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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 25 NOVEMBER 2020

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“Giuseppe Conte vattene a casa, sei inadeguato!”, in che senso? Nella Piana di Gioia Tauro una crescita esponenziale di contagi, però ancora solo due Comuni hanno deciso di chiudere i Cimiteri nei giorni della commemorazione dei defunti: e gli altri?

“Giuseppe Conte vattene a casa, sei inadeguato!”, in che senso? Nella Piana di Gioia Tauro una crescita esponenziale di contagi, però ancora solo due Comuni hanno deciso di chiudere i Cimiteri nei giorni della commemorazione dei defunti: e gli altri?

Di Giuseppe Larosa

Non farò parte (scriverò inusualmente in prima persona), del “focolare” del “Conte incapace, vattene a casa”, in quanto, almeno fino ad ora, qualche parvenza di dignità la mantengo rispetto alle coerenze delle idee, rispetto ai “cambi di stagione” di molti “virologi”, “economisti”, “esperti aperture e di chiusure”, tranne quelle mentali.
L’ondata maggiore di primavera ha scaldato gli animi della gente a favore delle decisioni del governo in virtù della tutela della salute (costituzionale), ma si sa ad autunno si “raffreddano” gli animi e quindi, un “Conte inadeguato, vattene a casa” ci sta tutto, nelle menti contorte pluristagionali.
Ovviamente, preciso che non faccio parte dei vari “Comitati Scientifici” di Facebook e di altri social, non ho i titoli adeguati a farne parte e riconosco altresì, la mia infinita ignoranza, quasi come un ebete.
Fata questa premessa, parliamo di cose (quasi) serie, il virus c’è, la curva dei contagi sale inesorabilmente, non è una banale influenza, si rischia di morire e oltremodo è sempre più vivo che mai, creando danni sia alla salute e poi, dico, poi (leggasi la mia estraneità al comitato scientifico social), all’economia di un paese.
È pur vero che c’è paura, giustificata e non avventata. C’è paura anche per il futuro in quanto chiudono bar, ristoranti (a metà), c’è tensione nel paese, ma la questione è, cosa doveva fare il governo? Oltre a protestare per il Dpcm appena varato, in alternativa, cosa si doveva fare? È difficile capire che la chiusura dei ristoranti come dei bar alle 18 non è un’accusa contro di loro, così come altre attività, ma è oggetto di studio contro gli assembramenti selvaggi che si creano davanti a questi locali o facciamo finta di non sapere nulla a mo’ di struzzo?
Arriviamo adesso a casa nostra, nella Piana di Gioia Tauro e, diamo uno sguardo ai contagi che si stanno contando ogni giorno come una sorta di “bollettino di guerra”, ieri nella “nostra” Taurianova ci sono stati dieci nuovi positivi, più i 29 che aveva dichiarato il sindaco Roy Biasi pochi giorni fa, raggiungiamo 39 contagiati (numero che sicuramente salirà nei prossimi giorni, oltre, secondo nostre fonti confidenziali, tanti, ma proprio tanti in regime di quarantena domiciliare). Ieri sera il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà ha dichiarato che ci sono oltre 50 contagiati e circa 150 in quarantena domiciliare, così come a Gioia Tauro il sindaco Aldo Alessio con “soli” 13 positivi ha già emanato un’ordinanza di chiusura sia di piazze che dei cimiteri nel periodo della commemorazione dei defunti, oltre a diverse restrizioni dalle quali si spera di contenere i contagi e che, sarebbe cosa utile che molti sindaci prendessero come esempio, così come Rosarno. Pensate che Giffone un Comune con meno di duemila abitanti ha all’attivo, dati di ieri, 43 positivi affetti da Covid-19. Ci rendiamo conto che la situazione è esplosiva ed anche abbastanza critica? Oltre alle elucubrazioni scientifiche da social, precisamente, quale sarebbe l’alternativa?
La città di Palmi ne ha 23 in totale. La vicina Polistena ieri ha diramato un “aggiornamento” con 12 positivi solo ieri, pochi giorni fa altri 7 e addirittura all’ospedale di Polistena ci sono 15 positivi tra medici, infermieri e operatori sanitari. Cosa bisogna accadere più di questo? C’è una continua evoluzione che sta preoccupando un’intera comunità e che chi ha un briciolo di buonsenso, dovrebbero quantomeno capirlo, poi se applicarlo, dipende dalla coscienza di ognuno di noi, ma soprattutto ignorare le sirene del dissenso.
Avulsi da essere allarmisti né creare paure che esulano dal nostro modo di scrivere e di riportare le notizie ed al contempo esprimere le nostre opinioni, ma in questo momento come in guerra, l’unità fa la forza. La strumentalizzazione del “Conte vattene a casa, sei inadeguato”, è da imbecilli acefali.
Come ogni volta e, di ciò siamo (sono) abituati(/o), ci prendiamo l’onere di fare la proposta e di magari, forse “rompere le uova nel paniere”, così com’è stato all’epoca con la storia degli affidamenti ai professionisti (rimasti soli come un voce nel deserto) e tante altre cose, dove, questo è un jaccuse, la politica sembra che il fatto non è suo, come se chiuso il sipario, si chiude tutto, ignari che loro non rientrano nel Dpcm tra i sipari teatrali.
Caro Roy Biasi, non sarebbe il caso, ma senza nulla a pretendere, di adeguarsi al contesto epidemiologico e quindi di chiudere i cimiteri nei giorni della commemorazione dei defunti? E chi scrive è un frequentatore quotidiano. Il termine “contingentare” in questo momento non avrebbe senso, sarebbe un ulteriore rischio di creare un pastrocchio, specie in quello di Jatrinoli, piccolo come area e non osiamo immaginare come sarà il controllo degli ingressi “contingentati” in quello di Radicena. Comprendo bene che ci saranno i soliti leoni da tastiera che grideranno allo scandalo per tale proposta, ma occorre evitare ogni tipo di assembramento e i cimiteri sono luoghi preposti a tale fenomeno. E non sarebbe male, dopo la chiusura fargli fare un selfie al vicesindaco “Nino Bros” a cancelli chiusi. Sarebbe uno dei selfie più utili fatti finora.
Per il resto, il Covid c’è ed entra pure senza chiedere permesso.

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