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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 27 OCTOBER 2020

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Riflessione spirituale post pandemia

Riflessione spirituale post pandemia

Di Pina Ricevuto

Signore Gesù, solo Tu, con la tua mano santa, puoi sconfiggere questo terribile e invisibile nemico che con l’appellativo di “Coronavirus” irrompe prepotentemente sull’intera umanità scrivendo una pagina tragica della nostra storia a causa di questa difficile emergenza sanitaria.
Si comporta da essere spregevole e terrificante nei confronti dell’uomo, con una strategia davvero perfida fino a stravolgere continuamente gli studiosi, durante gli esperimenti. Per fortuna passa davanti alla maggior parte della gente senza lasciar traccia. In altri si introduce, in maniera innocua, lasciando solo, forse, l’immunità. Molti li visita producendo immenso dolore fino allo sfinimento, facendoli lottare terribilmente per mandarlo via dal proprio corpo e li costringe a vedere la morte in faccia. Una grande quantità di persone, purtroppo, viene colpita senza pietà con mostruose sofferenze, d’ogni genere, fino al trapasso e le ferite di chi rimane si curano solo con il ricordo di ogni vittima.
Viviamo momenti difficili, come non mai. Le vite di tutti si sono fermate, stravolte, isolate ma per fortuna mai sole ma con delle persone che si sono rivelate assolutamente indispensabili reciprocamente offrendo un aiuto prezioso a chi ne ha avuto più bisogno.
Tutto ciò che davamo per scontato è venuto a mancare con tutte le nostre certezze. In questo momento, tutti nel mondo, soffriamo allo stesso modo, questo ci fa capire che apparteniamo alla grande famiglia umana. L’uomo, però, di fronte a questo disastro, prende atto della sua piccolezza, della sua fragilità. Pensava infatti, di avere ormai, tutto sotto controllo, ma si è accorto d’aver costruito un mostro coi piedi di argilla, senza rendersi conto che una cosa è giusta non se produce utile, ma se genera ciò che serve nell’emergenza, nel momento della necessità, del bisogno come: dispositivi di protezione, bombole di ossigeno, ventilatori polmonari, tamponi, reagenti, disinfettante, mascherine, simbolo di rispetto sociale.
Non si può accettare la vista dei numerosi mezzi militari, simbolo di questa immane tragedia, che rimarrà per sempre nella memoria che, con rispettoso silenzio, preghiera dello strazio, trasportano un “carico prezioso” che nessuno può vedere per l’ultimo saluto. Soli, senza una carezza dei congiunti, con la certezza, però, che l’abbia data il Signore appena giunti nel suo regno! Sono nostri parenti, amici, conoscenti, medici, infermieri, farmacisti, sacerdoti volontari ma soprattutto anziani, le nostre radici, la memoria storica del nostro paese, il senso di appartenenza ad una Patria che continua a lasciarci e nessuno può accettare la crudele realtà di vedersi recapitare una cassettina con dentro il grande valore ridotto in cenere.
Gli operatori sanitari, sotto forma di angeli, continuano a salvare numerose vite, mettendo consapevolmente a rischio la loro. Tutto questo i malati lo hanno percepito e per loro è stata la medicina più salutare, più incoraggiante e preziosa nei difficili momenti perché si sono sentiti, oltre che curati con amore, voluti bene in maniera rispettosa, come si fa con i propri cari.
Quelli che purtroppo non ce l’hanno fatta, e sono davvero tanti, hanno sicuramente portato nel loro cuore il ricordo dell’assidua vicinanza di queste dolci figure, il loro guardarli negli occhi, la loro stretta di mano, la loro ultima carezza e soprattutto la voce dei propri cari, sentita, per l’ultima volta, attraverso il telefonino, messo a disposizione da queste sensibili persone. Tutti questi gesti hanno sicuramente formato numerose gocce di balsamo che hanno permesso di attenuare, in parte, la nostalgia dell’addio, prima dell’incontro con il Padre. Questi sono i veri eroi in questa inaccettabile battaglia, affiancati dai numerosi volontari della Protezione Civile, tutto il personale appartenente alle forze armate, i farmacisti, i giornalisti, i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti, i dipendenti
dei supermercati, i panettieri che in tutte le parti del mondo non si sono risparmiati pur di garantire, giornalmente, il fragrante e ottimo pane, appena sfornato! Per tutti e per molti altri, non citati ma pur sempre preziosi, per il loro costante contributo, esprimiamo la nostra immensa gratitudine come ha sempre fatto giornalmente durante la messa in diretta da Santa Marta, il Santo Padre Papa Francesco. Tutti loro hanno capito che la vita non serve se non si serve, ecco i veri eroi che fanno qualcosa per gli altri, dal profondo del cuore e ci fanno capire che la felicità e la pace possono esistere solo se li condividiamo con il resto del mondo. É bastato un invisibile mostriciattolo, un microbo letale per mettere tutti e tutto in ginocchio e l’uomo che si credeva sano si è trovato a vivere in un mondo fortemente malato. Però il genere umano, da sempre, sa che dopo un rigido inverno, c’è sempre una dolce primavera! Quindi Signore Gesù, col tuo aiuto misericordioso, l’umanità ne uscirà, sicuramente, più forte e più consapevole di prima e il nuovo mondo ci piacerà perché saremo più solidali e più affettuosi tra noi. A questo proposito, Papa Francesco, che non è solo un pontefice, ma un padre premuroso, sottolinea da sempre che siamo tutti fratelli, nessuno si salva da solo, bisogna remare insieme rimanendo uniti, se vogliamo superare le ansie, le paure anche se molta gente assai spaventata, spesso non riesce a reagire. Però la preghiera, colonna portante della nostra fede, se fatta con autentica sincerità, intenerisce il cuore paterno di Dio che non ci fa affondare ma ci salva perché nostro padre e, come tale, ci vuole teneramente bene. Ciò lo ha dimostrato Papa Francesco, con una immensa fiducia in Dio e una umiltà disarmante, la sera del 27 marzo, quando sotto una pioggia battente, in Piazza S. Pietro, vuota eppure palpitante, ha percorso, sofferente, la scalinata, portando il peso delle nostre preoccupazioni, paure, ansie ma soprattutto tanta fiducia davanti a Gesù Sacramentato, al SS Crocifisso e alla nostra Mamma Celeste. Ha implorato, per tutti, la fine del grande dolore che sta affliggendo il mondo e con il suo sguardo rivolto al Padre ha alzato l’Ostensorio per la benedizione urbi et orbi, circondato da un silenzio assordante interrotto solo dalle sirene delle ambulanze, come per sottolineare il dolore inarrestabile tra la pioggia simile a copiose lacrime scese dal cielo. Intanto, una colomba bianca ha spiccato il volo e, attraversando la piazza, ha annunciato all’intera umanità un meraviglioso messaggio: “ANDRA’ TUTTO BENE! Presto tornerà la pace e riempirà i nostri cuori di una gioia infinita!”.
Signore Gesù, la tua immensa bontà, in questi difficili momenti, ci ha fatto riscoprire l’immenso amore che hai per noi. Appunto per questo Ti promettiamo che, lontano dal chiasso del mondo, mentre osserviamo il raccomandato, accorato e giusto isolamento, nel pieno rispetto delle regole, stiamo uniti a Te con la nostra semplice, umile ma fiduciosa preghiera.

Pina Ricevuto

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