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TAURIANOVA (RC), SUNDAY 25 OCTOBER 2020

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Porto di Gioia Tauro : Al tavolo romano deve essere posto un progetto di sviluppo per la Calabria

Porto di Gioia Tauro : Al tavolo romano  deve essere posto un progetto di sviluppo per la Calabria

Aspettando che Il Presidente Scopelliti ci informi sugli esiti di un suo intervento sul Governo nazionale,  per dar seguito agli  impegni assunti dalla Regione  al tavolo del 14 u.s , crediamo che sia importante riflettere e  fare ogni sforzo per  dare un contributo strategico alla soluzione della pesante crisi che vive il Porto di Gioia Tauro

Porto di Gioia Tauro : Al  tavolo romano  deve essere posto un progetto di sviluppo per la Calabria 

Aspettando che Il Presidente Scopelliti ci informi sugli esiti di un suo intervento sul Governo nazionale,  per dar seguito agli  impegni assunti dalla Regione  al tavolo del 14 u.s , crediamo che sia importante riflettere e  fare ogni sforzo per  dare un contributo strategico alla soluzione della pesante crisi che vive il Porto di Gioia Tauro

 

 

GIOIA TAURO -Aspettando che Il Presidente Scopelliti ci informi sugli esiti di un suo intervento sul Governo nazionale,  per dar seguito agli  impegni assunti dalla Regione  al tavolo del 14 u.s , crediamo che sia importante riflettere e  fare ogni sforzo per  dare un contributo strategico alla soluzione della pesante crisi che vive il Porto di Gioia Tauro.

In questi anni , pur ritenendo che le tutela ed i diritti dei lavoratori non siano mai sufficienti, dobbiamo riconoscere gli sforzi dell’unico terminalista che ha saputo apprezzare e valorizzare le straordinarie qualità umane e professionali del personale dipendente . E’, infatti, intollerabile che possano esserci alcuni operatori economici  che , come tristemente è apparso su alcuni quotidiani, pongano a freno della produttività la professionalità , la serietà e la correttezza dei lavoratori.

Questo tipo di ragionamento tenta in modo pericoloso di capovolgere le vere ragioni di una crisi che fonda le sue radici  in altri fattori che attengono  essenzialmente a responsabilità politiche, istituzionali  e  ad una incapacità imprenditoriale di saper cogliere le potenzialità oltre il trashipment.

Oggi, per superare questa fase così aleatoria è necessario , come diciamo da tempo , intervenire con misure che favoriscano una maggiore competitività  in termini di vantaggi ed abbattimenti di costi di servizio .Ancora più utile è  far   diventare l’ hub  oggetto di interesse   per tutti gli operatori di Shipping,  al fine di evitare che il porto  possa rimanere  ostacolo di pericolose condizioni di duopolio che condizionano a ribasso le trattative commerciali .

Urge un intervento di sistema sui porti di trashipment Italiani in grado di aumentare la competitività e la governance ; a tal scopo  è necessario approvare subito una legge di riforma   per concedere  in modo strutturato maggiore autonomia  finanziaria e di governo . Solo così si può far fronte sia all’emergenza  competitività   , investendo in condizioni di vantaggio il gettito proveniente da una riconosciuta autonomia finanziaria e all’emergenza lentezza procedurale, per l’adeguamento infrastrutturale e per gli insediamenti produttivi , riconoscendo maggiori poteri  di governance al porto

Urgono,inoltre, interventi non più rimandabili per favorire la Polifunzionalità del porto utilizzando anche  l’area retro-portuale  ed industriare sviluppando politiche di insediamenti  produttivi in forma di veri e propri distretti industriali .

Servono scelte orientate a progetti di filiera per  favorire  la riduzione dei costi  attraverso economie  di  scala .

Un progetto integrato che da subito metta al centro il valore del porto come volano di sviluppo del Territorio e del mezzogiorno.

Pensiamo che il tavolo romano  che il Governo dovrà convocare sulla base delle richiesta avanzata dalla OO.SS Confederali a Scopelliti dovrà avere alla base una discissione ampia che tenga conto della necessità di un vero e proprio piano integrato di sviluppo che potenzi e supporti anche gli interventi contenuti nell’Apq .

Siamo oramai all’ultima chiamata e Il Presidente della Regione Calabria deve spendere nei confronti di un Governo del suo stesso colore politico  tutta l’autorevolezza necessaria affinchè  dal  Porto di Gioia Tauro parta la svolta della Calabria e del Paese, che migliori le condizioni del territorio e che faccia da volano di sviluppo per l’intero indotto calabrese, capace di rialzarsi e di diventare competitivo in tutto il bacino mediterraneo.

 

 

Gioia Tauro 17 gennaio 2011

Antonino Calogero

Segretario Generale Cgil Piana di G.T.

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