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TAURIANOVA (RC), VENERDì 01 MARZO 2024

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L’intervento di Magarò in Commissione antimafia

L’intervento di Magarò in Commissione antimafia

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Codice etico in Consiglio Regionale

nofotoTesto integrale Codice etico

L’intervento di Magarò in Commissione antimafia

Codice etico in Consiglio Regionale

 

 

Si trasmette, nella sua stesura integrale, l’intervento del Presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, Salvatore Magarò, in occasione della sottoscrizione del Codice etico che si è tenuta stamane a Palazzo Campanella.

 

“Siamo giunti, a me pare, ad un punto di svolta nelle politiche volte a salvaguardare la democrazia nella nostra regione.

L’apporto della politica, ossia dei partiti e di ciascuno di noi che in politica è impegnato,  nel contrasto alla criminalità organizzata  è l’oggetto del nostro incontro.

Si tratta di un apporto che è palesemente decisivo, centrale, imprescindibile.

Lo diciamo spesso, ce lo chiede a gran voce la società civile.

Ce lo chiedono le forze dell’ordine e la stessa magistratura, impegnate, con determinazione e spirito di abnegazione, in uno sforzo ciclopico per impedire che la ‘malapianta’ si impossessi della Calabria e ci faccia apparire, nel Paese ed in Europa, come terra incapace di affermare il principio di legalità, di appestati e di recalcitranti alle regole democratiche.

A noi pubblicamente, ed assumendoci ognuno per la propria parte le nostre responsabilità, tocca adesso gettare sul tavolo le carte e dire per filo e per segno cosa intendiamo fare, per rendere trasparente la politica; impedire alle mele marce di partecipare alle competizioni elettorali; garantire che ogni processo decisionale, pubblico e democratico, sia esente da infiltrazioni mafiose e affrancato da processi di corruttela varie.

 

 

 

 

Guardate: lo scenario della politica calabrese, facendo la tara delle polemiche pretestuose, è radicalmente mutato. Alla guida della Regione c’è un Presidente che pubblicamente si schiera contro la mafia e addirittura, rischiando di generare contraddizioni persino all’interno della sua maggioranza, propone scelte dal sapore antipolitico come l’azzeramento della preferenza. In poche parole: la nuova maggioranza e la stessa opposizione che sono presenti in Consiglio regionale hanno l’intenzione di cambiare il passo nelle politiche contro la mafia.

Finora non siamo stati con le mani in mano.

Abbiamo approvato, infatti, dall’inizio della legislatura ad oggi, provvedimenti tangibili ed accolti con favore anche dalle associazioni antiracket presenti sul territorio. Ricordo in particolare l’istituzione dell’Agenzia regionale dei beni confiscati, il sostegno alle vittime di reati di ‘ndrangheta, le disposizioni per sostenere le imprese che rifiutano di pagare il pizzo e quelle per la trasparenza dei pagamenti negli appalti pubblici, attraverso l’introduzione del conto corrente unico, i provvedimenti in favore dei testimoni di giustizia.

E ancora: l’approvazione della legge sulla pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri regionali, degli assessori non consiglieri, dei sottosegretari e di tutti i soggetti alla guida di enti pubblici di nomina del Consiglio.

Inoltre la Giunta regionale ha disposto di rafforzare il sistema di contrasto alla criminalità organizzata attraverso un programma di finanziamento per le infrastrutture che costituiscono sede di uffici giudiziari e presidi delle forze dell’ordine e la realizzazione di impianti di videosorveglianza con finanziamenti a carico del bilancio regionale.

 

 

 

 

 

Abbiamo realizzato con la regione più ricca del paese, la Lombardia, un asse istituzionale di grande valenza per blindare l’assegnazione degli appalti e difendere le Istituzioni regionali dall’inquinamento mafioso. La Regione Lombardia ha preso contezza della pericolosità della ‘ndrangheta e guarda con attenzione ad una forma di collaborazione con la Regione Calabria non sporadica e su singoli aspetti, ma sistematica e di ampio respiro.

Oggi siamo ad un punto di snodo.

Siamo qui per sottoscrivere il Codice etico di autoregolamentazione del Consiglio regionale sulla trasparenza dei candidati alle elezioni, e degli eletti ed amministratori pubblici, e per contrastare ogni forma di collusione con la ‘ndrangheta.

Un provvedimento, approvato in Consiglio e che investe direttamente partiti, politica e politici con le seguenti finalità:

– rendere più rigorosa la scelta dei soggetti da inserire nelle liste elettorali, nel quadro di un processo volto alla formazione e alla selezione di classi dirigenti a livello regionale e locale e scongiurare il pericolo sociale di veicolare all’interno della competizione elettorale prima, e dell’area di amministrazione pubblica poi, interessi connessi alla ‘ndrangheta;

– prevenire ed evitare il coinvolgimento giudiziario dei responsabili politici e amministratori pubblici per collusioni con la ‘ndrangheta constatando che il livello locale e regionale non sfugge a questo fenomeno;

– assicurare alle comunità locali sistemi di amministrazione trasparenti  e impermeabili ai condizionamenti e alle infiltrazioni della ‘ndrangheta.

 

 

 

 

 

Può essere il supporto decisivo all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura le quali non possono essere lasciate sole ad operare contro la criminalità. La politica deve fare la propria parte, si dice. Bene, oggi la sottoscrizione ed il pieno rispetto di quanto contenuto nel Protocollo è la dimostrazione della nostra volontà di blindare la politica dalle incursioni criminali.

In una terra storicamente debole come la Calabria, abituata a non avvertire con il rigore necessario l’importanza del principio di legalità, occorre agire – insieme –  noi forze politiche unitamente al mondo dell’associazionismo, che nella nostra terra è presente, carico di entusiasmo e fortemente motivato, per stabilire regole certe, procedure trasparenti nella gestione delle risorse pubbliche e modelli di comportamento che mettano al bando clientelismi e familismo ed esaltino il merito e la professionalità e, quindi, il valore supremo della persona umana.

Se ognuno agirà, per la propria parte e funzione, ma evitando –  e questo ritengo sia un punto da non sottovalutare –  isolamenti e personalismi, sono sicuro che faremo fare alla Calabria passi in avanti.

Verità,  giustizia e moralità sono tra le condizioni necessarie di una vera democrazia, fondata sull’affermazione della dignità della persona. La criminalità organizzata invece, rappresentata soprattutto dalle mafie che avvelenano la vita sociale, perverte la mente ed il cuore di tanti giovani, soffoca l’economia e  deforma il volto autentico del Sud.

La strada da fare per sconfiggere le mafie è tanta, perché oltre agli aspetti repressivi essa implica l’esistenza di zone grigie, in cui imperversano ingiustizie, lavoro nero e ricatti, per cui occorrerà operare su più fronti, primo tra tutti la grande e preoccupante disoccupazione giovanile ed il sostegno alle famiglie, soprattutto quelle

 

 

 

 

disagiate, che rappresentano la cellula fondamentale della società. Quando si asserisce che occorre essere testimoni di libertà, ci rendiamo tutti conto di cosa una frase del genere significhi  in Calabria: fare una rivoluzione dei costumi.

Questa battaglia la Regione Calabria oggi intende ingaggiarla, ma la parte migliore della società civile  deve essere assieme a  noi protagonista del nuovo corso, perché se agiamo  da soli, ognuno chiuso nel proprio limitato confine, questa battaglia di civiltà non potrà essere vinta”.