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La lanterna di Diogene

La lanterna di Diogene

| Il 29, Apr 2011

Il nostro filosofo affronta oggi un tema drammatico, quello di malasanità che ha colpito la piccola Giulia Montera

La lanterna di Diogene

Il nostro filosofo affronta oggi un tema drammatico, quello di malasanità che ha colpito la piccola Giulia Montera

 

I bambini sono la felicità del futuro ed attraverso i loro occhi si possono scorgere degli angoli di paradiso che rendono gioiosi gli istanti vissuti. E se è vero come scrisse Coelho che «Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera», non è così per Giulia Montera.

Lei è una bambina di appena un anno che combatte contro il suo destino, che l’ha voluta triste fin dal primo giorno della sua nascita, a differenza di molti altri bambini che ridono alla vita per essere venuti al mondo. Il 30 marzo del 2010 questo angelo nasce all’ospedale di Corigliano Calabro, affetta da una malformazione cerebrale con un ritardo neuro motorio, ma nessuno si era mai accorto. Le disattenzioni sanitarie per questa bambina fanno iniziare un lungo calvario a lei ed ai suoi genitori, tanto che verrà trasferita a Roma per iniziare le cure. Possibile che nessuno si sia accorto di questa patologia che affliggeva la piccola Giulia? Nessuna prova diagnostica ha mai accertato semmai sia stata fatta? O crediamo che forse si tratta davvero di un errore medico drammatico? Ed aggiungo imperdonabile che mai nessun risarcimento potrà essere sufficiente per ridare i sorrisi persi della povera Giulia e dei suoi genitori. È davvero normale accettare il fatto che Giulia, che già dentro la pancia della mamma pesava scarsamente 2 Kg, sia stata dimessa dall’ospedale di Corigliano in “pefetta salute”?

Interrogativi questi che ci inducono a insospettirci per una così grave inadempienza che forse ha delle responsabilità molto gravi nel personale sanitario dell’ospedale. L’art. 32 della Cosituzione recita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo (…)”, quindi è per Giulia un diritto alla tutela della sua salute oltrechè un dovere umano e morale per chi è preposto a questa tutela. Ma la cosa che più mi colpisce, come si dice oltre il danno la beffa, l’ho letta nelle parole della mamma di Giulia che, oltre a farsi carico di quello che si sospetta un errore sanitario che ha causato questa tragedia, anche il fatto di essere assistita da legali che non fanno parte dei fori calabresi, in quanto a detta della signora Maria Lauricella “(…) da quanti ci siamo rivolti, non tutti chiaramente, l’unica risposta ricevuta è stata la seguente: Scusateci, ma preferiamo non prendere il caso in questione sotto la nostra assistenza”.

Le parole possono essere tante ma in questo caso preferisco starmene in silenzio e rinchiudermi in esso prendendomela con me stesso in quanto calabrese. E l’indignazione nel silenzio si fa più forte quando leggo ancora, attraverso le parole della mamma della piccola Giulia, “Grande è la nostra rabbia e il nostro disappunto nei confronti del governatore Scopelliti per l’indifferenza con la quale sta trattando la vicenda, che è poi quella della famiglia di una bambina calabrese che, come tutti i cittadini, chiede solo l’applicazione di fondamentali diritti. Stiamo subendo pesanti umiliazioni da parte della Regione, tanto da non riuscire neppure a parlare telefonicamente con chi di competenza: quando cerchiamo di contattare il capo della segreteria del Governatore, dottar Mosciaro, ci viene addirittura sbattuto il telefono in faccia: riteniamo questo comportamento inaccettabile, ma questo non basterà a fermarci” (sic!).

Ricordano i versi di un bel libro di Goethe che era “I dolori del giovane Werther”: «I più felici sono coloro che vivono giorno per giorno come i bambini, portando a spasso le loro bambole che svestono e rivestono, girando con gran rispetto intorno alla dispensa dove la mamma ha rinchiuso i dolci, e quando infine riescono a ottenere quanto desiderano, lo divorano a piena bocca gridando: Ancora!». Speriamo che Giulia cresca col desiderio di quei momenti felici come ogni bimba della sua età, vivendo nell’amore della sua incoscienza infantile, contro i pericoli della vita che per un’atroce destino sta già combattendo.

lalanternadidiogene@approdonews.it

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