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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 26 OTTOBRE 2021

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La patria degli imbecilli Riflessioni del giurista Giovanni Cardona sulla imbecillità umana. Come riconoscerla per superarla.

La patria degli imbecilli Riflessioni del giurista Giovanni Cardona sulla imbecillità umana. Come riconoscerla per superarla.
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La patria degli imbecilli.

Questo fraseggio è un eufemismo per asserire che gli imbecilli sono anch’essi cittadini del mondo.

Come affermava Giovanni Papini nel delineare l’identikit dell’imbecille “Ne abbiamo incontrati, ne incontriamo e ne incontreremo ovunque. Gli imbecilli. Ma chi son? Guai se non ci fossero gli imbecilli! Forse lo siamo anche noi?”

Per intenderci sono di una razza diversa e diversificata, pur presentandosi come esseri dotati di facoltà intellettiva, di pseudocultura, di verve, addirittura di apparente personalità, insomma capaci come gli estinti australopitechi di comunicare, di farsi ascoltare dagli ascari decerebrati plaudenti, di imporre il loro inesistente punto di vista; sotto le camuffate spoglie di affabulatori programmati o di sporadici improvvisatori, te li potresti malauguratamente trovare accanto in ogni dove, in ogni stagione, in ogni commemorazione, solennità o festa.

E li puoi identificare addirittura su scranni politici, su giornali o riviste con il demerito di appartenere alle classi che sono all’avanguardia tribale della più dequalificata “intellighentia” politico-affaristico-mafiosa; mentre il vulgo fazioso dei lacchè, ignorante ed incapace è l’unico ad essere svincolato dalla tirannica trappola rischiosa della imbecillità umana.

Qualsivoglia irresponsabile imbecille, si manifesta sui conosciuti social media con contenuti di odio pensando di proteggersi dentro sacche di effettiva impunità o salvacondotti nei quali la responsabilità rimbalza fra l’autore, la piattaforma stessa e i gestori della pagina sulla quale scrive.

L’immenso Gustavo Flaubert trascorse tutta la vita a tenersi lontano dagli imbecilli!

Basta leggere il suo pamphlet “Schiocchezzaio” per riscontrare quanto ne abbia dette di cotte e di crude sui comportamenti e le sottostrutture mentali che caratterizzano le fondamenta ancestrali degli imbecilli.

Venticinque secoli fa Eschilo si è immortalato, tra l’altro, per questo suo insuperabile pensiero: “Contro la imbellicità degli uomini anche gli Dei lottano invano”; mentre in epoca successiva Leo Longanesi ha irresistibilmente coniato questo insuperabile colpo di cannone: “La madre degli imbecilli è sempre incinta!”

In tempi più recenti un folle giullare istrionico quale Roberto Benigni ha rideterminato l’adagio asserendo che “Se la madre degli imbecilli è sempre incinta, la madre dei figli di puttana è sempre vergine”!

Ma il riferimento geografico o nazionalistico degli imbecilli è individuabile dappertutto, dal momento che le loro imprevedibili coordinate non sono allineate ad alcun sistema orografico, lacustre, fluviale, marittimo od oceanico, hanno da lustri valicato i confini della Beozia, ove erano storicamente limitati e circoscritti nelle loro cromosomiche coordinate.

Questi esseri subumani, che detengono il primato dell’insulto delatorio alla intelligenza, sono veramente imbattibili soprattutto nelle fantastiche ricostruzioni mendaci di fatti ed avvenimenti surreali, interpretabili e fomentate da quell’inetto substrato corticale che costituisce la loro corteccia cerebrale idiotizzata nei meccanismi mentali cognitivi complessi come il pensiero, la coscienza, il linguaggio e soprattutto la memoria.

E per concludere Alexandre Dumas figlio, asseriva tra il serio e il faceto: “Preferisco i malvagi agli imbecilli: quelli almeno si riposano”.