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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 28 NOVEMBRE 2021

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Ibra al Milan ormai è fatta

Ibra al Milan ormai è fatta

Il club minaccia l’agente di denuncia, Galliani da Rosell

Ibra al Milan ormai è fatta e il Barça attacca Raiola

Il club minaccia l’agente di denuncia, Galliani da Rosell

 

MILANO – Il giorno della verità è arrivato. Oggi Adriano Galliani e Sandro Rosell, presidente del Barcellona – che domani esordisce in trasferta nella Liga contro il Racing -, di rientro da Ibiza dove si trova in vacanza con la famiglia, si incontreranno per l’appuntamento risolutivo sul futuro di Zlatan Ibrahimovic.
I catalani sono partiti da un’iniziale richiesta di 40 milioni di euro, hanno bocciato l’offerta di Huntelaar e Borriello come contropartite tecniche, hanno ribattuto chiedendo l’inserimento di Pato, Pirlo o Thiago Silva nell’affare. Il Milan prova a chiudere a 30 milioni, facendo leva su due fattori: 1) il desiderio di Guardiola di liberarsi dello svedese e del suo procuratore; 2) la speranza di Ibra di tornare a Milano, dove la moglie Helena è sempre rimasta a vivere.

 

QUADRIENNALE – Se oggi verrà trovato un punto di accordo, l’amministratore delegato rossonero (che punta ad avere il centravanti con la formula del prestito con obbligo di riscatto) arriverà in serata a Milano con l’attaccante 29enne. A cui è stato proposto un contratto quadriennale con ingaggio formato da una parte fissa di 7 milioni e da una variabile che si aggira tra i 2 e i 3. Fra il Milan e il centravanti l’accordo è già stato raggiunto. In mattinata Mino Raiola si era recato negli uffici del Barcellona per trattare la buonuscita. «Ero qui solo per questioni generiche, premi e assicurazioni per Maxwell e Ibra – ha provato a bluffare il funambolico agente -. Zlatan non ha ancora deciso: non siamo ancora nel vivo della trattativa». Ma nel pomeriggio quando ha raggiunto l’Hotel Rey Juan Carlos Primero, sede operativa di Galliani, il procuratore dell’ex interista, si è lasciato scappare: «Altro che buonuscita, è una super-uscita!» (anche se il Milan tiene a precisare di voler pagare per intero lo stipendio). Poi Raiola si è intrattenuto con il vicepresidente rossonero per un’ora e mezza. Colloquio sicuramente proficuo visto che al termine, alle tv in attesa, ha sentenziato: «Il bambino è quasi nato, siamo all’ottavo mese».

LA LITE – L’ottimismo crescente è stato in parte attenuato in serata dal comunicato del Barcellona, apparso sul sito ufficiale del club, che a fronte delle «manifestazioni pubbliche» di Raiola, volte a violare «l’onore e l’integrità morale» di Pep Guardiola, «denuncia pubblicamente questo comportamento, che turba i rapporti professionali tra il giocatore e l’allenatore e incide sul comportamento del giocatore e sui suoi obblighi». Pertanto l’«ufficio legale del club sta valutando l’eventuale risoluzione del contratto e la cessazione della retribuzione annuale» dello stesso agente. La trattativa è una complicata partita a scacchi ma il trasferimento si farà.

ALTRI MOVIMENTI – Nel frattempo il Milan si è già accaparrato Bruno Montelongo, terzino destro del River Plate Montevideo, 23 anni, già aggregatosi alla squadra. Braida sta lavorando invece alle cessioni: in primis di Huntelaar, per la cui vendita allo Schalke 04 il Milan ha già raggiunto un’intesa con i tedeschi per 14 milioni di euro. L’olandese deve dare una risposta nel weekend: se partisse, lascerebbe la maglia numero 11 proprio a Ibra. Kaladze interessa al Werder, Mathieu Flamini, che ha un ingaggio di 6,5 milioni di euro, a Lione e Tottenham. Allegri è raggiante: «Se arriva Ibra avremo uno degli attacchi più forti d’Europa. Al telefono mi ha detto che sarebbe molto contento di venire al Milan. Già prima saremmo stati l’anti-Inter, con Ibrahimovic acquisteremmo centimetri, tecnica e gol».