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Sanità, Nucera: “Affrontare la riforma delle professioni non mediche”

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“Il Consiglio regionale dovrà al più presto pronunciarsi sulla mia proposta di legge che, da anni, giace in terza Commissione e che affronta e supera tutte le criticità del comparto, con l’istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, della riabilitazione, tecnico-sanitarie, della prevenzione, e delle professioni sociali, riconoscendoli quali unità organizzative dirigenziali complesse”

Sanità, Nucera: “Affrontare la riforma delle professioni non mediche”

“Il Consiglio regionale dovrà al più presto pronunciarsi sulla mia proposta di legge che, da anni, giace in terza Commissione e che affronta e supera tutte le criticità del comparto, con l’istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, della riabilitazione, tecnico-sanitarie, della prevenzione, e delle professioni sociali, riconoscendoli quali unità organizzative dirigenziali complesse”

 

 

REGGIO CALABRIA – “Affrontare con solerzia la riforma delle professioni sanitarie non mediche, in direzione di una organizzazione del lavoro più aderente ai principi di sinergia operativa e di corresponsabilità e della valorizzazione delle varie competenze che, in modo diverso, ma in egual misura, contribuiscono ad assicurare un servizio ospedaliero e del territorio di qualità”. E’ quanto chiede il segretario-questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera che è intervenuto in occasione dell’incontro “Urgenza-emergenza ospedaliera: aspetti organizzativi, professionali e di responsabilità”, promosso al Centro “Acquario” dal Collegio degli infermieri di Reggio Calabria, guidato da Carmine Federico. “Non si può più continuare a tergiversare – prosegue -. Il Consiglio regionale dovrà al più presto pronunciarsi sulla mia proposta di legge che, da anni, giace in terza Commissione e che affronta e supera tutte le criticità del comparto, con l’istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, della riabilitazione, tecnico-sanitarie, della prevenzione, e delle professioni sociali, riconoscendoli quali unità organizzative dirigenziali complesse. E’ questo l’unico percorso, peraltro ribadito dagli stessi operatori, per restituire dignità a professioni che, in questi anni, anche a causa dell’impoverimento degli organici e del blocco del turn over, hanno subito uno svilimento, un demansionamento ed insostenibili carichi e turni di lavoro, a scapito dell’efficienza e completezza dei servizi sanitari, con evidenti ripercussioni su livello e qualità di assistenza ai pazienti. Occorre dunque e inderogabilmente, mettere ordine all’intero comparto potenziando il numero degli operatori socio-sanitari (OSS), sia per elevare le condizioni ed il regime del servizio che per garantire una piu’ efficiente suddivisione di compiti e responsabilità. Tutto questo all’insegna di un nuovo modello organizzativo che, improntato all’innovazione tecnologica e alle più moderne metodiche, imponga percorsi formativi e riconoscimento delle diverse competenze sia nelle aziende ospadeliere che nei servizi del territorio. Le ultime rassicuranti notizie del Tavolo Massicci, ci consentono ora di immaginare e progettare uno sviluppo diverso della sanita’. Superati il rigore e le ristrettezze economiche si può dunque guardare al futuro con rinnovata fiducia, varando finalmente quelle tanto auspicate riforme che anche gli operatori del settore chiedono da tempo con forza”. “A tal fine – conclude Nucera – mi farò carico di questa richiesta affinché la proposta di legge di cui sono autore venga esaminata ed approvata in quest’ultimo scorcio di legislatura”.