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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 06 FEBBRAIO 2023

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La panoramica di Ruscio (Confartigianatoservizi) sul mondo dell’artigianato

La panoramica di Ruscio (Confartigianatoservizi) sul mondo dell’artigianato

“L’associazionismo non deve fare questione personale ma guardare da vicino quelli che sono i reali problemi dei nostri artigiani”

ROSARIA MARRELLA

La panoramica di Ruscio (Confartigiani servizi) sul mondo dell’artigianato

“L’associazionismo non deve fare questione personale ma guardare da vicino quelli che sono i reali problemi dei nostri artigiani”

 

ROSARIA MARRELLA

 

PIZZO – “Nel trascorso 2005, in qualità di rappresentante legale di Confartigianato, ho assunto l’incarico di consigliere camerale e come tale, conscio della coerenza da osservare, mi sono prontamente dimesso dalla Camera non appena la linea gestionale, sostenuta dal pesidente Lico, è risultata in contrasto con gli impegni ed il programma sottoscritto in precedenza con tutte le Organizzazioni artigiane del territorio.” Con questo incipit inizia la nota pervenuta da Bruno Ruscio, il quale ancora puntualizza: “Pur decaduto dall’incarico presidenziale dell’epoca, per alternanza statutaria, sono tuttora componente di Giunta provinciale, inoltre presidente di Confartigianservizi – Ente a supporto delle necessità operative dei Soci in tale duplice veste, subito dopo la ben nota defezione dei signori Carbone e Giogà dal raggruppamento artigianale, mi sono adoperato, all’interno della mia associazione, a ricostruire, in confluenza con Fapimcasa, Unione provinciale artigiani e Confcommercio, un cartello unitario di schieramento imprenditoriale, sulla scia di quanto avvenuto a livello nazionale con la costituzione di Rete impresa Italia.” Dunque, nell’obiettivo precipuo di scuotere la confederazione dell’artigianato cui appartiene, la quale “pur essendo numericamente robusta e pertanto rappresentativa e di rilievo nel settore, di contro, da tempo, vive un’incomprensibile inerzia mal condivisa dai propri iscritti.” Al riguardo Ruscio chiosa: “Per predisposizione personale, oltre che per responsabilità sociali, mantenendo considerevoli contatti con la base associativa di Confartigianato recepisco sostenute critiche e legittime insofferenze da parte degli artigiani, i quali contestano all’organo deputato a rappresentarli, un’indegna reticenza a partecipare a fianco di chi attualmente si batte e si espone con onore in difesa di tutta la categoria di appartenenza.” Inoltre, lo stesso evidenzia come “si addebiti al vertice l’errore di aver consentito recentemente a componenti di Giunta di accettare incarichi camerali che hanno imposto a costoro un’inversione di rotta all’interno del comitato gestionale di Confartigianato, provocando una nostra defezione dal patto federativo prima sottoscritto dal presidente con le altre associazioni e ciò fa apparire la nostra associazione un annesso di preposti alla ricerca di un posto al sole, rapidi nell’abbandoare la coerenza pur di acccaparrarsi un boccone di lenticchie.” E, da qui, per Ruscio, gli artigiani si sentono feriti nell’orgoglio personale per il disonore della firma sociale disattesa. Dunque, Ruscio ritiene che Confartigianato locale debba assurgere a componente sociale di elevata moralità, così come è stata nel passato, “salda nel custodire il mandato di rappresentanza che le proviene dagli iscritti.” Inoltre, lo stesso evidenzia la situazione che si è registrata recentemente a Vancouver: “I nostri artigiani hanno partecipato a questa fiera a loro spese, mentre a due soggetti (1 di Confartigianato ed uno del Cna)  è stata loro elargita una somma dalla Provincia, a titolo personale. Forse, chi ha fatto richiesta ha pensato – giusto o sbagliato che sia – solo a sè stesso e non agli altri componenti della stessa famiglia. Forse il mio attaccamento – prosegue Ruscio – è dovuto al fatto che non ho mai richiesto nè ricevuto denaro. Infatti, il mio attaccamento è dovuto al fatto che in passato, credendo fermamente nell’associazionismo e nella Confartigianato – grazie al defunto onorevole Valenzise, il quale ha presentato una legge in Parlamento, facendo sì che tutto l’artigianato italiano potesse appaltare non più per 75milioni ma per 300milioni. Inoltre, con la stessa legge si dava possibilità agli artigiani di appaltare volumi oltre 300milioni.” Infine, l’appello di Ruscio: “l’associazionismo non deve fare questione personale ma guardare da vicino quelli che sono i reali problemi dei nostri artigiani.”