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TAURIANOVA (RC), VENERDì 21 GIUGNO 2024

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La lanterna di Diogene

La lanterna di Diogene

| Il 04, Feb 2012

Nel 2011 la Guardia di Finanza scopre 632 milioni di redditi occulti in Calabria. «La ricchezza è come l’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete»

La lanterna di Diogene

Nel 2011 la Guardia di Finanza scopre 632 milioni di redditi occulti in Calabria. «La ricchezza è come l’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete»

 

 

C’è una famosa frase di Al Capone che preso da uno sfogo di dubbio moralismo disse ad un suo interlocutore, «Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori».

La disonestà nella ricchezza e la parvenza di fare i signori con abiti e macchine di lusso insieme ad un tenore di vita di dubbia provenienza. Associando questo ad un rapporto della Guardia di Finanza che ha scoperto solo nel 2011 redditi non dichiarati per 632 milioni di euro, non in una Regione del ricco Nord ma in quella più povera, la Calabria (sic!), oltre ai suoi 308 evasori totali. Cifre da capogiro se si pensa che la Calabria ha il record più alto come disoccupazione giovanile, intorno al 27%, dove vedi sfrecciare uomini con abiti di lusso e macchine a seguito altrettanto di lusso e ti chiedi cosa diavolo fanno per poterseli mantenere. Perché i “Tizi” non si sa quando lavorano, se lavorano e quando lo fanno sono dei semplici impiegati pubblici o in certi casi pensionati. Sì proprio “parassiti”, termine rubato dalla pubblicità televisiva del Ministero dell’Economia contro l’evasione fiscale, che vivono sulle spalle degli altri e creano disagio e malessere a chi invece le tasse li paga e fa una vita dignitosa in proporzione al proprio reddito.

Magari nelle grandi città questo fenomeno si nota pochissimo ma è proprio nelle piccole comunità ed in paesi (come Taurianova ed altri), che viene subito in risalto la questione annosa di questa triste piaga che spero la Guardia di Finanza con l’introduzione della legge dello Stato sul redditometro riesca a far emergere questi “parassiti” sociali della ricchezza. Tu noti impiegati statali, semplici impiegati con stipendi quasi da fame (anche dopo l’avvento dell’Euro), sfrecciare con mercedes, bmw, volvo (pubblicità occulta ma necessaria in questi casi), costruire ville dal costo proporzionale ad uno stipendio da alto dirigente statale ma che invece alla fine sono “applicatori di timbri comunali” con responsabilità da corridoio della parvenza e dell’apparenza.

Diciamo “Basta” a questo marciume ed a questa carne da macello avariata che oramai non ha più senso di essere menzionata se non nelle azioni di repressione e di contrasto. Non credo sia così difficile controllare i redditi e fare le dovute e giuste proporzioni in virtù del tenore di vita. Solo uno scorcio di pazienza e di buona volontà.

Come diavolo è possibile che vedi giovani che fermi sempre ad angoli di piazza in possesso di telefonini di nuova generazione da valore centinaia di euro, vestiti con abiti firmati che presi da gangheri di onnipotenza sembrano essere i padroni del mondo ma che invece sono solo padroni di infiniti dubbi e di precaria moralità.

La semplicità sta nel buon senso e nella logica da parte delle Forze dell’ordine preposte al controllo per una definizione costante e completa contro questi fenomeni. E magari iniziando a porre dei “perché” importanti, come ad esempio, è possibile che in una Regione con un alto tasso di disoccupazione giovanile, con delle infrastrutture che stanno fallendo (vedi Porto di Gioia Tauro), con persone che sono definite povere ma che in diversi relazioni di commissioni di accesso antimafia nelle varie zone del meridione, veniva asserito che chiedevano il contributo di povertà ai Comuni, recandosi con auto di lusso superiori ai centomila euro, ci sia tutto questo? Perché? Ecco iniziamo da perché per concludere con delle certezze perché queste certezze sono in un certo la speranza per lo sviluppo e la crescita ed il riscatto sociale.

Arthur Schopenhauer «La ricchezza è come l’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete».

lalanternadidiogene@approdonews.it