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TAURIANOVA (RC), SABATO 16 OTTOBRE 2021

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‘Ndrangheta nell’Asp di Reggio Calabria, indagini chiuse per 17 persone Tra gli indagati, medici e dirigenti Asp oltre al sequestro di società per un valore di 8 milioni di euro

‘Ndrangheta nell’Asp di Reggio Calabria, indagini chiuse per 17 persone Tra gli indagati, medici e dirigenti Asp oltre al sequestro di società per un valore di 8 milioni di euro

La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiuso le indagini dell’inchiesta “Chirone” riguardante l’infiltrazione della cosca Piromalli per tramite della “famiglia” Tropodi nell’Azienda sanitaria provinciale.
Ai 17 indagati nelle scorse settimane è stato notificato l’avviso 415-bis del codice di rito firmato dalla pm della Dda Giulia Pantano, oggi procuratore aggiunto di Catanzaro.
A marzo l’inchiesta aveva portato all’arresto di 13 persone tra cui medici e dirigenti dell’Asp oltre al sequestro società per un valore di 8 milioni di euro. Le indagini, condotte dai carabinieri del Ros e coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Gaetano Paci, hanno svelato e documentato gli assetti organizzativi della cosca Piromalli di Gioia Tauro. Il principale indagato è Fabiano Tripodi, figlio e nipote rispettivamente di Francesco Michele e Giuseppantonio Tripodi, due medici deceduti nel 2018 che sarebbero stati in rapporti con il boss Pino Piromalli detto “Facciazza”. Secondo gli inquirenti, Fabiano Tripodi è risultato figura di riferimento degli assetti societari operanti nel settore sanitario della Minerva srl, Mct Distribution & Service srl e Lewis Medica srl. Attraverso le società riconducibili ai Tripodi, i Piromalli si sarebbero aggiudicati appalti di fornitura all’Asp di Reggio Calabria. Tramite affidamenti diretti e un «collaudato sistema di corruttela» del personale medico e paramedico incaricato delle richieste di approvvigionamento, la cosca Piromalli sarebbe riuscita ad ottenere gli ordinativi per la fornitura dei materiali medicali nei presidi dell’Asp, in particolare negli ospedali di Gioia Tauro, Polistena, Locri e nell’Azienda ospedaliera di Reggio. I medici sarebbero stati corrotti con regalie come borse griffate o contributi legati a percentuali su commesse garantite alle ditte. Mazzette che variavano dal 2,5 al 5% a seconda del prodotto e dell’ordine effettuato. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato anche al ginecologo Antonino Coco, al dirigente medico dell’ospedale di Polistena Domenico Salvatore Forte, all’ex direttore del distretto Tirrenico dell’Asp di Reggio Calabria Salvatore Barillaro e al coordinatore delle farmacie presidiarie ed ospedaliere Giuseppe Fiumanò. Per loro l’accusa è di concorso esterno con la ‘ndrangheta.

I nomi

Questi i nomi delle persone per le quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Fabiano Tripodi;
Franco Madaffari;
Mario Vincenzo Riefolo;
Antonino Madaffari;
Martino Taverna;
Antonino Cernuto.

Per i seguenti indagati, invece, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari:
Pasquale Mamone;
Giancarlo Arcieri;
Federico Riefolo;
Antonino Coco;
Domenico Salvatore Forte;
Salvatore Barillaro:
Giuseppe Fiumanò.

L’obbligo di dimora nel Comune di residenza è stato disposto per Giuseppe Cernuto. Il gip deciderà all’esito degli interrogatori sulle misure richieste dal pm nei confronti di Francesca Grazia Laface, Giuseppe Antonio Romeo e Santo Cuzzocrea.