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TAURIANOVA (RC), SATURDAY 28 NOVEMBER 2020

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Primo giorno di “zona rossa” per la Calabria e così sia… Da oggi fino al 3 dicembre ci troviamo nella situazione di "rischio alto", ma tra due settimane le cose potrebbero cambiare

Primo giorno di “zona rossa” per la Calabria e così sia… Da oggi fino al 3 dicembre ci troviamo nella situazione di "rischio alto", ma tra due settimane le cose potrebbero cambiare

La Calabria è “zona rossa” perché le strutture ospedaliere sono carenti e se ci fosse un’accelerazione pandemica, potrebbe esserci un’implosione delle stesse.
Il problema si pone sui dati che il ministero della salute ha elaborato e quindi facendo sì che quell’indice Rt si alzasse e “condannando” la Regione ad una immeritata e sicuramente avventata decisione di relegarla come “zona rossa”.
Allo stato attuale la Calabria ha una percentuale di occupazione del 5% nelle terapie intensive e dell’11% riguardante i posti letto nei reparti di malattie infettive.
Ieri i contagi sono schizzati a 358 nuovi positivi ed i casi sono suddivisi per provincia e Reggio Calabria con il record di 185 contagi in un solo giorno, seguita da Cosenza (85), Catanzaro (77), Vibo Valentia (7) e Crotone (4). I deceduti dall’inizio della pandemia sono 127, secondo il bollettino della Regione con il numero maggiore nella provincia di Cosenza (48 deceduti).
E la Regione delle polemiche specie che due giorni fa sono stati comunicati ricoveri in terapia intensiva pari a 26 posti, ma nel giro di due ore si sono ridotti a 10 (sic!). Solo perché si considera in terapia intensiva chi è intubato e non chi è ad esempio con “ventilazione assistita”.
La preoccupazione maggiore è, come in altre realtà, la problematica del tracciamento e il numero dei tamponi effettuati, dove tra laboratori privati, trasmissione dati all’Asp, verifiche e criteri di tracciabilità, non vi è una vera e propria assonanza simmetrica. La chiusura è anche per contenere i contagi degli asintomatici.
Il presidente ff Nino Spirlì, contestato ieri alla Cittadella da alcuni lavoratori, ha affermato che “Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale”. Mentre su La7 lo stesso afferma, “Il governo se la deve prendere con se stesso che in tanti mesi di commissariamento della Calabria non ha fatto una mazza, il governo ricomissaria la sanità in Calabria lasciando al posto di comando il commissario che il governo stesso ha detto non ha fatto bene il suo lavoro”. La Calabria è anche questa, una seria di scaricabarili che i quali potrebbero diventare fatali specie in tempi di Covid. Il commissario nei fatti si dovrà occupare della nomina dei manager e della vigilanza sull’attuazione del piano Covid.
Adesso siamo nella zona rossa, con il livello di rischio più alto, ma, ci potrebbero essere delle novità in virtù dell’occupazione delle terapie intensive e per un loro eventuale incremento superiore al 50%, ma per ora non c’è. E comunque, ci sarà una sorta di “revisione” tra due settimane da parte del ministero della salute e si spera che la zona rossa venga “declassata”, facendo rientrare le condizioni nella normalità.
(GiLar)

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