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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 29 SETTEMBRE 2022

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Elezioni Taurianova, l’è tutto da rifare!

Elezioni Taurianova, l’è tutto da rifare!

E’ il metodo politico che va cambiato

di LUIGI MAMONE

Elezioni a Taurianova, l’è tutto da rifare!

E’ il metodo politico che va cambiato

 

La pre vigilia della campagna elettorale taurianovese, la seconda dopo un commissariamento straordinario per pericolo di infiltrazioni mafiose, giunge con un coacervo di incognite di carattere politico che lasciano  pochissimi spazi alla speranza di cambiamento radicale e di ripresa di un cammino di crescita per la città di Taurianova. Cammino  che, a ben vedere si è interrotto nel lontano 1996 quando alla vigilia  delle elezioni dalle quali poi emerse come sindaco  L’Avv. Rocco Biasi, il vicesindaco del tempo, tal Cannatà – se la memoria non ci inganna- ebbe la geniale pensata di  verificare tutte le utenze idriche  del paese denunciando un gran  numero di cittadini per furto di acqua. Interrompere la condotta illecita di chi fruiva di utenze e allacci abusivi era un atto giusto e dovuto, sia chiaro, sbagliato – con la logica dell’opportunità politica- è stato farlo alla vigilia di una campagna elettorale. Campagna elettorale che vide moltissimi indagati, maledire e stramaledire chi li aveva denunciati  votando per protesta per l’avversario- chiunque esso fosse stato a contrastare il loro  che, purtroppo- circondato da molti moltissimi soloni della politica non ebbe- per la riservatezza caratteriale che lo contraddistingueva la possibilità di affermarsi in maniera credibile  al confronto del ciclone oratorio   di cinismo  comiziale rivelatosi essere  il giovane e rampante Biasi. Tant’è.  Dal 1997 in avanti  la  spaccatura della classe politica taurianovese è divenuta sempre più grave, profonda e inguaribile. E le ultime vicende lo stanno confermando. Il regnum biasiano , durato due legislature  e rotti e conclusosi fra gli schiamazzi del carnevale del 2007 con il commissariamento seguito alla vicenda del terzo mandato e , poi, la breve vicenda amministrativa di Domenico Romeo, danno la misura, con il senno del poi,   che alla nuova competizione elettorale non ci si possa più accostare con la vecchia metodologia taurianovese della dissacrazione, della maldicenza, della messa alla berlina, della ricerca spasmodica di candidati e di candidature per far numero e gettare nella mischia del primo turno elettorale. E’ ora di finirla con la ricerca del candidato sindaco del “cavallo di razza” da proporre e  intorno al quale  costruire un maggioranza.  E’ invece necessario che tutti i cittadini, animati da spirito di servizio, senza colore e appartenenza a schieramenti  politici  in quanto per uscire dal guado bisogna superare i concetti di sinistra, di destra , di centro e delle succedanee forme di centro destra e centro sinistra si ritrovino intorno ad un programma condiviso . E’ necessario  lavorare – e chi vuole farlo lo dovrebbe fare pubblicamente – intorno ad un programma , ad un  patto per la rinascita di Taurianova. Punti chiari, semplici e condivisi : programma da realizzare a prescindere da chi vinca e da chi perda. Taurianova non ha bisogno di una nuova stagione di lotte fratricide. Taurianova  ha bisogno di progettualità e di  accordi ragionati e ragionevoli fra tutte le forze politiche. Agricoltura al dissesto: Scuole in difficoltà;  beni culturali ignorati,  vitalità  sociale in stato precomatoso. Queste alcune delle emergenze. Il sistema politico ed elettorale non aiuta molto. A tanto deve compensare il buon senso e l’orgoglio dell’essere cittadini di una città che ha rappresentato  per decenni e per secoli un punto di riferimento  per tutto l’hinterland e che ora – per colpa di tanti- di chi ha amministrato e di chi non ha fatto opposizione – è divenuta il fanalino di coda della Piana. Vi è la possibilità di andare oltre: Saranno capaci  quei soggetti che in altri articoli il giornale ha correttamente identificato come  potenziali  protagonisti delle nuova campagna elettorale di ragionare e di amare veramente la città. O forse pensano che fare il Sindaco, sia solo partecipare con la  fascia tricolore alla processione della Madonna? La nuova frontiera del federalismo e le innovazioni in tema di finanza degli enti locali impongono scelte forti e coraggiose. Non presenzialismo. Non arroganza. Non appariscenza. Non falsa moralità. L’orgoglio non irrida la proficua opera di chi andrà ad amministrare.

redazione@approdonews.it