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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 18 LUGLIO 2024

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Rosarno, tutti i dettagli della operazione All Inside 2 contro la cosca Pesce

Rosarno, tutti i dettagli della operazione All Inside 2 contro la cosca Pesce

| Il 22, Nov 2010

Le indagini dei carabinieri partono in seguito all’omicidio di  Domenico Sabatino dell’ottobre 2006.Ordine di arresto per Auddino Aligio appartenente alla Polizia Penitenziaria e avviso di garanzia per Aliberti Lucio già in servizio presso il comando provinciale dei carabinieri

 

 

 

Operazione All Inside2 : Ecco il decreto di fermo 1° Parte


Operazione All Inside 2, i carabinieri hanno eseguito 24 arresti contro la cosca Pesce di Rosarno, ci sono anche 2 donne

Rosarno, tutti i dettagli della operazione All Inside 2 contro la cosca Pesce

Le indagini dei carabinieri partono in seguito all’omicidio di Domenico Sabatino dell’ottobre 2006.Ordine di arresto per Auddino Aligio appartenente alla Polizia Penetenziaria e avviso di garanzia per Aliberti Lucio già in servizio presso il comando provinciale dei carabinieri

 

ROSARNO- L’indagine coordinata dalla DDA di Reggio Calabria fornisce uno spaccato degli assetti criminali esistenti in Rosarno, nonché degli equilibri e dei legami tra i soggetti appartenenti alle diverse famiglie, desunto proprio dalla dinamica degli eventi. In particolare le acquisizioni investigative hanno delineato i contorni di una delle più importanti cosche mafiose imperanti sul territorio di Rosarno, e con ramificazioni sul territorio nazionale: i “PESCE”.

L’attività, condotta dai Carabinieri, nasce a seguito all’omicidio, perpetrato in data 08.10.2006, di SABATINO Domenico, soggetto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca “Pesce”.

Nello stesso contesto, le indagini hanno fornito altri spunti investigativi che hanno consentito di introdursi nelle dinamiche criminali, comprenderne le logiche e gli equilibri, ed ascoltare in diretta, per voce dei principali protagonisti, il contenuto delle relazioni e degli accordi, nonché registrare le modalità di esecuzione di progetti criminosi alla base dell’associazione di tipo mafioso.

L’operazione All Inside 2, che segue quella dello scorso 28 aprile 2010, costituisce lo sviluppo di un’indagine che ha consentito di approfondire gli assetti e l’operatività delle cosche operanti in Rosarno. Il quadro delineato della famiglia “PESCE” emerge dal controllo dei principali esponenti del sodalizio, i cui capi vanno individuati in PESCE Antonino (detenuto) e suo figlio Francesco (latitante.).

Per meglio inquadrare, preliminarmente, la caratura criminale della cosca mafiosa PESCE è utile sottolineare che il territorio è interessato dalla presenza delle due famiglie mafiose dei “PESCE” e dei “BELLOCCO”, che possono contare su una serie di collegamenti con esponenti della criminalità organizzata in Sicilia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Puglia, oltreché con propri associati trapiantati in Austria e Germania. L’attività d’indagine “IL CRIMINE” ha accertato l’esistenza della “società di Rosarno”, ed ha attestato la sua rilevanza nell’ambito della ‘ndrangheta, sia in termini numerici sia per le alte cariche rivestite dagli affiliati (OPPEDISANO Domenico riveste la carica di “capo crimine” che è la più elevata di tutta la ‘ndrangheta).

 

Due sono le donne arrestate nell’operazione. Capria Carmelina cl. 63 moglie di Pesce Antonio cl. 53 detto u’testuni (già detenuto capo della cosca Pesce). La posizione della moglie del boss Antonino, va subito rappresentato che il quadro indiziario a carico dell’ indagata va ben al di là di una mera consapevolezza della natura criminale dell’ oggetto delle conversazioni intercettate: la stessa svolge un ruolo attivo all’interno della consorteria criminale, che consente di qualificare la sua condotta in termini di associata all’ organizzazione mafiosa capeggiata dal marito. Capria Carmelina, infatti, svolge il delicato compito di trasmettere all’esterno del carcere le disposizioni impartite dal marito detenuto agli altri sodali, in particolare, sia al figlio detenuto Francesco, sia nei confronti degli altri rami della famiglia che compongono l’associazione. lo specifico ruolo di proprio portavoce e di cassiera/amministratrice del peculio familiare (evidentemente frutto di attività illecite o del reimpiego dei relativi proventi) deputato da PESCE Antonino alla moglie Capria Carmelina.

Pesce  Mariagrazia cl. 82 moglie di Matalone Roberto (già latitante) era attiva come portaordini tra il carcere e i membri della cosca operativi su Rosarno.

