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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 26 MAGGIO 2024

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Opere incompiute: a Cinquefrondi un ostello della gioventù

Opere incompiute: a Cinquefrondi un ostello della gioventù

La struttura è ormai diventata rifugio per i bovini che vivono allo stato selvatico

di DANILO LORIA

Opere incompiute: a Cinquefrondi un ostello della gioventù

La struttura è ormai diventata rifugio per i bovini che vivono allo stato selvatico

 

di Danilo Loria

 

 

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CINQUEFRONDI (RC) – Al già colmo dossier di opere pubbliche incompiute, è doveroso dare lo spazio che merita, una costosa opera pubblica costruita con lo scopo di favorire l’accoglienza e la ricettività turistica, ma che invece è finita per diventare una vera e propria stalla. Già, perché la costruzione che si vede nelle foto, è stata realizzata sull’altopiano del Passo del Mercante, sul monte Limina, dalla Comunità Montana del versante Tirrenico-Jonico, con lo scopo di diventare un ostello della gioventù. Da anni il cantiere è fermo e i locali sono divenuti facilmente rifugio dei molti animali cresciuti allo stato brado nella zona. Sulla vicenda, inoltre, non si registrano polemiche di sorta nè allarmate dichiarazioni da parte di passati e presenti amministratori. E’ chiaro che l’incompiutezza dell’opera ha comportato uno spreco evidente di denaro pubblico. Il bando di gara per i lavori dell’ostello risale al 23 febbraio 2007 e l’importo a base d’asta ammontava a 489.556 euro. La struttura, seppur costruita di recente, presenta già numerose crepe con continue cadute degli intonaci e pezzi di mattoni. All’interno il pavimento è quasi del tutto divelto, visto il continuo “transito di animali pesanti” e presenta un tanfo incredibilmente nauseante. L’edificio sorge però in un territorio bellissimo, a circa un chilometro dal cosiddetto villaggio del monte Limina, dove nel periodo estivo è popolato da cittadini, che oganizzano i tradizionali pic-nic di fine settimana, e a circa due chilometri dalla stupenda chiesa di San Nicodemo, “protetta” da un monaco eremita. Inoltre, incantevole l’angolo dove si scorge da un lato il mare Jonio e dall’altro il mare Tirreno, con le gru del porto di Gioia Tauro. Ci sarebbero quindi tutti i presupposti per uno sviluppo turistico-ambientale del territorio, dove tra l’altro stanno sorgendo vari luoghi di ristoro con cucina montana tradizionale, se l’opera venisse completata. Sarebbe opportuno che le istituzioni, si mobilitassero per fermare lo sfacelo, cui va incontro, una struttura che non ha eguali nel nostro stupendo territorio.

redazione@approdonews.it