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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 11 AGOSTO 2020

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La procura di Roma mette sotto la “lente” il sistema ‘Google Street view’

La procura di Roma mette sotto la “lente” il sistema ‘Google Street view’

L’ipotesi di reato è: interferenza illecita nella vita privata

PAOLO MONTALTO

La procura di Roma mette sotto la “lente” il sistema ‘Google Street view’

L’ipotesi di reato è: interferenza illecita nella vita privata

 

PAOLO MONTALTO

Il sistema che permette di visionare dal computer le strade di ogni località del mondo, è legittimo?

Questa domanda si sono posti i magistrati romani che hanno ipotizzato il reato di interferenze illecite nella vita privata in relazione alla presenza in rete di ‘Google Street View’.

E l’azienda responsabile, Google, risponde subito con una nota. “La raccolta accidentale di dati wifi da parte delle auto di StreetView è stato un errore del quale siamo profondamente spiacenti e per cui ci scusiamo. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Autorità”.

L’indagine dei pm di Roma nasce da una segnalazione del Garante della privacy che nelle scorse settimane ha inviato a Piazzale Clodio, sede della cittadella giudiziaria di Roma, gli esiti di un’istruttoria specifica sul servizio offerto dal più noto motore di ricerca di internet. Di qui, l’apertura di un fascicolo d’inchiesta affidato dal Procuratore capo Giovanni Ferrara al pm Eugenio Albamonte, che è al momento a carico di ignoti.

L’inchiesta della procura focalizza la sua attenzione sulle ‘informazioni sensibili’ presenti nelle reti wi-fi. Informazioni che ‘StreetView’ avrebbe captato durante il percorso compiuto dalle “Google cars”, ovvero dai veicoli che circolando nelle città acquisiscono immagini fotografiche di luoghi e persone per poi metterle in rete con il servizio ‘StreetView’.

Gli inquirenti sono in attesa che la società americana proprietaria del motore di ricerca metta a disposizione i dati in suo possesso per verificare se gli elementi raccolti dalle reti wireless siano o meno “completi”.

Google, per tramite gli avvocati Giulia Bongiorno e Giuliano Pisapia, si è detta pronta a collaborare e sarebbe pronta a risolvere la questione alla luce del fatto che i dati raccolti dalle proprie apparecchiature non sarebbero mai stati utilizzati o comunicati a terzi. Sarebbe stata, inoltre, la stessa azienda a comunicare alle autorità competenti di aver captato dati sensibili.

“La procura ha agito su nostra segnalazione – ha dichiarato il Garante della privacy, Francesco Pizzetti – Il problema non riguarda tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless, compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione saremmo ancora più coinvolti come privacy. Per questo – abbiamo fatto la segnalazione. In Italia per legge non è possibile usare apparecchiature che captino trasmissione di dati senza autorizzazione. Se avviene può costituire illecito penale”. Si ricorda che lo stesso Garante ha imposto a ‘Google Street View’ di rendere visibili le macchine che vanno in giro e che ancora prima dei passaggi giornali e radio locali avvisino i cittadini di quanto avviene.

redazione@approdonews.it

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