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TAURIANOVA (RC), FRIDAY 30 OCTOBER 2020

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Il nido abbandonato Un filastrocca di Domenico Caruso

Il nido abbandonato Un filastrocca di Domenico Caruso

Ha ottenuto la menzione della Giuria nel “Premio Tre Civette sul Comò” – Concorso Nazionale per Filastrocche – organizzato dal Centro Studi Cultura e Società di Torino – la nostra composizione “Il nido abbandonato”.
Sta scritto nell’Introduzione dell’Antologia del Premio edita il 17 ottobre 2020:
«La filastrocca è un genere letterario semplice e raffinato, profondamente radicato nelle tradizioni popolari, nelle espressioni letterarie contemporanee. La brevità delle composizioni, con un linguaggio ritmato hanno facilitato, nella cultura popolare, soprattutto nel mondo contadino, la trasmissione di generazione in generazione, di usanze, storie vissute ed anche superstizioni. Oggi è un genere orientato soprattutto all’infanzia, ma può anche essere un’opportunità per far rivivere, attraverso i versi ritmati di una filastrocca, le nostre radici culturali».
La poesia trae spunto da un reale evento (v. foto) verificatosi nel cortile della nostra abitazione. I volatili, dopo aver costruito il nido con tanto impegno e dopo aver deposto le uova, si sono allontanati temendo la presenza umana.
Anche tanti nostri concittadini e gli stessi nostri figli sono stati costretti a lasciare il focolare domestico ed emigrare in cerca di lavoro. Non la presenza dell’uomo, ma il nepotismo e il servilismo nell’ottenere spesso un’occupazione hanno convinto, specialmente i giovani, che lavoro e libertà sono internamente legati.
Essere disoccupati significa impossibilità di realizzare se stessi. La nostra storia c’insegna che il Sud è destinato a morire.
Un giovane preparato deve, purtroppo, abbandonare il focolare domestico per sopravvivere. Forse un giorno, ci auguriamo che dai nostri emigranti giunga il momento del riscatto.
Non più polli legati alla terra, ma aquile che volano sempre più in alto verso il sole.
Proprio come affermava lo scrittore rizziconese Ugo Arcuri:
«Risorge solo il popolo che vuole / risorgere e sa scegliersi il cammino, / e si crea volta a volta il suo destino / cogli occhi fissi al sole, al sole, al sole!».
Non più “filastrocca”, ma triste realtà “Il nido abbandonato”!
Ed ecco la composizione:

La brezza odorosa
del mitico maggio
risveglia l’amore
dei nostri uccellini,
che senza timore
ci stanno vicini.
Si pensa alla prole
e un posto sicuro
è quel che ci vuole.

Scrutando dal cielo
i poggi ed i piani,
l’allegra coppietta
nei rossi gerani
vi fonda l’alcova.
La nostra famiglia
in quel cortiletto
così scopre il nido
dal modo perfetto.

Nell’andirivieni,
battendo la coda,
gli amati inquilini
depongon le uova.
Ma poi osservando
la gente vicina
lasciando ogni cosa
per altre contrade
fan cronaca rosa.

La bella lezione
del mondo animale
rivela agli umani
che l’essere liberi
è ciò che più vale.
Se avessi l’evento
scoperto in passato
dal nostro paese
sarei io scappato.

Coi cari nipoti
dei figli lontani
darei la mia vita
battendo le mani.
Ascolta te stesso:
non sempre il consiglio
di padri e d’amici
ci rende la pace,
ci fa più felici.

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