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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 29 FEBBRAIO 2024

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La Commissione anti ‘ndrangheta incontra i sindaci intimiditi

La Commissione anti ‘ndrangheta incontra i sindaci intimiditi

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Ecco la risoluzione approvata oggi

La Commissione anti ‘ndrangheta incontra i sindaci intimiditi

Ecco la risoluzione approvata oggi

 

 

E’ con la relazione del Presidente Salvatore Magarò, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico e del Direttore generale del Dipartimento Presidenza della Giunta, Francesco Zoccali, che sono iniziati i lavori della Commissione contro la ‘ndrangheta dedicata ai sindaci e agli amministratori calabresi vittime di intimidazioni.

“Fare il Sindaco è la soddisfazione più grande – ha esordito Magarò – per chi come noi ha deciso di occuparsi dell’amministrazione della cosa pubblica. Perchè tra le cariche elettive è quella che, sicuramente, più di altre si misura quotidianamente con i problemi dei cittadini, le loro richieste, le aspettative di una comunità, i bisogni e i sogni della gente comune. Fare il Sindaco significa avere la disponibilità all’ascolto, la capacità di individuare soluzioni anche ‘bizzarre’ a fronte della scarsità di mezzi e di risorse finanziarie che diventano sempre più esigue. E anche quando, a molti di voi sarà capitato, ci assale il senso di impotenza assoluta di fronte ad emergenze e calamità molto più grandi di quanto possano sostenere le fragili spalle di un Comune, il Sindaco è là ad ascoltare le lamentele dei propri cittadini, a rispondere alle loro domande, a sopportare invettive e attacchi, ai quali non sarebbe giusto replicare con un: ‘il Comune non può farci niente’ perché i cittadini, in fin dei conti, non sono tenuti a conoscere la complicata e articolata organizzazione degli enti pubblici e la suddivisione di responsabilità e funzioni. Un Sindaco  – ha continuato – lo è a tempo pieno: è tra la gente e nella gente e se questo, da un lato gli consente di colmare gli spazi vuoti tra la politica e il paese reale tanto da tradurre il consenso politico in maniera più diretta e pragmatica, dall’altro, inevitabilmente lo espone, più di altri, ad attacchi e rivendicazioni.

I Sindaci sono il fronte più esposto agli attacchi della ‘ndrangheta e del malaffare che manifestano appetiti verso la gestione della cosa pubblica. L’esercito di primi cittadini è a volte ventre molle, non dimentichiamoci che ad oggi sono 60 i Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni mafiose e l’elenco, stante alle recenti cronache, è destinato purtroppo ad aumentare; altre volte, per fortuna è la maggioranza, è il fronte combattente di una guerra a basso voltaggio non per questo meno logorante, meno insidiosa, meno pericolosa. Sindaci e amministratori intimiditi o colpiti perché impegnati nella difficile affermazione della legalità, in una terra in cui le regole della legge sono sopraffatte dalle regole del crimine e della violenza, impegnati nel garantire percorsi di trasparenza e imparzialità in un contesto in cui la raccomandazione e la segnalazione del politico o del mafioso sono la norma. E’ con questi amministratori che oggi vogliamo dialogare e instaurare un rapporto di mutuo soccorso, consapevoli che l’unica possibilità che abbiamo di sconfiggere la ‘ndrangheta è quella di uscire dagli isolamenti e dalla violenza che le forze del male creano intorno a noi. Abbiamo scelto di invitare sindaci e assessori in carica, non perché le intimidazioni subite da consiglieri o esponenti politici in genere, siano meno gravi: lungi da noi quindi, il desiderio di esprimere una graduatoria di importanza. Siamo fermamente convinti però, che le minacce ad un Sindaco rappresentino una contrazione della libertà di scelta e di azione dell’intera collettività e la violenza è la cifra di chi ritiene di poter piegare con la forza e la paura la volontà degli amministratori e di chi pensa di poter condizionare lo sviluppo dei territori. L’intimidazione e la violenza diventano, a seconda dei casi, ‘misura di prevenzione’ sull’attività da svolgere e gli ‘impegni da rispettare’ o ‘sanzione’ per l’azione di legalità che ostacola interessi e appetiti noti, ma non dichiarabili pubblicamente. La Calabria detiene un altro triste primato: nel 2010 sono stati censiti circa 87 episodi di intimidazioni ai danni di Sindaci e amministratori in generale; nel 2011 l’elenco di Sindaci e componenti delle giunte è arrivato a 35, ma non si contano gli atti reiterati ai danni degli stessi. E’ una guerra silenziosa e molto insidiosa. L’iniziativa di oggi ha anche l’obiettivo di squarciare il muro di silenzio che cala intorno agli amministratori dopo la solidarietà di rito, nell’immediatezza dei fatti. Ecco – ha concluso Magarò – oggi vorremmo poter andare oltre le espressioni di solidarietà e vicinanza, che pure sono importanti. Pensiamo che uniti si possa fare di più e meglio ecco perché con l’avv. Zoccali, che è qui in rappresentanza della Giunta espressione di una volontà forte di fare azione comune, abbiamo ritenuto di dovere e poter offrirvi una collaborazione e un impegno concreti”.

