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TAURIANOVA (RC), SABATO 27 NOVEMBRE 2021

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Salvini, “non sono affezionato alle etichette, in giunta non c’è nulla di definito”, traballa la vicepresidenza di Spirlì? Il leader del Carroccio ieri a Catanzaro ha aperto diversi scenari dalle molteplici interpretazioni, ma una cosa è certa c'è una fronda interna contro il Presidente ff della Regione Calabria, non lo vogliono in tanti

Salvini, “non sono affezionato alle etichette, in giunta non c’è nulla di definito”, traballa la vicepresidenza di Spirlì? Il leader del Carroccio ieri a Catanzaro ha aperto diversi scenari dalle molteplici interpretazioni, ma una cosa è certa c'è una fronda interna contro il Presidente ff della Regione Calabria, non lo vogliono in tanti

C’eravamo tanto amati… così è se vi pare quel che rimane della “liaison” tra Matteo Salvini e Nino Spirlì, quello che prima era un dogma, ovvero il famoso “ticket” con il neo governatore della Calabria Roberto Occhiuto, e quindi essere confermato alla vicepresidenza della giunta regionale, si è trasformato in fondamenta di sabbia e argilla.
Non ci accoderemo alle strategie dal gusto noir nell’azzardare ipotesi se Spirlì sarà o meno vicepresidente della Regione Calabria perché nei fatti non lo sappiamo, la giunta è ancora in alto mare, Occhiuto ha detto che si confronterà con i leader dei partiti e poi si vedrà.
Regna una sostanziale incertezza la quale sta coinvolgendo tutti, dalla stampa ai cittadini fino ad arrivare alla politica locale, diciamo che Nino Spirlì sa tenere bene il “palcoscenico”.
Come disse Vargas Llosa “L’incertezza è una margherita i cui petali non si finiscono mai di sfogliare”, ed è nei fatti la situazione attuale che riguarda oramai l’ex presidente ff della Regione Calabria.
Ieri Matteo Salvini nella riunione ristretta a Catanzaro con i consigliere regionali eletti, durante la successiva conferenza stampa ha lasciato intendere che il “ticket” non è più un dogma, ma è tutto rinegoziabile e che la vicepresidenza potrebbe saltare, magari a favore di Mancuso o della Loizzo, d’altronde lo stesso Occhiuto ha dichiarato che vuole una partecipazione delle donne nella giunta con profili di alto spessore, in questi cinque anni uno capogruppo parlamentare che accetta di candidarsi a governatore è stato anche un atto di coraggio visto che i suoi predecessori sono diventati tutti ministri.
Salvini ha dichiarato, “La riunione di oggi è stata molto utile, con gli eletti in Regione Calabria e, anche, con i dirigenti locali. Abbiamo tutta l’intenzione di crescere, con il presidente Occhiuto parlerò di giunta nei prossimi giorni. Non c’è nulla di definito però mi interessava ringraziare i calabresi per la fiducia data alla Lega”. Quel “non c’è nulla di definito” lascia intendere a molte soluzioni. Ma c’è anche un passaggio importante, “Ripartiamo dai quattro consiglieri regionali con idee chiare e una bella e proficua chiacchierata”. Ovvero i quattro consiglieri eletti che hanno “lottato” sul campo per essere eletti, con dispendio di risorse fisiche ed economiche perché una campagna elettorale ha un costo in termini di denaro. E quanti tra questi sarebbero disposti a cedere e quindi a consegnare una poltrona di vicepresidente a chi non si è né misurato con gli elettori, ma soprattutto con la sua gestione da facente funzioni non ha dato alcun valore aggiunto in termine di voti alla Lega anzi, rispetto alle scorse elezioni in quasi due anni ha fatto perdere il 4% dei consensi e in vista delle politiche la Lega non può permettersi passi falsi, visto che Salvini dichiara che non è “affezionato alle etichette ma alla concretezza” per quanto concerne la vicepresidenza a Spirlì.
L’unica forza politica che ha beneficiato, paradossalmente è stata Forza Italia e il consigliere più votato è stato Gianluca Gallo, mentre la Lega, e nella città di Spirlì prende 951 voti con una Lega spaccata a metà tra due candidati dove ha prevalso proprio Gelardi, non appoggiato da Spirlì né dal sindaco Biasi.
Una cosa è certa non c’è un buon clima nella Lega calabrese nei confronti di Spirlì e i vari protagonisti dell’asse Furgiuele-Raso-Mancuso non ne fanno mistero che sono contro l’ex presidente ff.
Indiscrezioni ci dicono di dichiarazioni come “Nino è stato un disastro, un equivoco da chiarire in fretta, perché le elezioni politiche non distano poi così tanto” e in virtù di ciò quali saranno le ripercussioni lo scopriremo nei prossimi giorni.
Ma attenzione però perché non bisogna trascurare il fatto che Spirlì gode di un rapporto molto privilegiato con il leader del Carroccio Matteo Salvini, bisogna ora capire quanto questo rapporto pesi nella composizione della giunta, visto che alla Lega dovrebbe andare solo un assessore. Anche se la strada è molto ripida, accetterà Salvini di sfasciare un partito nel nome di Spirlì? Che senso avrebbe e soprattutto quali benefici per la Lega? Nei fatti non c’è stati né ci sarà alcun valore aggiunto. Anche se lo stesso Spirlì in occasione della consegna del premio dei miracoli a Taurianova in una performance autocelebrativa dai contorni un po’ grotteschi, aveva dato per certa la sua presenza nella prossima giunta. Ma si sa i tempi cambiano e i nodi vengono sempre al pettine e molte volte i conti si fanno senza l’oste. Il punto resta uno ed è certificato con al gestione del leghista Spirlì come presidente della Regione si sono persi 32 mila voti, imbarazzante su certi aspetti, ma è la verità.
Ma c’è un’altra questione che potrebbe rinegoziare tutto, la pretesa, visto che Forza Italia è l’azionista di maggioranza anche l’ipotesi della presidenza del consiglio regionale (ambita anche da Fratelli d’Italia), a Gianluca Gallo, incarico che quest’ultimo non disdegnerebbe, anzi sarebbe il coronamento del suo successo elettorale.
A Fratelli d’Italia dovrebbero andare due assessori e la divisione giocoforza, darebbe un assessore alla Lega e l’altro a Coraggio Italia.
Nei fatti ogni giorno che passa si aprono nuovi scenari i quali potrebbero riservarci anche delle sorprese nella nuova giunta, come ad esempio mettere tutti in pace con l’innesto di assessori esterni, ma su una cosa oramai è certa, ovvero che dalla campagna elettorale dalle uscire di Giorgia Meloni, di Maurizio Lupi, di alcuni esponenti di Forza Italia, così come la dichiarazione diplomatica di Salvini dove passa dalla dichiarazione di fine settembre, “Dagli alleati mi aspetto che mantengano la parola” a “io non sono affezionato alle etichette ma alla concretezza”, il dogma è smantellato e forse anche ogni speranza per Spirlì di sedersi in quella (preconfezionata, “a gratis”) poltrona…
(GiLar)