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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 21 MAGGIO 2024

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Smart working, Bevacqua: «Finalmente Occhiuto si accorge delle sue potenzialità” Dal 2020 chiediamo di sfruttarlo senza essere ascoltati. Speriamo che sia la volta buona

Smart working, Bevacqua: «Finalmente Occhiuto si accorge delle sue potenzialità” Dal 2020 chiediamo di sfruttarlo senza essere ascoltati. Speriamo che sia la volta buona

«Dopo due anni il presidente Occhiuto finalmente scopre le possibilità offerte dallo smart working, ma dimentica che è fin dal 2020 che il Pd regionale incalza il centrodestra sulla necessità di porre in primo piano questa misura e sfruttarla al massimo. Meglio tardi che mai».
È quanto dichiara il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua che aggiunge: «Già a metà del 2020 avevamo proposto alla Giunta regionale di incentivare lo smart working e renderlo stabile, utilizzando una parte delle centinaia di milioni resi disponibili dalla flessibilità europea. La giunta di allora non ci diede ascolto e preferì dilapidare risorse in misure inutili e di corto respiro. Fino ad oggi, la Giunta Occhiuto non ha agito diversamente, non accogliendo il nostro invito già formulato con gli interventi successivi all’esposizione delle sue linee programmatiche in Consiglio regionale, mancando di comprendere i molteplici effetti positivi che deriverebbero dal consentire a un numero consistente di lavoratori calabresi qualificati la permanenza nei loro luoghi di origine e di residenza. Non è soltanto una questione esclusivamente lavorativa: si tratta, infatti, molto spesso, di piccoli centri e aree interne soggette a spopolamento e il telelavoro potrebbe contribuire a frenare la perdita delle loro migliori energie umane».
«Adesso finalmente Occhiuto ne scopre i benefici – prosegue Bevacqua – e ne siamo contenti soprattutto se alle parole seguiranno i fatti. Così come registriamo con favore i dubbi che egli esprime in relazione alle politiche messo in atto dal governo nazionale sul reddito di cittadinanza e per regolare i flussi migratori. Ma certe cose, però, non dovrebbe limitarsi a dirle al giornalista di turno: vada a Roma e abbia il coraggio di manifestare il suo dissenso di fronte a un Governo che egli, quotidianamente, si ostina a definire amico».