Nella sala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella dove i lavori si sono appena conclusi, oltre al Vicepresidente del Consiglio, Alessandro Nicolò, al segretario-questore, Giovanni Nucera, erano presenti i consiglieri, Fedele (Pdl), Censore (Pd), Dattolo (Udc), Giordano (Idv), Pacenza (Pdl), e Maiolo (Pd).

Alla seduta hanno partecipato i sindaci Antonino Gioffrè (Cosoleto), Salvatore Migale (Cutro), Carolina Girasole (Isola Capo Rizzuto), assessore Amendola (Lamezia Terme), Beniamino Alessio (Molochio), Maria Carmela Lanzetta (Monasterace), Amedeo Colacino (Motta Santa Lucia), Giuseppe Giuliano (Ricadi), Elisabetta Tripodi (Rosarno), Giovanni Pittari (San Giovanni di Gerace), Giuseppe Aulicino (Santa Maria del Cedro), Giuseppe Zampogna (Scido), Luigi Chiappalone (Sinopoli), Francesco Bartone (Soriano Calabro), Pasquale Abenante (Umbriatico), Michele Tripodi (Polistena) e il vicesindaco di Siderno, Pietro Scarlato.

GIORDANO: INIZIATIVA POSITIVA 

“Senza dubbio positiva la seduta che la Commissione contro la ‘ndrangheta ha voluto dedicare ai sindaci ed amministratori calabresi vittime di intimidazioni. Si tratta di un segnale importante di vicinanza che la massima Assise non può far mancare a chi è in prima linea a difendere il primato della legalità in un territorio difficile ed impegnativo”.

E’ quanto afferma il consigliere Giuseppe Giordano (Idv) che sottolinea: “E’ ora però che, nella lotta alla ‘ndrangheta, la Giunta regionale passi dalle parole ai fatti mettendo in campo azioni concrete ed incisive che segnino una reale svolta nel contrasto alla criminalità ed alla illegalità diffusa”.

“In merito ai beni confiscati – aggiunge Giordano – Italia dei Valori presenterà, nei prossimi giorni, un disegno di legge in Parlamento per affrontare i problemi tecnico-pratici che le amministrazioni si trovano ad affrontare quotidianamente in relazione alla gestione di tali beni. E’ fondamentale che i comuni si costituiscano parte civile nei processi contro la criminalità organizzata, un principio questo, che tutte le amministrazioni dovrebbero adottare inserendolo nel proprio Statuto. Bisogna che, la Regione avvii un processo concreto di supporto per i Sindaci e per tutte le amministrazioni, e in questa direzione è opportuno concretizzare le norme che regolano l’Unione tra i comuni”.

ZOCCALI: NECESSARIA ISTITUZIONE CABINA DI REGIA

L’istituzione di una cabina di regia tra i Comuni e i Dipartimenti regionali su specifiche attività amministrative è stata al centro dell’intervento dell’avvocato Francesco Zoccali, direttore generale del Dipartimento Presidenza della Giunta, nel corso della Commissione contro la ‘ndrangheta dedicata ai sindaci e agli amministratori calabresi vittime di intimidazioni.

Riferendosi ai beni confiscati, Zoccali ha spiegato “come molti Comuni manchino di professionalità tecnica per progettare e accompagnare questi beni. Siamo, pertanto, convinti della necessità di accompagnare l’azione amministrativa dei Comuni e riteniamo che la cabina di regia, accuratamente valutata e studiata nelle sue dinamiche e potenzialità, possa rappresentare la vicinanza della Regione e la concretezza di un’azione da affermare sul territorio, garantendone trasparenza e legalità”.

