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TAURIANOVA (RC), SABATO 20 AGOSTO 2022

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Interrogazione sull’alluvione di Vibo, Lo Schiavo, “La risposta della Regione certifica ritardi e inefficienze” Sulla gestione dei fondi del post-alluvione del 2006 a Vibo Valentia, si consuma l’ennesima pagina di inefficienze, lentezze burocratiche e inconcludenza politica della Regione Calabria

Interrogazione sull’alluvione di Vibo, Lo Schiavo, “La risposta della Regione certifica ritardi e inefficienze” Sulla gestione dei fondi del post-alluvione del 2006 a Vibo Valentia, si consuma l’ennesima pagina di inefficienze, lentezze burocratiche e inconcludenza politica della Regione Calabria

«Sulla gestione dei fondi del post-alluvione del 2006 a Vibo Valentia, si
consuma l’ennesima pagina di inefficienze, lentezze burocratiche e
inconcludenza politica della Regione Calabria. Con buona pace di quanti,
cittadini e imprese, a 16 anni di distanza dai tragici fatti, attendono
ancora risposte concrete e che quelle promesse di sostegni e aiuti vengano
mantenute».
È quanto afferma in un comunicato stampa il consigliere regionale della
Calabria, Antonio Lo Schiavo, commentando la replica all’interrogazione a
risposta scritta, depositata il 7 luglio scorso dallo stesso consigliere,
in ordine agli “Interventi di cui alla D.G.R. n. 495 del 2018 e ai fondi
Psc relativi al risarcimento delle imprese colpite dall’alluvione di Vibo
Valentia del 2006”.
«Un buco nero – aggiunge Lo Schivo -, quello in cui sono finiti gli oltre
11 milioni di euro del Piano direttorio per il completamento di interventi
necessari al superamento delle criticità, fatto di “errori che si sono
trascinati a lungo”, rimodulazioni in corso d’opera, ricognizioni
inconcludenti, battute d’arresto attribuite di volta in volta ai mutamenti
“del contesto organizzativo della Protezione civile regionale”,
all’avvicendamento “ai vertici dell’Amministrazione della città di Vibo
Valentia”, all’insorgenza “dell’emergenza sanitaria Covid-19”. E queste non
sono mie provocazioni – spiega il consigliere regionale -, ma è quanto si
legge testualmente nella replica all’interrogazione, la n. 60/12^, che ho
presentato per chiedere chiarezza e risposte sui fondi del post-alluvione.
E ritengo sia inaccettabile sentirsi rispondere dal presidente della
Regione, per tramite del Dipartimento competente, che a ben 16 anni di
distanza dai fatti del 3 luglio 2006 sono “Ad oggi in corso di svolgimento
tutti i necessari controlli sulle attività a suo tempo poste in essere al
fine di portare definitivamente a compimento gli interventi all’epoca
finanziati e concludere l’erogazione dei previsti contributi”. E che,
ancora, “si conta di concludere l’attività entro la fine dell’anno
corrente”. Lo si spieghi ora a quegli imprenditori che non si sono più
ripresi dai danni subiti, alle attività che hanno dovuto chiudere i
battenti e licenziare il personale, a chi ha visto andare in fumo gli
investimenti di una vita, come mai, 16 anni dopo, sono ancora in corso i
“controlli”. Presidente Occhiuto, se lei vuole davvero dare un’immagine
diversa della Regione Calabria e renderla un presidio di tutela dei diritti
dei cittadini oltre che un’istituzione in grado di sostenere la crescita
dei territori, parta da qui: dal chiudere definitivamente il capitolo dei
ritardi e delle debolezze dell’apparato burocratico, dal farsi garante del
rispetto degli impegni e dell’interesse di intere comunità che per troppo
tempo sono state irretite da false promesse e blandite con impegni
puntualmente disattesi».