Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 GIUGNO 2024

Torna su

Torna su

 
 

Olio e agrumi: la nuova Pac dopo il 2013

Olio e agrumi: la nuova Pac dopo il 2013

| Il 08, Nov 2010

Continua l’inchiesta sul modello organizzativo dell’agricoltura italiana negli ultimi anni

GIOVANNI PRIVITERA

Olio e agrumi: la nuova Pac dopo il 2013

Continua l’inchiesta sul modello organizzativo dell’agricoltura italiana negli ultimi anni

 

CATANZARO – Nel 2003 viene introdotto il regime di “pagamento unico aziendale” che si fonda sull’erogazione di aiuti disaccoppiati agli agricoltori, completamente svincolati dalle produzioni, e la cui erogazione è legata sia al mantenimento dell’attività agricola che al rispetto di principi generali di condizionalità in materia di salvaguardia ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare.

Con l’ultima riforma “Health Check” del 2008, l’UE ha ulteriormente progredito nella direzione di un maggiore disaccoppiamento degli aiuti, di contenimento delle politiche di mercato e di rafforzamento delle politiche di sviluppo rurale consolidando la direzione già intrapresa di indirizzare le scelte degli agricoltori verso una maggiore competitività del settore nei mercati internazionali.

 

La riflessione sul futuro della PAC nasce con l’avvicinasi della scadenza  della Politica Agricola Comune attuale, i cui piani finanziari sono validi fino al termine del 2013.

Il Consiglio Europeo ha fissato le priorità di intervento della PAC fissando le peculiarità della strategia 2020 in base a tre punti fondamentali che rappresentano le priorità d’intervento:

 

1. crescita intelligente: sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;

2. crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più

verde e più competitiva;

3. crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la

coesione sociale e territoriale.

 

Il Commissario Europeo all’agricoltura Dacian Ciolo? parla di “modelli europei di agricoltura”, sottolineando in questo modo che l’agricoltura Europea è fatta da diverse componenti, la cui eterogeneità e complessità è andata via via aumentando con i successivi allargamenti. Ciò rappresenta una ricchezza e non un limite del sistema agricolo europeo, che va valorizzata attraverso un adeguato sostegno che risponda alle esigenze di tutti i cittadini europei, non solo degli agricoltori e della popolazione rurale, ma anche dei consumatori e della popolazione urbana e suburbana.

 

“Diverse sono le proposte in circolazione che sono comunque accomunate dalla continuità della PAC attuale abbinata ad un eventuale rafforzamento, in modo che essa  mantenga i suoi obiettivi storici, tenendo conto delle nuove sfide: beni pubblici, cambiamenti climatici, instabilità dei mercati.

Continuità, ma anche innovazione. Dai primi orientamenti si comprende che alcune scelte della nuova Pac sono inevitabili, come la soppressione dei pagamenti storici. In tutti i documenti emergono due nuovi temi: la remunerazione dei beni pubblici e gli strumenti per contrastare l’instabilità dei mercati.” (Angelo Frascarelli Docente di Economia e Politica Agraria Università di Perugia)

 

Gli aiuti diretti ai produttori, meglio identificati come titoli, continueranno a permanere, essi saranno la principale forma di sostegno, ma vi saranno nuovi criteri di erogazione senza far riferimento alla storicità (storicità delle produzioni 1999-2002 per l’olio d’oliva e 2004-2006 per gli agrumi).

Il sostegno sarà strettamente legato all’effettiva funzionalità aziendale, cioè sarà legato al contesto socio economico in cui opera l’azienda agricola, si passerà ad una specie di regionalizzazione con un appiattimento del valore dei titoli (una parte di questo valore, espresso in termini percentuali, viene dedicato a creare i fondi necessari allo sviluppo di altre forme di finanziamento).

Con la nuova PAC bisognerà stabilire quali siano i riferimenti territoriali per la fissazione del sostegno (Europeo, Nazionale o Regionale) e decretare se il passaggio sia graduale o immediato.

 

Ciò che desta preoccupazione, visto che gli aiuti sono ormai disaccoppiati dalla produzione, ma sono invece legati alla superficie, è il fatto che si potrebbe optare per uniformare i valori di sostegno per ettaro a livello Europeo, pregiudicando l’attuale posizione dell’Italia, che si tradurrebbe in un importo medio di circa 200 euro /Ha.

Questo metro di valutazione non è comunque rappresentativo in quanto è  improponibile il paragone tra un ettaro di Agrumeto e/o Oliveto calabrese ed un ettaro di pascolo Irlandese.

Infatti, i nuovi criteri di assegnazione dei pagamenti diretti ai produttori, puntano a valorizzare riferimenti chiave, quali le unità lavorative necessarie per ettaro e il valore aggiunto delle produzioni. Non dimentichiamo comunque che la nuova PAC comprende diverse Nazioni, che anche usando questo metodo di valutazione, potrebbero sentirsi insoddisfatte, a tal uopo un punto di equilibrio si crede che lo si possa trovare rimodulando i pagamenti in più componenti, assegnando una porzione che verrà erogata indifferentemente dal tipo di produzione a tutti i produttori, un’altra che sarà legata al tipo di territorio in cui è ubicata l’azienda agricola (zone svantaggiate) ed un’ultima porzione che sarà invece selettiva, in quanto legata a unità lavorative necessarie per ettaro ed al valore aggiunto delle produzioni.

 

Rimane evidente che la vecchia PAC non ha sortito gli effetti desiderati, gli agricoltori si son trovati a dover fronteggiare non solo le insidie atmosferiche e l’instabilità dei mercati, ma in alcune Regioni oltre alle complicanze burocratiche  per l’accesso ai finanziamenti, si son ritrovati con bandi relativi ai Piani di Sviluppo Rurale inefficienti o addirittura annullati.