 

Si trasmette, nella sua stesura integrale, la risoluzione fatta propria oggi dalla Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, a conclusione dell’ampio dibattito al quale hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri Giulio Serra (Insieme per la Calabria – Scopelliti Presidente) e Gesuele Vilasi (Pdl), i sindaci Filippo Sero (Cariati), Renato Bellofiore (Gioia Tauro) e l’assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore, Giovanni Iaquinta :

“PREMESSO che;

• Il fenomeno delle intimidazioni mafiose e della criminalità comune, conosce, in Calabria, una casistica drammaticamente ampia e gli episodi, alla ribalta delle cronache, si susseguono con un ritmo quasi quotidiano;

• Le minacce e le intimidazioni ai sindaci e agli amministratori locali, oltre a rappresentare un pericolo all’incolumità fisica degli stessi e dei loro congiunti, sono una grave turbativa al regolare svolgimento dell’azione amministrativa e dell’attività burocratica:

• Il problema della sicurezza degli amministratori locali e dei funzionari pubblici, obbliga ad una presa di posizione che vada oltre le espressioni di solidarietà e vicinanza e richiede un’azione rapida e congiunta, per non vanificare l’impegno di tanti onesti amministratori che operano con legalità, onore e imparzialità e perciò sono visti come un ostacolo da abbattere, per il raggiungimento degli obiettivi della ‘ndrangheta;

• la costruzione e il rafforzamento della buona politica, impone, tra le altre cose, di stare al fianco di quelle centinaia di amministratori locali che quotidianamente, s’impegnano per il buon governo, la legalità, la democrazia, la giustizia sociale, spesso senza percepire grandi indennità e quasi sempre lasciati nell’isolamento;

• nel contrasto alle mafie e ai tentativi di infiltrazione della ‘ndrangheta nell’amministrazione pubblica, è indispensabile fare “rete”, ovvero uscire dall’isolamento cui vogliono relegarci certe “forze oscure” e costruire un “fronte” di buone pratiche, buon governo e esperienze di azioni positive e attive;

• la legalità è la precondizione per tracciare il profilo di una nuova governance, in cui sia possibile riconoscere il primato della legge e delle regole sugli interessi particolari, al fine anche di garantire e tutelare i cittadini più deboli dalle prepotenze e dall’arroganza dei “furbi”;

• dai dati che emergono da diverse indagini e statistiche condotte periodicamente e che osservano il fenomeno anche nelle sue forme evolutive, uno dei moventi principali dell’attività intimidatori risiede nei procedimenti connessi ai bandi e agli avvisi di gara per appalti pubblici;

Sentiti i Sindaci destinatari di minacce e/o intimidazione mafiosa o anche di atti intimidatori riconducibili alla criminalità comune, previo accordo con il Coordinatore delle direzioni dipartimentali della Regione, avv, Francesco Zoccali, che ha espresso la disponibilità immediata degli Uffici regionali, adotta la seguente

RISOLUZIONE

1. Gli amministratori degli Enti locali possono decidere, in completa autonomia e libertà, di affidare la gestione dei propri appalti, alla Stazione Unica Appaltante;

2. I Sindaci, i Dirigenti e i Responsabili di procedimento possono rivolgersi agli Uffici regionali per avere supporto e consulenza di tipo tecnico-legale-amministrativo, anche attraverso la sottoscrizione di accordi di programma;

3. Le risoluzioni di cui ai punti n. 1 e n. 2 del presente documento sono estese a tutti gli amministratori degli Enti pubblici e degli enti sub regionali che ne ravvisino la necessità indipendentemente dall’aver subito atti intimidatori;

4. I servizi enunciati nei punti n. 1 e n. 2 saranno erogati per il tramite di una Cabina di Regia, da istituire a cura della Presidenza della Giunta regionale, che costituirà la sede di confronto e recepimento delle istanze al fine di assicurare il raccordo funzionale e logistico tra gli Enti locali e sub regionali e i vari Dipartimenti e/o la SUA;

5. La Regione si fa carico di favorire la partecipazione alle iniziative di formazione dei funzionali e dirigenti comunali;

6. al fine di promuovere la costituzione di parte civile dei Comuni nei processi di ‘ndrangheta, si provvederà a costituire una ‘White List” di giovani avvocati per gestire le fasi processuali”.

redazione@approdonews.it