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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 21 MAGGIO 2024

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La Cultura è davvero un’Ars oblivionalis (arte della dimenticanza)? I percorsi del sapere e della conoscenza in territori a partire dai bambini è il primo passo verso una partenza per lo sviluppo di “unità di stile”

La Cultura è davvero un’Ars oblivionalis (arte della dimenticanza)? I percorsi del sapere e della conoscenza in territori a partire dai bambini è il primo passo verso una partenza per lo sviluppo di “unità di stile”

Cos’è la cultura? Umberto Ecco disse che “In realtà esiste un’Ars oblivionalis (arte della dimenticanza), e si chiama cultura, intesa come memoria storica, come insieme di sapere condiviso su cui si regge il gruppo e la società umani. E che nei fatti la cultura “non è solo un accumulo di dati, è anche il risultato del loro filtraggio”, ma è anche la “capacità di buttar via ciò che non è utile o necessario. La storia della cultura e della civiltà è fatta di tonnellate di informazioni che sono state seppellite”.

Parlare di cultura in termini più semplici essa potrebbe essere intesa anche come sviluppo del territorio, un volano attraverso il quale le risorse che lo stesso offre, potrebbero rivelarsi nei rapporti esterni anche fuori dai confini territoriali, un insieme di potenzialità per disegnare un progetto per il futuro accompagnato dalla valorizzazione della memoria. D’altronde qualcuno che ne capiva di cultura dei popoli disse che “Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici”.

In un mondo fatto di tonalità al chiaroscuro con tanti dati disponibili per via di internet, si scambia una sorta “pedanteria” per condizione culturale all’insegna della sapienza. Molte volte non si riescono a filtrare le informazioni che ci servono facendo un insieme di un brodo misto e diremmo pure antidemocratico per la cultura stessa. Anche le nostre opinioni seppur molte volte azzardate potrebbero far parte di una condizione culturale, anche rischiando di rovesciare dei paradigmi.

Ciò vale in ambito più ampio come in quello localistico, delle piccole realtà dove ogni passo per la promozione culturale è sempre un passo avanti per un nuovo “Rinascimento” culturale, basta acquisire le giuste informazioni. Ad esempio a Taurianova si è aderiti a un progetto denominato “Nati per la cultura”, dove l’assessore Maria Fedele curatrice del progetto definisce una “opportunità educativa” consegnando una sorta di “passaporto culturale” ai nuovi nati. Con l’obiettivo di far leggere i bambini fin dalla più tenera età, si legge nella scheda del progetto che “La lettura condivisa i primi 3 anni è la cosa più importante per sostenere lo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino”, consegnando dei kit ai genitori. Ed insieme a questo progetto si affianca quello di “Nati per la musica”.

Mentre a Terranova Sappo Minulio la cultura è sempre donna, con l’assessore Laura Albanese, lo sviluppo della cultura passa anche attraverso le nuove generazioni parlando di “progetti scuola” da attuare nel territorio come la collaborazione con le risorse produttive del territorio ed insieme avere a conoscenza non solo le caratteristiche dell’ambiente, ma anche una importante condizione di “tutela educativa ambientale”, il tutto in un fattivo coinvolgimento dei bambini.

Cultura coniugata con bellezza al servizio di un vero e proprio “senso di appartenenza” del territorio insieme al rispetto dell’ambiente.

La cultura è donna ed è sempre più insistente e ce lo ricorda la grande Rita Levi Montalcini quando dice che una donna ha accesso alla cultura è come un’affamata.

La cultura è conoscenza ed è allo stesso tempo una risposta a tutela della dignità dei territori, della loro storia e soprattutto è libertà.
(GiLar)