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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 21 OCTOBER 2020

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Maghreb in agitazione. Cortei a Tunisi e Algeri

Maghreb in agitazione. Cortei a Tunisi e Algeri

Opposizione in piazza, ferito deputato. In Marocco due uomini tentano di immolarsi

Maghreb in agitazione. Cortei a Tunisi e Algeri

Opposizione in piazza, ferito deputato. In Marocco due uomini tentano di immolarsi

 

(ANSA) TUNISI – Molte categorie in piazza oggi a Tunisi: poliziotti, pompieri, uomini della protezione civile, ingegneri, donne lavoratrici. Ad Algeri centinaia di oppositori, scesi in strada nonostante i divieti, sono stati bloccati dalla polizia che ha anche impedito l’accesso in città a chi veniva da fuori: feriti 7 agenti e un deputato dell’opposizione, un altro è stato arrestato. In Marocco due uomini cercano di bruciarsi, mentre uno è morto carbonizzato in Arabia saudita.

TUNISIA: POLIZIA, POMPIERI, PROTEZIONE CIVILE, TUTTI IN PIAZZA – Il centro di Tunisi al momento e’ completamente bloccato da una grande manifestazione cui partecipano poliziotti, vigili del fuoco, protezione civile ed anche membri della guardia nazionale. Lo ha constatato l’ANSA. ”La polizia e’ al fianco del popolo” e’ uno degli slogan urlati dai manifestanti. Lungo Avenue Bourghiba sfila anche un camion dei pompieri con a bordo decine di manifestanti. Al suo passaggio la gente applaude e si unisce ai cori. “In Tunisia non si può separare la polizia dal popolo”, dice una poliziotta tra la folla di manifestanti diventati ormai oltre un migliaio nel centro di Tunisi dove oggi sono scesi in piazza Polizia, guardia nazionale, vigili del fuoco e protezione civile. “In ogni casa tunisina c’é un poliziotto – continua – la polizia è il popolo e il popolo è la polizia. Manifestiamo per i nostri diritti”. Un poliziotto in divisa, nastro rosso al braccio come quasi tutti gli agenti in piazza – alcuni in divisa e altri in borghese – avvia un coro ed immediatamente viene circondato da persone che a loro volta cominciano a scandire slogan: “Guadagniamo 300 dinari al mese (circa 150 euro, ndr), non possiamo permetterci una casa, nemmeno un’auto. Invece nell’amministrazione ci sono molti ladri”. Interviene un membro della guardia nazionale in divisa: “22 anni di servizio e 400 dinari al mese”. Un altro agente della guardia nazionale si scaglia invece contro Ali Seriati, l’ex capo della sicurezza nazionale arrestato nei giorni scorsi dopo la fuga di Ben Ali, “é lui il responsabile delle vittime – dice – “non tutti quelli che lavorano al ministero dell’interno devono essere accusati”. Sia la polizia, sia la guardia nazionale fanno capo al ministero dell’Interno, ma è un gruppo più ristretto di agenti (‘milizianì) che era incaricato della sicurezza presidenziale e non appartengono né alla polizia né alla guardia nazionale. ALGERIA: OPPOSIZIONE SCENDE IN PIAZZA, NONOSTANTE DIVIETO – Centinaia di persone si stanno radunando davanti alla sede del partito d’opposizione Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd) nel centro di Algeri. Nonostante il divieto delle autorità, il partito di Said Sadi, profondamente radicato in Cabilia, ha deciso di scendere in piazza per reclamare, tra l’altro, la revoca dello stato d’emergenza. Un imponente dispositivo di sicurezza è presente davanti alla sede del partito, sul quale sventola una bandiera della vicino Tunisia. Piazza Primo Maggio, punto di partenza della manifestazione, é presidiata dalle forze di sicurezza. Un elicottero sorvola la città. Lo stato d’emergenza, in vigore dal 1992 vieta, in particolare nella capitale, ogni manifestazione pubblica.

MAROCCO: STAMPA, DUE NUOVI TENTATIVI D’IMMOLARSI COL FUOCO – Due uomini hanno tentato di immolarsi con il fuoco, uno nel Sahara Occidentale, l’altro nel centro del Marocco, portando a tre il numero di tentativi compiuti in Marocco dall’inizio delle proteste in Tunisia. Lo scrive il quotidiano Assabah. Il giornale dice che il primo tentativo è avvenuto a Smara, dove ha la sua base il movimento indipendentista Polisario, da parte di un uomo originario di Tindouf, che, secondo le testimonianze, è stato bloccato dopo aver versato in terra delle benzina e avevi dato fuoco. Il secondo tentativo, dice Assabah, è stato compiuto a Beni Mellal, nel centro del Paese, da un uomo di 41 anni, ambulante, al quale le autorità avevano promesso un banco e che è rimasto ustionato in modo lieve a una mano. Ieri c’era stato un altro tentativo a Casablanca. Protagonista, dice l’agenzia Map, un uomo con problemi di “eredità”.

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