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TAURIANOVA (RC), SABATO 30 SETTEMBRE 2023

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Quasi come Gaber. “Biasimevole trovata” Di avv. Domenico Monteleone

Quasi come Gaber. “Biasimevole trovata” Di avv. Domenico Monteleone

Lo sanno tutti che ai Taurianovesi non bisogna “toccare” due “cose”: la mamma e la Madonna della Montagna.
La mamma, si sa, è la mamma e la Madonna della Montagna è la protezione, il Bene, l’appartenenza, il “luogo” sicuro dove si riconoscono praticamente tutti.
La festa, poi, che si celebra nella prima decade di settembre, è lo spartiacque ideale tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra ciò che è successo e ciò che succederà, fino al prossimo anno, fino alla prossima festa e così via.
Ma perché?
Perché?
Perché un sindaco – nel momento culminante della Festa – deve salire sul palco e attaccare un “pippone” arringando la folla?
Ecco, c’è un motivo serio che non sia dovuto alla smania di apparire, alla voglia di imporre la propria faccia anche quando essa è completamente fuori luogo?
Ero già partito e non ho assistito alla Festa di quest’anno e – quando mi hanno detto della performance del sindaco – ho cercato di trovare un motivo serio per cui un sindaco debba e voglia prendere il microfono, sul palco, il giorno finale della Festa.
Ringraziare? Non mi sembra, visto che, della Festa, se ne occupa un Comitato storico che si impegna allo spasimo per tutto l’anno e che, peraltro, pare – vox populi – si sia visto negare dal Comune parte dei Contributi promessi, si dice si tratti di quelli per la giornata del sette settembre. Ringraziare, dunque, no, non mi sembra una motivazione congruente.
Salutare? Beh, salutare vuol dire salutare e, dunque, quasi scivolare via dal palco, senza prendere troppo tempo, invece mi dicono che il sindaco si è intrattenuto ed ha pontificato chilometricamente sul proprio operato. No, nemmeno salutare è il motivo adatto.
Annunciare? No. Oddio, la faccia da valletta ce l’ha, ma cosa deve annunciare nel giorno culminante della Festa? Un’altra Festa? Ma no, dai, gli Annunci potevano riguardare solo la Festa e non c’era nulla da annunciare e, poi – diciamolo bene! – lui è salito sul palco per fare un comizio. No, nemmeno annunciare.
Aiutare? A che fare? A cantare? Su! Nemmeno aiutare.
Resta la Smania da Protagonista anche dove non dovresti essere protagonista, dove dovresti, caso mai, fare un passo indietro e lasciare la scena a chi si è speso per la riuscita, lasciare spazio a chi – magari ingenuamente – ti da un microfono in mano e ti fa fare una cosa di cui non ci si rende conto mai abbastanza.
Una cosa imbarazzantissima.
Insoma, il sindaco ha finito per creare divisione anche nella Festa, ha creato divisione perché lui è un sindaco divisivo.
Ha finito per consegnare uno sgradevole retrogusto anche alla Festa dei Taurianovesi e ciò tanto più che ha annunciato l’arrivo di milioni, milioni, milioni e ancora milioni.
Fatto sta – invece – che a Taurianova non c’è un Centro Anziani, non c’è una Piscina, non c’è un Teatro, non c’è una Palestra pubblica, non c’è una viabilità seria ed efficace. Non c’è niente di tutto questo e si sta perdendo anche il Centro Storico che è abbandonato a se stesso ed alle proprie rovine, e per questo basterà andare a vedere come è ridotta la via Gemelli che sembra la via di una Città fantasma.
A fronte di tutto questo il sindaco sale sul palco della Festa per eccellenza e pontifica sul suo operato, sui milioni, milioni e milioni e ancora milioni che stanno arrivando.
Parla solo di soldi, si è sentito tre volte negli ultimi mesi – due in consiglio comunale ed una sul palco – ed ha parlato solo di soldi che stanno arrivando.
Temo che Taurianova continuerà a non avere tutto ciò che non ha mentre – fino alla scadenza del Mandato – continuerà ad avere un sindaco affetto da una smisurata ed illogica ipertrofia del proprio “io”.
Un “io” esageratamente divisivo e deleterio per la Città che ha gettato un’ombra antipatica anche sulla Serata più importante delle Celebrazione per la Madonna della Montagna.
Ecco perché ritengo che mai avrebbe dovuto salire su quel palco se non – nell’ipotesi di crisi parossistica da astinenza – per un fugace saluto e microfono al Comitato ed agli altri effettivi Organizzatori.
La verità è che non ha resistito e – dopo il fallimento in termini di presenze della Giornata della Legalità – non ha trovato niente di meglio che “appropriarsi” delle numerose presenze di quella sera di Festa e di farle sue, come se quelle presenze non sono il frutto di decenni di tradizione, di fede, decenni di feste, di aggregazione spontanea, di voglia di ritrovarsi, a prescindere e nonostante la presenza di un sindaco così irrealisticamente egocentrico.
Quelle numerose presenze non sono del sindaco, non sono dell’amministrazione, non sono di nessuno, sono del Culto della Madonna della Montagna. Punto.
E giù le mani! Please.
In ogni caso, pare che i suoi accoliti – per giustificare l’ondata di polemica che si è sviluppata in seguito a tale “esibizione” – stiano dicendo che lui è salito sul palco perché gli è apparsa proprio la Madonna la quale gli avrebbe chiesto, Lei in Persona, di salirci.
In realtà, lui ha palesato la propria disapprovazione per tale ricostruzione e ha incaricato l’ufficio stampa – fresco di nomina – di dire che: “non è vero niente, non è vero che mi è apparsa la Madonna … è vero il contrario, sono io che sono apparso alla Vergine”.
Si attendono sviluppi dai banchi della maggioranza …
Quel che resta è che la Festa è la Festa di tutti, la Madonna, quel palco, quella piazza, quelle strade, quelle bancarelle, quelle presenze, anche dei paesi vicini – in quelle serate – appartengono a tutti e sarebbe norma di buon gusto non tentare di appropriarsene, anche perchè appartengono anche a quelli che, come me, ad esempio, non vogliono sermoni stucchevoli ed futili anche il giorno della Festa.