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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 22 LUGLIO 2024

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Nove indagati tra gli esponenti della cosca vibonese insediata in Lombardia Le indagini della Dda di Milano hanno permesso di ricostruire gli interessi del clan che si era infiltrato anche nell'Expo

Nove indagati tra gli esponenti della cosca vibonese insediata in Lombardia Le indagini della Dda di Milano hanno permesso di ricostruire gli interessi del clan che si era infiltrato anche nell'Expo
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I pubblici ministeri della Dda di Milano, Ilda Boccassini, Paolo Storari e Francesca Celle hanno chiuso le indagini relative all’inchiesta antimafia “Quadrifoglio” che il 28 ottobre scorso ha colpito con numerosi arresti il clan Galati di Mileto, nel Vibonese, legato al clan Mancuso ed operante sull’asse Vibo-Lombardia. Il clan si sarebbe infiltrato pure nei lavori dell’Expo.

Sono 9 gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Dda di Milano, mentre 7 posizioni (riguardanti indagati del Vibonese) sono state stralciate. Associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, falso, favoreggiamento, minacce aggravate ai danni del direttore di un carcere, detenzione illegale di armi, i reati a vario titolo contestati.

Destinatari dell’avviso di conclusione indagini sono i vibonesi: Pino Galati, 44 anni, di San Calogero, condannato il 28 gennaio scorso in appello a Reggio Calabria a 7 anni e 6 mesi per narcotraffico; Fortunato Galati, 37 anni, di San Giovanni di Mileto (Vv), figlio del boss Salvatore Galati, 60 anni, che sta scontando l’ergastolo per duplice omicidio; Fortunato Bartone, 41 anni, di Mileto; Francesco Barone, 42 anni, di San Calogero, architetto e cognato di Pino Galati; Antonio Denami, 28 anni, di San Costantino Calabro (Vv); Francesco e Gerardo Sessa, di 58 e 50 anni, di Francica (Vv); Matteo Rombolà, 30 anni, di Seregno (Mb), Franco Monzini, 67 anni, di San Benedetto Po (Mn).