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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 28 NOVEMBRE 2021

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Si indignano per il trasferimento da Palmi a Taurianova degli uffici dell’Asp? E quando Taurianova fu scippata negli anni ’90, chi si indignò? Prove tecniche di raccolta degli ultimi voti, ma i cittadini devono anche sapere che a volte molti silenzi sono complici e la matita il 3 e 4 ottobre serve anche a questo…

Si indignano per il trasferimento da Palmi a Taurianova degli uffici dell’Asp? E quando Taurianova fu scippata negli anni ’90, chi si indignò? Prove tecniche di raccolta degli ultimi voti, ma i cittadini devono anche sapere che a volte molti silenzi sono complici e la matita il 3 e 4 ottobre serve anche a questo…

Fa specie leggere alcune prese di posizione in merito alla paventata chiusura degli uffici dell’Asp di Palmi a Taurianova, chi parla di “complotto”, chi di “blitz”, tra questi dei candidati alle prossime elezioni regionali del 3 e 4 ottobre. Ad esempio Nicola Irto del Partito Democratico “Una decisione improvvisa e non concordata che deve essere bloccata”. Ovviamente si difendono le posizioni del sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio anch’esso del Pd. Mentre un altro candidato al consiglio regionale, come Irto consigliere regionale uscente e nella lista del Pd scrive, “Solo la peggiore politica clientelare può pensare di spostare, in assenza di atti ufficiali, a pochi giorni dalle elezioni regionali, alcuni uffici amministrativi dell’Asp da una città all’altra solo per ottenere un beneficio elettorale. Non c’è altra motivazione che possa spiegare il trasferimento degli uffici da Palmi a Taurianova”.
Ora noi non sappiamo se tale spostamento degli uffici avverrà né possiamo sapere se tale azione si voluta dalla destra, però una riflessione va fatta, avulsa da campanilismi, ma a tutela della salute dei cittadini.
Partiamo da lontano, quando a Taurianova c’era un ospedale, un’eccellenza della Piana smantellato e svenduto per potenziare un nosocomio a pochi chilometri di distanza come quello di Polistena, siamo agli inizi degli anni novanta e chi ha causato quello scempio, non sicuramente appartenente alla destra, ce l’ha nella coscienza come azione di oltraggio a Taurianova. Poi sono stati smantellati altri uffici e trasferiti a Palmi. Taurianova è stata denudata da uffici i quali davano respiro all’economia della città per il flusso di utenti che dovevano recarsi per le loro esigenze. Non c’è stata nessuna compensazione, ma solo un “sacco” contro una città nel silenzio di tutti (o quasi tutti).
A Taurianova c’è un poliambulatorio dell’Asp che sta cadendo a pezzi, abbandonato a se stesso, dove da mesi (come da noi denunciato in molte occasioni) manca un ecografo per le visite specialistiche eseguite da medici dotati di grande preparazione, ma si trovano ad operare con condizioni da terzo mondo e con una strumentazione vetusta e davvero ridicolmente vergognosa.
Adesso per un eventuale trasferimento degli uffici da Palmi a Taurianova si sono levati gli scudi contro questa decisione che sembra essere perpetrata da una destra brutta e cattiva. Quando poi quando, al contrario, il trasferimento e il triste affronto contro la città di Taurianova, avvenuta dagli inizi degli anni novanta ad oggi, nessuno parlò di “oltraggio” o “scippi”, o peggio, “logiche clientelari”, ma scusate quelle prima quando Taurianova fu “scippata” o quando fu spostato il sito per l’Ospedale unico della Piana, da Cannavà, luogo più centrale e di collegamento con gli altri paesi, a Palmi, di cosa si è trattato, di normale evoluzione degli eventi?
E infine, quanto paga l’Asp di affitto per la sede di Palmi? Così per capire se il trasferimento, dicono, “momentaneo”, possa convenire, visto che si sono chiesti pure i costi all’azienda per tale trasferimento? E per l’affitto pagato dall’azienda per la sede di Palmi, questo è trascurabile?
Io credo che ci sono momenti in cui il silenzio debba andare di pari passo con la memoria e la morale per chi sale su alcuni pulpiti dev’essere anch’essa accompagnata dalla memoria. Perché in fondo la storia è quel passato che ci aiuta a riflettere sia nel presente che nel futuro. Ma questo, la politica specie quella calabrese, molto spesso lo dimentica e se ne ricorda per qualche voto in più in campagna elettorale.
(GiLar)