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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 25 FEBBRAIO 2024

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Le vacanze di Vincenzo Speziali, tra mondanità, politica

Le vacanze di Vincenzo Speziali, tra mondanità, politica

Di LL

Un ‘tourbillon’ direbbe lui, che ama il francese e lo parla come l’italiano. Anzi, se per questo parla persino altre lingue e comunque è un vero mistero, Vincenzo Speziali.

Già, infatti, ha il passato che ha e quasi gioisce per la sua vicenda giudiziaria -la quale per altro lui stesso non nasconde e fa di tutto per notiziare chiunque, con ogni evidenza, circa i vari stadi che sono in corso a Beirut, dove è parte lesa oltre che testimone (infatti è convocato per la sua escussione nel mese di Ottobre)- eppure te lo trovi, veramente, nel ‘bel mondo’ (lui con una punta del suo essere notoriamente e sofisticatamente snob, lo definisce ‘beau monde’) e non da comparsa, bensì, da protagonista.

Questa redazione lo ‘monitora’ da anni e spesso ci siamo pure accapigliati, ma non si può non riconoscere che di potenzialità ne ha, di amicizie, pure, conoscenza e conoscenze non ne parliamo, persino preparaIone culturale e anche quel tocco di sapienza politica, che lo rende un paria a Catanzaro.
Già, Catanzaro, croce e delizia, del solito ‘Bambolotto’ (lo chiamano così, da quelle parti, in modi affettuoso e sbagliano parecchio assai,nel vederlo docile e non in agguato, cosa che a Bovalino, se ne guardano bene, poiché lì lo amano tutt), ma per il Capoluogo di Regione è un amore che lui ha ma che non sempre gli viene corrisposto, anche lui non si abbatte né si arrende. Anzi continua, imperterrito, quasi fosse un ‘Robin Hood’, come lo ha definito Marcello Furriolo, uno dei politici cittadini a cui è più legato, assieme ad Agazio Loiero, Mario Tassone, Mimmo Tallini, Sergio Abramo e Filippo Mancuso, oppure i tanti tra i suoi ex colleghi (lui stesso, li definisce così) in Consiglio Comunale, proprio di Catanzaro.
Poi, c’è il suo vero amore, l’imprescindibile Bovalino, il suo punto di riferimento e la sua origine, ovvero -come ripete lui- “il sogno e il paradiso, cioè laddove sono io anche se esco a mezzogiorno in mutante”, perché Vincenzo Speziali, è pure questo, la dissacrazione intelligente, la classe commista alla naturalezza, il suo essere ‘sopra le righe’ e non fregarsene di niente e di nessuno perché -ripete spesso- “meo ha insegnato mio padre, la persona a cui sono più legato a questo mondo…l’unico di cui mi fido, assieme a due mie compagni di banco, proprio di Bovalino e Catanzaro”.
Ovviamente, non ha la tendenza di un qualsiasi ‘Marchese del Grillo’ -“per l’amor del cielo”, ti riprende, se glielo citi, “la buonanima dell”Arcipapessa (come la chiamava il mio caro amico Principe Carlo Giovannelli), cioè la Principessa Isabella Colonna (ovvero Isabelle Sursock, da Beirut e non aggiungo niente altro, perché mia moglie mi ha imposto silenzio circa i suoi ‘afferenti’) mi farebbe una lavata di capo: la classe non si ostenta, semmai la si incarna”- ma del burlesco e cinico aristocratico romano, di cui Alberto Sordi (da Speziali conosciuto con Andreotti) è stato messo in scena, qualcosa, Vincenzo, l’avrà pure presa.
Sarà una forma di ‘romanita` acquisita negli anni che lo hanno visto crescere e che vive negli attuali -“è vero Milano è un’altra cosa, però io preferisco Parigi, la ‘ville Lumière’- sempre lì, come la sua ‘acquisita parente’ Isabelle Sursock Colonna, a guardia di una mondanità, di uno stile, di tanti riti e di molti ritrovi, in cui ‘arsenico, vecchi merletti e molteplici intrighi’ si incrociano e assieme si sollazzano.
