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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 11 AGOSTO 2020

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Meteoweb: atto vandalico ai danni della stazione meteo della piana di Masistro nel Parco del Pollino

Meteoweb: atto vandalico ai danni della stazione meteo della piana di Masistro nel Parco del Pollino

 

 

4Gravissimo atto intimidatorio ad una stazione meteo fiore all’occhiello della Calabria

ALL’INTERNO FOTOGALLERY

Meteoweb: atto vandalico ai danni della stazione meteo della piana di Masistro nel Parco del Pollino

Gravissimo atto intimidatorio ad una stazione meteo fiore all’occhiello della Calabria

 

 

Devastata. Così abbiamo trovato la stazione meteorologica che sabato 9 ottobre avevamo installato sui monti dell’Orsomarso, nel Parco Nazionale del Pollino, all’interno della piana grande di Masistro.

La stazione meteorologica fa parte del più ampio ’Progetto Pollino’ che l’Associazione MeteoWeb ONLUS porta avanti dall’estate 2007.
Tre anni e mezzo che ci hanno dato tantissime soddisfazioni prima con i dati di Piano Ruggio, conca carsica esattamente lungo la linea di confine tra la Calabria e la Basilicata che ha sfiorato i -30°C e ci ha fornito tantissimi dati interessantissimi per lo studio di queste doline ancora così misteriose al mondo scientifico.
Mentre i rilevamenti da Piano Ruggio proseguono quotidianamente, nel corso degli anni abbiamo installato un’altra stazione meteo presso il Rifugio Biagio Longo del Cai di Castrovillari in contrada Campolongo, nel territorio del Comune di Mormanno, a un passo dalla piana di Campotenese, e un paio di mesi fa, appunto il 9 ottobre, abbiamo iniziato a monitorare un’altra conca dalle caratteristiche simili a quelle di Piano Ruggio, anche se a una quota più bassa: si tratta della Piana Grande di Masistro, a 1.200 metri di altitudine.
Il momento dell’installazione è stato estremamente emozionante: per un’Associazione come la nostra, composta da giovani appassionati, ci sembra di realizzare un sogno, e cioè quello di poter monitorare a livello scientifico le zone più interessanti dell’Appennino. E così, in pochi anni, le nostre stazioni sui monti del Pollino sono diventate tre. E stiamo già pensando alla quarta, da installare ai Piani del Pollino, ad altissima quota, la conca probabilmente più interessante in assoluto di tutto l’Appennino Italiano.

Questo progetto di rilevamento dati meteorologici ha una grande valenza proprio per il mondo della ricerca: le conche carsiche non sono ancora conosciute a fondo, e solo studiandole e analizzandole in tutti i loro dettagli si potranno conoscere i loro affascinanti segreti.
Grazie a questo progetto, realizzato in collaborazione con l’ARPA Veneto che sulle Alpi centro/orientali ha iniziato questo tipo di osservazioni già da qualche anno prima, ci sta impegnando anche sul contesto internazionale perchè stiamo provando a metter sù uno staff di ricerca e studio per individuare le aree più fredde del Mediterraneo: siamo entrati in contatto con esperti della Grecia e della Spagna con cui abbiamo già condiviso osservazioni altrettanto interessanti di aree davvero estreme di quei Paesi. E la ricerca continua.

Ma pochi giorni fa, quando il nostro Renato Sansone, delegato del progetto, s’è recato nella piana grande di Masistro per prelevare i dati dei primi due mesi della stazione meteo, ha amaramente constatato quanto è possibile vedere in modo eloquente dalle immagini che lui stesso ha scattato:

Devastata. Così abbiamo trovato la stazione meteorologica che sabato 9 ottobre avevamo installato sui monti dell’Orsomarso, nel Parco Nazionale del Pollino, all’interno della piana grande di Masistro.

La stazione meteorologica fa parte del più ampio ’Progetto Pollino’ che l’Associazione MeteoWeb ONLUS porta avanti dall’estate 2007.
Tre anni e mezzo che ci hanno dato tantissime soddisfazioni prima con i dati di Piano Ruggio, conca carsica esattamente lungo la linea di confine tra la Calabria e la Basilicata che ha sfiorato i -30°C e ci ha fornito tantissimi dati interessantissimi per lo studio di queste doline ancora così misteriose al mondo scientifico.
Mentre i rilevamenti da Piano Ruggio proseguono quotidianamente, nel corso degli anni abbiamo installato un’altra stazione meteo presso il Rifugio Biagio Longo del Cai di Castrovillari in contrada Campolongo, nel territorio del Comune di Mormanno, a un passo dalla piana di Campotenese, e un paio di mesi fa, appunto il 9 ottobre, abbiamo iniziato a monitorare un’altra conca dalle caratteristiche simili a quelle di Piano Ruggio, anche se a una quota più bassa: si tratta della Piana Grande di Masistro, a 1.200 metri di altitudine.
Il momento dell’installazione è stato estremamente emozionante: per un’Associazione come la nostra, composta da giovani appassionati, ci sembra di realizzare un sogno, e cioè quello di poter monitorare a livello scientifico le zone più interessanti dell’Appennino. E così, in pochi anni, le nostre stazioni sui monti del Pollino sono diventate tre. E stiamo già pensando alla quarta, da installare ai Piani del Pollino, ad altissima quota, la conca probabilmente più interessante in assoluto di tutto l’Appennino Italiano.

Questo progetto di rilevamento dati meteorologici ha una grande valenza proprio per il mondo della ricerca: le conche carsiche non sono ancora conosciute a fondo, e solo studiandole e analizzandole in tutti i loro dettagli si potranno conoscere i loro affascinanti segreti.
Grazie a questo progetto, realizzato in collaborazione con l’ARPA Veneto che sulle Alpi centro/orientali ha iniziato questo tipo di osservazioni già da qualche anno prima, ci sta impegnando anche sul contesto internazionale perchè stiamo provando a metter sù uno staff di ricerca e studio per individuare le aree più fredde del Mediterraneo: siamo entrati in contatto con esperti della Grecia e della Spagna con cui abbiamo già condiviso osservazioni altrettanto interessanti di aree davvero estreme di quei Paesi. E la ricerca continua.

Ma pochi giorni fa, quando il nostro Renato Sansone, delegato del progetto, s’è recato nella piana grande di Masistro per prelevare i dati dei primi due mesi della stazione meteo, ha amaramente constatato quanto è possibile vedere in modo eloquente dalle immagini che lui stesso ha scattato:

 

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