione di interventi di riordino e sistemazione degli arredi e degli spazi; provvedere alla formazione del personale e dei genitori sulle questioni sanitarie e di svolgimento del triage e, non ultimo, l’avvio di coordinamenti pedagogici.

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