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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 20 OCTOBER 2020

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La leggenda del grande puttaniere

La leggenda del grande puttaniere

Agnelli diceva: “ Il successo ha mille padri;  la tragedia è orfana”I Fedelissimi di Silvio prendono le distanze

DI LUIGI MAMONE

La leggenda del grande puttaniere

Agnelli diceva: “ Il successo ha mille padri;  la tragedia è orfana”I Fedelissimi di Silvio prendono le distanze

 

 

DI LUIGI MAMONE

 

 

ROMA – Di scandalo in scandalo. Di Gossip in Gossip. Non c’è pace in Italia. La politica  – figlia tutta del mai troppo deprecato e da abolire sistema elettorale Calderoli , sta raschiando il fondo del barile.

La vicenda di  Berlusconi e delle sue donne, delle notti brave ad Arcore, del residence dagli appartamenti concessi in comodato alle giovani , entrate o in procinto di entrare in questa strana corte dei miracoli di un uomo  solo, apparentemente al comando di un paese – ma sempre  più solo: Con se stesso ; con i suoi disegni  di potere; con la solitudine  di  chi vuole a tutti i costi apparire il primo, il più bravo , il bello e , haime – il più macho.

Il dato anagrafico,  mascherato da tinture e lifting , per molti anni , per troppi anni è stato interpretato come  la scelta di abili curatori della immagine del premier per farlo apparire meno anziano di quanto in realtà sia.

Le feste  – non sappiamo se a luci rosse per come ipotizzato dai giudici  milanesi – danno invece la visione d’insieme di uno spaccato  molto più terreno e molto più amaro di un  uomo solo, con la sua ricchezza materiale  e con le sue miseri morali e , forse con il miraggio dell’eterna giovinezza. Una sorta di bacchettonismo ante marcia unito alla necessità di circondarsi di giovani donne. Una ricerca della bellezza  che forse – sottendeva la ricerca di una armonia interiore irrimediabilmente perduta con la progressiva consapevolezza che con i soldi e con il miraggio del facile successo  mediatico e televisivo – tutto si poteva ottenere.

Intorno a questo quadro di desolante senescenza morale mascherata da spirito goliardico e – forse –  da sussidi medici farmaceutici per compensare le limitazioni  derivanti da una età non più verde , la solitudine del premier circondato da gente apparentemente amica ma pronta a chiedere soldi in prestito e a farsi la cresta per la mediazione sfruttando ragazze e donne di pochi scrupoli , dobbiamo domandarci come è possibile che  l’uomo Berlusconi  possa ancora guidare con serenità e credibilità la nazione. Appare ormai chiaro che il prezzo di  determinati favori possa essere stato o possa essere una carica elettiva: deputato? Consigliere regionale ? Ministro ? Sottosegretario? Oppure  possa essere un contratto  per prestazione artistica   o giornalistica o paragiornalistica

Pubblico e privato si mischiano e si confondono . Il tourbillon  è  pauroso e la vita privata del premier finisce per avere effetti devastanti sulle presenze istituzionali e di governo. Sugli equilibri del paese. Sulle riforme, sul benessere della nazione.

Sono troppe le commistioni  per sentirsi ancora  disposti ad accettare questo stato di cose.

E’ troppo  intrisa di sporcizia morale  tutta la vicenda delle feste di Arcore . Come si può aver fiducia  gente che  vede la donna solo come oggetto da utilizzare a pagamento, da palpeggiare, da  invitare per creare intorno a se un specie di corte prezzolata con esercizio di diritto di  rapporto sessuale o forse solo di approccio sessuale o di atto di libidine ?

Arcore  come una sorta di carniere, un puttanaio fatto di giovani donne alla ricerca della sopravvivenza in un mondo di lupi. Un mondo dove il ricco , sempre più ricco, crede di essere onnipotente  e omniscente e  dispensa  favori al proprio io frustrato pagando     non tanto per avere amore o per dare amore  ma per esaltare ancora di più il suo senso si onnipotenza e , in limine, il suo narcisismo .

Ma la colpa è solo del premier e dei suoi  compagni di bagordi : il procacciatore di quaglie e l’araldo infedele? . No, purtroppo. La colpa è di tutta la attuale società italiana. Berlusconi non è un  dittarorello  riemerso dalle tenebre del passato, ne è la reincarnazione di D’annunzio Ne – giammai, le alcove di Arcore – assurgeranno  ai fasti tenebrosi del Vittoriale. Sa più di Cummenda lumbard, . Ma la colpa grande degli italiani  , e di Antonio di Pietro  che in quegli anni ne fu un araldo, è stata quella di aver demolito senza  attenzione tutto quanto la prima repubblica presentava di buono e di salvabile al di la della dilagante corruzione di sistema e di partito,  portando gli italiani a vedere in Berlusconi , il capo ,  il leader, il conducator e il salvatore della Patria tricolore. Un compito troppo arduo per un self made man   circondato da troppi peccati originali che nessun battesimo  politico ha mondato.

Ora, alcuni suoi  fedelissimi stanno già fiutando il vento e cercando di capire come fare a prendere le distanze ( su una nota emittente radio un altrettanto noto giornalista , fedelissimo del premier  fino a pochi giorni prima , e suo scriba , ha cambiato,  insieme al conduttore   con cui cura la trasmissione –  radicalmente modo di porsi   rispetto alle adulazioni di cui prima si rendeva protagonista)

Aveva ragione Giovanni Agnelli: Il successo ha mille padri. Tragedia è orfana.

E Berlusconi  è sempre più solo. Mollato anche dalla lega  Nord e dai suoi altri scherani

Finirà così la leggenda del grande puttaniere. Dante alla fine lo collocherà nel girone dei lussuriosi, con Fede e Mora. I perbenisti tireranno un respiro di sollievo mentre l’Italia continuerà ad affondare sempre più nelle sabbie mobili di questa senescenza morale ,  ancor più evidenziata dal silenzio che anche la sinistra fa cadere sulla necessità di pensare al dopo Berlusconi  solo attraverso la  riforma del sistema elettorale .

 

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