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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 22 FEBBRAIO 2024

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Ma cosa vi aspettavate con una “Destra Destra” alla guida del Paese? Se la memoria non bussa alla porta della storia della democrazia e delle libertà conquistate c’è il rischio serio di una "Libertà" in pericolo. L'antifascismo è un valore indiscutibile!

Ma cosa vi aspettavate con una “Destra Destra” alla guida del Paese? Se la memoria non bussa alla porta della storia della democrazia e delle libertà conquistate c’è il rischio serio di una "Libertà" in pericolo. L'antifascismo è un valore indiscutibile!

“Io sono orgoglioso di essere cittadino italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo in un angolo della terra lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo”.
Discorso di fine anno nel 1978 di Sandro Pertini da Capo dello Stato (libero e antifascista)

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Ma è così difficile pronunciare, ma soprattutto riconoscere che l’antifascismo sta alla base dell’Italia repubblicana? È così difficile riconoscere che per conquistare la libertà costituzionale ci sono stati uomini che hanno sputato sangue e polvere per consentire delle libertà le quali oggi ne usufruiscono anche chi stava ed è l’erede di quella “parte sbagliata”, utilizzo un’affermazione di Gianfranco Fini, padre storico della destra moderna, quello della svolta di Fiuggi con Alleanza Nazionale del 1995 dove in quella sede si decise di abbandonare la linea del vecchio Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante, segretario di redazione della rivista fascista, “La difesa della razza” per capirci meglio, quello che scriveva nel 1942 “Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri (…)”. Oggi più che mai in voga con un ministro (cognato della premier) che parla in un’assise pubblica contro una presunta “sostituzione etnica”.
La questione seppur considerata da clown da circo è abbastanza seria e non basta indignarsi per le vignette del Fatto Quotidiano (che io non amo come satira si intende, preferivo quelle di Forattini e di Giannelli), per sviare un discorso che si sta facendo serio e pericoloso: il non riconoscere l’Antifascismo come valore fondante di una Repubblica e padre della Costituzione Italiana. Lo diceva Piero Calamandrei ai giovani, “Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”, e oggi la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, quello dei busti di Mussolini in casa e che affermò che “A via Rasella colpita banda musicale di semi pensionati”, dove ieri se ne esce con un’altra chicca, “Nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo. Credo che ciò accadde sotto la spinta dei partiti moderati che non volevano fare questo regalo al Pci e all’Urss”. Siamo alla stravaganza ordinaria e continua.
Come se questo paese avesse perso la memoria, come se questo paese avesse perso quella condizione che ci troviamo in un paese libero perché liberato e che da questi punti cardine che nasce la Costituzione, quello che (ri)citando un padre costituente come Calamandrei disse, “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”, cosa diavolo c’azzecca l’ex Unione Sovietica associata con il valore dell’Antifascismo?
Nulla di nuovo all’orizzonte, si sapeva che votando queste persone saremmo arrivati a dei revisionismi storici vergognosi, e che per sviare altri discorsi più importanti ci si impunta su un’insignificante vignetta satirica, dove non si parla del tentativo di depenalizzare l’abuso d’ufficio, della vergognosa modifica del Codice degli Appalti criticato duramente dal presidente dell’Anticorruzione Busia e dove lo stesso ha messo in dubbio la questione del Ponte dello Stretto in quanto favorirebbe i privati. La costruzione di un Ponte che si sta portando avanti a via di slogan e dove fu deliberato in CdM “salvo intese” e che non c’è copertura finanziaria nel documento contabile, ma che (forse) verrà messo nell’approvazione del bilancio dello Stato. Sono e (in buona compagnia fortunatamente), che l’Italia è un paese di allocchi che crede al primo incantatore di serpenti, è successo nel 1994, la storia si ripete. C’è un tentativo di fa rientrare dei “trombati” alle ultime elezioni politiche cambiando regole post elezioni, si tratta di tentativi gravi e antidemocratici e la Costituzione è democrazia, è sovranità del popolo, ma è soprattutto figlia del sangue dei Partigiani, mettetevelo in testa o magari studiate, ma seriamente! E per non parlare della guerra ai poveri e il condono agli evasori fiscali, etc. etc. etc….
Ma cosa v’aspettavate con una “Destra Destra” al governo? Guardate che l’indignazione per la satira è da Minculpop (come scrive Travaglio), e anche se detta in maniera ironica si sta perpetrando a ogni livello dove la Destra governa e/o amministra, anche nelle realtà locali. C’è un tentativo maldestro di impedire la libertà di parola, la libera espressione anche nelle sedi istituzionali, e possiamo citarne dei casi.
Quando si sbeffeggia l’antifascimo, occorre ricordare le vittime, grandi intellettuali che hanno posto le basi per una democrazia moderna, liberale e per una giustizia sociale, come Gobetti, Gramsci, i fratelli Rosselli, Matteotti e altri che hanno pagato con la morte causata da un regime crudele, balordo e assassino e che ancora oggi vige nell’anima di chi non vuole (colpevolmente) metterselo dimenticarlo e condannarlo. Non c’è pericolo di un nuovo fascismo in Italia, ma quello che oggi è il pericolo sta nella famosa frase di Leo Longanesi che tutto era tranne che di Sinistra, “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee”.
(GiLar)