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TAURIANOVA (RC), MARTEDì 28 MAGGIO 2024

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Dopo dieci anni di “calvario” giudiziario, cinque in carcere, assolto Rocco Femia L'ex sindaco di Marina di Gioiosa Jonica era stato accusato nel 2011 di partecipazione mafiosa con una cosca di 'Ndrangheta

Dopo dieci anni di “calvario” giudiziario, cinque in carcere, assolto Rocco Femia L'ex sindaco di Marina di Gioiosa Jonica era stato accusato nel 2011 di partecipazione mafiosa con una cosca di 'Ndrangheta

“Giustizia ritardata è giustizia negata” disse Montesquieu, ma quale giustizia se dopo dieci anni di calvario giudiziario, cinque trascorsi in carcere e poi, come per magia, scopri che la stessa giustizia che ti aveva definito un “presunto mafioso”, ti assolve “perché il fatto non sussiste”.
Questo è quanto accaduto al professore Rocco Femia già sindaco di Marina di Gioiosa Jonica, era stato arrestato con l’infamante accusa di partecipazione mafiosa, ex articolo 416 bis nel 2011 durante l’operazione “Circolo Formato” della DDA perché referente con la cosca Mazzaferro.
Da quel 2011 per Rocco Femia è un calvario umano, dieci anni per dimostrare la sua innocenza e soprattutto per togliersi quella macchia infamante qual è di “mafioso”. Un professore di un Liceo Classico, eletto sindaco che si trova all’interno di una tempesta giudiziaria e mediatica, crudele, inesorabile e massacrante.
Grandi titoli di giornali quando ci fu l’operazione della DDA e poi? Non con la stessa enfasi mediatica nella sua assoluzione “perché il fatto non sussiste”.
È stata una battaglia di nervi, di forze che stavano per esaurirsi e il fatto che oggi Femia è un uomo libero, nulla potrà togliere quella piaga di essere stato ingiustamente dietro le sbarre per cinque anni. Assolto nonostante il procuratore generale aveva chiesto 8 anni di reclusione. I suoi avvocati parlano di “vicenda chiarita” e non di errore giudiziario, noi lo definiamo un abominio umano. Una sorta di squalificante metodo giudiziario che rovina la vita di un essere umano e lo fa divenire “cavia” per quei maledetti sospetti, quella maledetta forma che qualcuno aveva definito “anticamera della verità”, ma che così non è. Un sospetto è un sospetto, e non è la verità, quella è altra cosa, altra questione che combacia solo con la coscienza.
Oggi la notizia è che anche se con dieci di ritardo, dieci anni di vita che nessuno mai ti restituirà indietro e con un tempo breve in cui la nostra esistenza ha a disposizione, Rocco Femia è un uomo innocente, libero e professore di un Liceo Classico.
Ma come disse Martin Luther King, “No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente”.
(GiLar)