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TAURIANOVA (RC), SABATO 20 LUGLIO 2024

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Salute, il registro provinciale dei tumori è realtà L'iter, iniziato nel 2014, si è da poco concluso con l'accreditamento all'Airtum nazionale. La dottoressa Zappia: "Strumento formidabile. Ora essenziale la collaborazione con Arpacal e con gli uffici anagrafe dei comuni del territorio"

Salute, il registro provinciale dei tumori è realtà L'iter, iniziato nel 2014, si è da poco concluso con l'accreditamento all'Airtum nazionale. La dottoressa Zappia: "Strumento formidabile. Ora essenziale la collaborazione con Arpacal e con gli uffici anagrafe dei comuni del territorio"
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di Giuseppe Campisi

Reggio Calabria – E’ stato finalmente accreditato il Registro dei Tumori della Provincia di Reggio Calabria. Un iter, tutto sommato breve considerando la rigidità dei protocolli, che è iniziato nel 2014 e che si è concluso positivamente dando il via libera all’accesso presso l’Airtum nazionale. «Un accreditamento che si aspettava da tempo – ha dichiarato la dottoressa Filomena Zappia, referente unico aziendale dell’Osservatorio epidemiologico-Sistema flussi informativi-registro tumori dell’ASP di Reggio Calabria che ne ha seguito felicemente l’iter, condotto tra mille difficoltà e carenza di personale – e che doterà sindaci, cittadini e l’intero territorio di un formidabile strumento di analisi e valutazione per ragionare scientificamente sulle incidenze delle patologie oncologiche e sui fattori di rischio nella nostra provincia.

Essenziale sarà a tal fine la collaborazione con gli uffici anagrafe dei vari comuni per focalizzare le aree sub-comunali e le zone di censimento utili ad avviare gli studi di area dove necessario e con Arpacal per valutare le criticità ambientali del territorio». Un essenziale strumento di programmazione sanitaria dunque con il quale i vari responsabili dei registri dei tumori presenti in una determinata area o territorio, interagendo fra loro, potranno produrre dei report scientifici che, al netto di facili allarmismi sociali, consentiranno di meglio comprendere la presenza di una di una determinata degenerazione oncologica.

Un passo avanti negli studi epidemiologici che parifica Reggio alle altre provincie calabresi che l’hanno preceduta in questa direzione e che, ancora ad eccezione della sola città di Vibo Valentia per la regione Calabria, consentirà all’area della Città Metropolitana di potersi dotare di uno strumento efficace anche sotto il profilo della prevenzione facendo rete. Anche i dati della mortalità oncologica non desterebbero particolari allarmismi. Infatti, in base agli studi condotti prendendo in esame il triennio 2010-2012 e secondo le refertazioni in possesso dell’ente le risultanti rientrerebbero nei parametri della media nazionale. «Non vi è una più alta incidenza di mortalità per malattie oncologiche in Calabria non essendoci segnali particolari in questo senso – continua la dottoressa che si è riferita anche ai dati Istat nazionali -.

Ad esempio tra le patologie più diffuse per gli uomini l’incidenza di tumore alla prostata segue quella della media nazionale e quello alla mammella, per le donne, si attesta anche da noi su valori che oscillano dal 6 al 13%». Particolare attenzione, riferisce la dirigente dell’Asp provinciale, dovrà essere prestata a quei fattori di rischio che possono rivelarsi potenziali dannosi inquinanti per la salute pubblica come ad esempio la presenza sul territorio di inceneritori e discariche su cui si effettueranno presto studi ed approfondimenti specifici anche grazie alla possibilità di attingere alla banca dati nazionale dell’Airtum chiaramente in sinergia con Arpacal. Infine, sollecitata sul caso Africo ha poi aggiunto: «Dai dati in nostro possesso la mortalità oncologica anche lì è risultata nella norma. Abbiamo studiato il fenomeno ed approfondito le ricerche utilizzando il modello SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) che evidenzia il rapporto causa-effetto tra fonti di esposizioni ambientali ed eccessi di mortalità. Abbiamo riscontrato solo tanto allarmismo massmediatico forse dettato dalla leggerezza con la quale sono stati interpretati i dati scientifici».