Altro personaggio di spessore è da identificarsi in Fortugno Andrea, anche che risponde del delitto associativo quale partecipe della ‘ndrina Pesce con funzioni prettamente operative in particolare nel settore dello smercio di sostanze stupefacenti e dell’approrivigionamento di armi. Fortugno Andrea cl. 84 era già stato arrestato, in rosarno, poichè individuato come il soggetto che sporgendosi dal finestrino della macchina, aveva esploso numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei quattro cittadini extracomunitari di origine africana, attingendo due di questi in varie parti del corpo.

Nell’attività investigativa sono state riscontrate le dichiarazioni rese dall’indagata PESCE Giuseppina, collaboratrice di giustizia dallo scorso ottobre, concernenti il contesto mafioso di appartenenza. La donna, figlia del boss PESCE Salvatore cl. 64, è accusata di avere svolto, in qualità di partecipe, un delicato ruolo di collegamento e trasferimento di comunicazioni ed ordini tra il padre detenuto e gli altri associati; in particolare, per avere svolto il ruolo di intermediaria circa le specifiche disposizioni date da PESCE Salvatore sui i destinatari e le modalità delle attività estorsive poste in essere dalla cosca, nonché per avere partecipato all’ attività di intestazione fittizia di beni e reimpiego dei capitali illeciti del gruppo criminale. PESCE Giuseppina:

–         ha ammesso l’esistenza della potente cosca di ndrangheta, operante sul territorio della città di Rosarno e con ramificazioni nel nord del paese;

–         dalla posizione privilegiata di figlia del boss PESCE Salvatore (fratello di PESCE Antonino cl. 53, storico capo dell’omonima consorteria criminale), sorella di PESCE Francesco cl. 84, dedito alle attività estorsive gestite dalla famiglia; cugina di PESCE Francesco cl. 78, attualmente latitante, figlio di Antonino cl. 53 e temibile successore al vertice della cosca, ha ricostruito ,’intero organigramma della potente famiglia mafiosa, descrivendo il ruolo di ciascun componente, compresi i suoi stretti congiunti;

–         ha riferito circa le vicende relative alla successione al vertice della cosca, a causa della detenzione dello zio PESCE Antonino cl. 53, precedente capo indiscusso del gruppo;

–         ha descritto l’ascesa al potere del pericoloso cugino PESCE Francesco cl. 78, sottrattosi al provvedimento coercitivo del 28.4.2010 e tuttora latitante;

–         ha dettagliatamente indicato attività economiche riconducibili alla cosca mafiosa.

Il ruolo svolto da PESCE Giuseppina all’interno della potente cosca mafiosa e lo stretto legame di sangue che la lega ai sodali rendono il contributo da lei fornito estremamente significativo, nell’ ambito di una realtà criminale difficilmente penetrabile e poco permeabile a fenomeni collaborativi.

Sono stati arrestati e rispondono del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso Luciano Carmelo cl. 65 e Gaglioti Giuseppe cl. 78 già carabinieri in servizio al comando Provinciale di RC. Le attività investigative hanno evidenziato che entrambi avevano stretti contatti contatti con la cosca Pesce in particolare con Pesce Francesco cl. 53 alias testuni (il capo) riferendo circa iniziative giudiziarie e/o di polizia a carico della cosca, nonché falsificando un verbale di contestazione di infrazione al codice della strada, ricevendo per i servizi resi alla cosca quale corrispettivo vari favori (apparati tecnologici, autovetture a prezzo di favore,

 

È stata notificata informazione di garanzia, per il reato di concorso in corruzione aggravata dall’art. 7 della legge 203/91, a Aliberti Lucio carabiniere già in servizio al Comando Provinciale di RC, fungendo da messaggero del Gaglioti Giuseppe cl. 78 e Pesce Francesco.

E’ stato arrestato anche un appartenente alla Polizia Penitenziaria, già in servizio presso la Casa Circondariale di Palmi, AUDDINO Eligio, per il reato continuato di concorso in corruzione aggravata dall’art. 7 della legge 203/91, per aver favorito lo scambio di messaggi e comunicazioni tra Pesce Salvatore , detenuto, ed i suoi familiari, aggirando i sistemi previsti dalla legge, nonché prestandosi a favorire l’introduzione nella predetta casa circondariale di oggetti e beni non consentiti dal regolamento penitenziario, riportando inoltre ai familiari del Pesce Salvatore informazioni sugli sviluppi e le vicende della vita detentiva e delle necessità anche voluttuarie del predetto pesce, ricevendo in cambio la promessa da parete della cosca per l’assunzione a tempo indeterminato della moglie presso la casa di cura “Villa Elisa” di Cinquefrondi