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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 21 MAGGIO 2024

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Il caso in Calabria. “Per funerali, matrimoni e battesimi dovete fare la busta per il sacerdote” Questo il post “avviso” (poi rimosso), di un sacerdote calabrese sulla pagina Facebook della parrocchia ai fedeli, “Se non volete contribuire alle necessità della chiesa, fate a meno delle funzioni religiose…”

Il caso in Calabria. “Per funerali, matrimoni e battesimi dovete fare la busta per il sacerdote” Questo il post “avviso” (poi rimosso), di un sacerdote calabrese sulla pagina Facebook della parrocchia ai fedeli, “Se non volete contribuire alle necessità della chiesa, fate a meno delle funzioni religiose…”

Di GiLar

“Cari fedeli, desidero ricordarvi che in occasione di funerali, matrimoni e battesimi, è dovuta alla parrocchia, o comunque al sacerdote celebrante, un’offerta o, come la chiamate voi, “busta”.
Nel caso del funerale, ad esempio, l’offerta, il sottoscritto, la lascia nella cassa parrocchiale, per le varie necessità.”. Inizia così il post (che sicuramente è stato eliminato, ma noi abbiamo fatto lo screenshot), del parroco di una parrocchia nel Cosentino e precisamente “S. Maria Assunta – S.Maria le Grotte” ed il parroco in questione è don Gelardo Argento.
Nei fatti il sacerdote chiede per le funzioni religiose come egli stesso la definisce, la “busta”, ovvero un’offerta che di solito viene data alle parrocchie e non solo in questo caso, ma in qualsiasi chiesa dopo una funzione religiosa.
Il sacerdote giustifica la richiesta scrivendo ancora, “Mi sembra doveroso, quindi, che la famiglia del defunto, così come affronta le spese per il servizio funebre: bara, fiori, manifesti, e a volte anche la banda, lasci qualcosa alla parrocchia” e soprattutto prosegue, “Chi non adempie a ciò, viene meno a uno dei cinque precetti generali della Chiesa che dice: “soccorrere alle necessità della chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze”.
È abbastanza chiaro, certo le indignazioni sono state tante però un conto è fare un’offerta volontaria, un altro è “imporlo” per condizione. Diciamo che di queste notizie ne siamo abituati, chi scrive anni fa ha posto mole volte il problema sulla questione “offerte volontarie”, per modo di dire perché si era scoperto che in alcune chiese c’era un vero e proprio “tariffario” per le funzioni religiose.
Roba da battersi il petto, restando nel tema, ma ovviamente don Gerlando precisa, attenzione eh, nel suo “Ps”, “e non dite che i preti cercano sempre soldi! Perché spendete centinaia di euro in fiori, fotografi, pranzi, cene etc etc. Se non volete contribuire alle necessità della chiesa, fate a meno delle funzioni religiose…”. Avete capito? Se non pagate secondo ipse dixit don Gerlando, potete fare a meno delle funzioni religiose. Mica pizze e fichi!
Su certi aspetti va compreso perché effettivamente le spese di gestione di una parrocchia ci sono, le bollette della luce vanno pagate e altre spese come anche quelle della pulizia che molto spesso vengono effettuate dai fedeli, ma al di là delle facili indignazioni le spese ci sono e se qualcuno volontariamente decide di aiutare per sostenerle, è cosa buona e giusta, ma non pretenderle!
Però, a sentire il Santo Papa giù nel 2014 in una messa a Santa Marta ammonì il tariffario sui sacramenti e lo ribadì nel 2018 durante un’udienza dove disse, “Le Messe non si pagano, i sacramenti sono gratis, come il sacrificio di Cristo. Poi se si vuole fare un’offerta va bene, ma niente è dovuto”
Niente è dovuto caro don Gerlando, non lo diciamo noi ma il suo “Capo”.
Lo stesso Pontefice nella stessa occasione dice, “Se io ho qualche persona, parente o amico nel bisogno o che hanno passato questo mondo, posso nominarli in quel momento in silenzio. Quanto devo pagare perché il mio nome venga lì? Niente la messa non si paga. La messa è gratuita. È importante capirlo”. Eh niente, stavolta ipse dixit Papa Francesco (sic!).
Certo è che all’epoca Gesù prima della sua crocifissione cacciò i mercanti del tempio, ma altri tempi, oggi basta semplicemente un po’ di buonsenso come ogni cosa, specie in un mondo invaso dai social dove le notizie corrono più del pensiero stesso e dove, non basta cancellare un post che forse sarebbe stato meglio non scriverlo e accettare, qualora fosse davvero un’offerta e non una “busta”!

IL POST DELLA PARROCCHIA