Perciò si torna alla Calabria, da dove alle volte si allontana per andare in un altro ‘luogo dell’amina’, la Beirut e il Libano, in cui dice di essere come a Bovalino -“non mi hanno mai mancato di rispetto, anzi sono rimasti al mio fianco, a soffrire, a soffrire assieme a me, al pari di Bovalino, dove provano un dolore ancora più grande, in modo indicibile, totalizzante, mentre qualche miserabile catanzarese (ancora oggi, nonostante le evidenze) sguazza o tenta di sguazzare, senza comprendere che io sono molto vendicativo”- ma ciò, tutto ciò, lo fa essere lui, che non cambia, che non dissimula, che dichiara ‘guerra a viso aperto”.
Perciò te lo trovi sul Jet privato -inviatogli a Lamezia per portarlo a Forte dei Marmi- a cena con Barilla, Palamara, Samori, Elkann, la Santanchè, Briatore e altri ancora, mentre per fustigare quella che definisce “umanità frustrata”, lo vedi o le senti (come fa quando ci parla per darci ‘notizie in anteprima’ e confermiamo, che siamo stati noi a darla, in Italia, quella di Berlusconi defunto, perché Vincenzo Speziali a comunicarcelo), oppure ”spruzza veleno piatto piatto’ -portandoti quale esempio, qualcuno che “è solito insolentirni”- poiché essendo la controparte di Catanzaro (laddove spesso “si confonde effimero ed essenza”), crede di essere il padrone del vapore: “al netto di venti matti e potenti, nonostante Cavour inceda inesorabiie, in una giornata di Settembre, quasi fosse Gina Lollobrigida nel noto film, nel cui titolo si accennava al suo ritorno, attendo sue giornate particolari, senza nulla togliere ad Ettore Scola, che ne fece il titolo di un sua celebre pellicola, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni”.
Criptico, misterioso, ma temibile per le sue stesse ‘premonizioni’, in cui ci mette molto del suo per vederle realizzate!
E, in ogni modo, niente da dare, lui è così, cioè rutilante, scintillante, mondano, intrigante, vendicativo, democristiano, politico, di classe (dalle nostre parti, tutti ricordano ia visita di Alberto di Monaco nello scorso Novembre e della loro amicizia sincera, perciò ogni cosa, ogni suo gesto, qualsivoglia sua azione, è la migliore conferma di quanto è autentico il suo modo di essere e le sue relazioni, checché ne ridica (e non dimostri il contrario) qualcuno a Catanzaro.
Viceversa, a Bovalino (come dovunque nel mondo) è diverso, ma a lui, interessa ed importa, la sua Bovalino, per tornare, quindi, a quel luogo in cui si sente a casa, ovvero per il quale opera alla ricerca del riscatto di una comunità -la sua comunità- senza dimenticare Beirut, il Libano, Roma (che adora), ma persino Milano e la Catanzaro a lui non ostile: di quell’altra (cioè la Catanzaro che definisce “minoritaria e infingarda, insolente e omissiva, in pratica dedita al ‘servo encomio e codardo oltraggio’, si sappia che sarò implacabile in combinato disposto al Cossiga&Andreotti Style’).
Ha un punto debole, che confessa e conferma: moglie, figli, genitori e gli amici di infanzia, insomma i suoi veri affetti, per i quali si affanna a voler rendere partecipi di tutta la sua vita e poi i due suoi compagni di banco, verso i quali non deroga e ne parla con una dolcezza, una sentimentalita`, rara, pur dicendo in chiosa “se nella vita non hai punti fermi, radici vere, non sei un uomo, sei un ‘quaqquraqua`.
Alla fine, con tutti i suoi difetti -e li ha, certamente- è vero, allorquando dice di se stesso “…ma io sono io, sempre e comunque. Non do ad intendere ciò che non sono e se mi ‘attaccano o mi tradiscono’ (quei pochi folli che lo fanno!), è anche un piacere, così posso dare libero sfogo alle mie inesorabili e durissime reprimende. Lo sa? Non sono mica Maria Pia Fanfani (mitica Presidente della Croce Rossa), semmai sono come suo marito Amintore, che mio nonno non amava molto e ne veniva ricambiato, mentre per me, ‘il terribile calabro aretino’, provava simpatia. Fanfani, difatti, non tardava a restituire pan per focaccia o la pariglia stessa”.
Direbbe Speziali: Voilà un homme!

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Luigi Longo