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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 10 AGOSTO 2020

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Ingiusta detenzione, oltre 27 mila persone arrestate e più di 800 milioni. Reggio Calabria al secondo posto Il record ce l'ha Napoli con 129, "seguita da Reggio Calabria con 120 e da Roma con 105, poi Catanzaro con 83"

Ingiusta detenzione, oltre 27 mila persone arrestate e più di 800 milioni. Reggio Calabria al secondo posto Il record ce l'ha Napoli con 129, "seguita da Reggio Calabria con 120 e da Roma con 105, poi Catanzaro con 83"
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Ci sono delle piaghe in questa società le quali colpiscono l’uomo nella sua dignità perché ingiustamente privato della sua libertà. Ci riferiamo all’ingiusta detenzione per gli errori commessi dalla magistratura. Uomini distrutti nel loro intimo, famiglie devastate e attività lavorative frantumate senza avere più la possibilità di rialzarsi, in quanto difficilmente avranno la possibilità di avere una ripartenza per un recupero lavorativo ed economico. E, soprattutto viene compromessa la ripresa dal punto di vista morale ed umano.
Enrico Costa, deputato e responsabile del dipartimento giustizia di Forza Italia, sta affrontando la questione già dal 2019 c’è stato il via libera in Commissione Giustizia alla Camera della proposta di legge che avviava “l’azione disciplinare a carico dei magistrati in caso di ingiusta detenzione”.
Secondo alcuni dati attendibili, dal 1992 ad oggi, sono circa 27 mila le persone arrestate ingiustamente e allo stesso tempo, risarcite per oltre 800 milioni di euro.
L’articolo 27 della Costituzione stabilisce in maniera inequivocabile che “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, ovvero vige il la presunzione di non colpevolezza. Anche se colto in flagranza e con prove schiaccianti, non si è colpevole fino al terzo grado di giudizio.
Il parlamentare forzista in una sua nota stampa afferma che “Nel 2019 i casi di ingiusta detenzione sono stati 1000, per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione pari a 44.894.510,30 euro. Rispetto all’anno precedente, sono in deciso aumento il numero di casi (+105) e soprattutto la spesa (+33%)”.
Nel famoso sito che tratta tali questioni, “errorigiudiziari.com”, emerge che nel 2019 “il record di casi indennizzati spetta a Napoli con 129 seguita da Reggio Calabria con 120 e da Roma con 105, poi Catanzaro con 83 casi, Bari con 78 e Catania con 75. Il record della somma per indennizzi per il 2019 spetta invece a Reggio Calabria con 9.836.000 euro, seguita da Roma con 4.897.000 e Catanzaro con 4.458.000″. “Dal 1992 al 31 dicembre 2019, si sono registrati 28.702 casi: in media, 1025 innocenti in custodia cautelare ogni anno. Il tutto per una spesa che supera i 757 milioni di euro in indennizzi, per una media di poco superiore ai 27 milioni di euro l’anno”.
Purtroppo a pagare è solo e sempre “lo Stato, mai il magistrato che ha sbagliato”. Costa va oltre e chiama in causa il ministro Bonafede, “sempre così solerte a mandare gli ispettori, quando qualcuno viene, a suo dire, scarcerato ingiustamente, è immobile. Così facendo sostiene implicitamente la tesi davighiana sugli indennizzati per ingiusta detenzione”.
Secondo la quale “in buona parte non si tratta di innocenti, ma di colpevoli che l’hanno fatta franca”. Si tratta di “vite distrutte per chi finisce ingiustamente in galera, situazioni che talvolta rasentano il sequestro di persona, per totale assenza di requisiti cautelari”. Costa conclude affermando che “è un andazzo che finirà quando verrà approvata la nostra proposta di legge che consentirà di infliggere sanzioni disciplinari a carico di chi abbia concorso, con negligenza o superficialità, anche attraverso la richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare, all’adozione dei provvedimenti di restrizione della libertà personale per i quali sia stato disposta la riparazione per ingiusta detenzione”. E spera che come gruppo hanno “chiesto l’urgente calendarizzazione in Commissione giustizia. Vedremo se la maggioranza la affosserà ancora una volta”.
Ricordiamo pure che in Italia nel 1987 c’è stato un referendum promosso da Radicali, Partito Liberale e dal Partito Socialista Italiano sulla “responsabilità civile del magistrato” con un grande successo specie dopo l’onda degli effetti di uno dei più gravi scandali giudiziari della storia come il caso Enzo Tortora. Quel referendum fu snaturato dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista, con la complicità dell’allora guardasigilli Vassalli in cui il Psi, anni dopo con Craxi, ammise il suo errore di essersi fidato di lui nell’estensione della volontà referendaria, ma questa è un’altra storia. Quello che oggi conta è la questione in cui l’ingiusta detenzione è un crimine il quale non dovrebbe nemmeno esistere in un paese civile.

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