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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 01 DECEMBER 2020

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Covid, Coronavirus? Ma chi se ne frega, “…vino, o sangue, oh apoteosi!” Troppi assembramenti, troppe irresponsabilità, troppe discrepanze, troppe strafottenze...davvero, troppe!

Covid, Coronavirus? Ma chi se ne frega,  “…vino, o sangue, oh apoteosi!” Troppi assembramenti, troppe irresponsabilità, troppe discrepanze, troppe strafottenze...davvero, troppe!

Il concetto di responsabilità non è una parola scritta nel vento e, alcune volte una condizione estremamente indispensabile e tale, dovrebbe essere come forma di rispetto. Dostoevskij disse che “ciascuno è responsabile di tutto dinanzi a tutti”, mai come in questo momento tale espressione rispecchi la realtà che stiamo vivendo, quella di una vera e propria emergenza pandemica.
Stiamo assistendo in questi giorni ad une vera e propria “strafottenza” delle più regole elementari di rispetto e di presa di coscienza sulla pericolosità di questo virus che sta distruggendo la “normalità”. Quella della vita quotidiana, del nostro essere uomini tra gli uomini con tutte le nostre libertà esistenziali, ma soprattutto con il sentirsi liberi di vivere tranquillamente, senza paura.
Ma così non è, non va bene. L’irresponsabilità si trasforma in un disprezzo delle regole, anche da chi dovrebbe darne l’esempio. È il caso di ieri nella frazione di San Martino di Taurianova, immagini che hanno invaso i social, finanche Selvaggia Lucarelli, a seguito di una segnalazione, posta nella sua storia Instagram, dove tra le immagini di “giganti in festa” e processioni con folle le quali non dovrebbero proprio esserci né ragione di esistere in questi terribili momenti, dove molta gente ha paura di muoversi, stando a casa perché rispettosa delle regole, ma che le vede vanificare da taluni atteggiamenti di una irresponsabilità imperdonabile, “…ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar, così il buon Carducci, sarà stato questo, ma con tutto il rispetto per il Carducci… Ed ancora continuiamo a non comprendere alcune chiusure, come quelle del cimitero, com’è possibile che nei giorni della commemorazione dei defunti restano aperti e dopo chiusi? Com’è possibile che si chiudono i cimiteri per evitare assembramenti, però tali vengono perpetrati in altri luoghi, i quali potrebbero essere certamente evitati? Purtroppo i misteri in questa fase pandemica, con la nuova amministrazione, tendono sempre come limiti all’infinito.
Altra questione sono stati i vari assembramenti nelle varie città, quelle di Catanzaro e Cosenza, le piazze della protesta dove di colpo si grida allo scandalo contro la presunta povertà. La ribellione contro il Coronavirus, quando poi a quest’ultimo delle opinioni di chi si ribella non gliene frega una cippa anzi, contagia e prosegue imperterrito nel suo cammino.
Ci sono persone che circolano per strada come se nulla fosse, testimonianze ci dicono che ancora, e non dovrebbero esserci, capannelli di gente negli angoli di piazza. Eppure questo nuovo “lockdown”, definito “leggero”, non va preso sottogamba e rispetto a quello di primavera, onde evitare lo stesso scenario, non dev’essere considerata una “scampagnata” perché tali comportamenti potrebbero avere gravi conseguenze anche di ripercussione per una nuova chiusura più stringente.
Protestano le partite iva, i commercianti, gli organi produttivi, giusto, legittimo anzi, hanno il sacrosanto diritto di farlo, ma noi ci preoccupiamo più per i silenziosi, gli invisibili (anche con lo stipendio statale e che molte volte non basta per campare), a quelli che non chiedono aiuto per dignità, a quelli che vanno nei vari “banchi alimentari” per racimolare qualcosa da mettere sotto i denti. E lòa lista potrebbe essere ancora lunga.
Dobbiamo forse arrivare ad una “tolleranza zero” da parte delle forze dell’ordine con sanzioni, multe e quant’altro? Bene, se i comportamenti sono questi, spero che i fuochi abbiano inizio, ma non quelli di San Martino, quello delle multe, partendo dalle foto che circolano nei social, durante la festa patronale di San Martino, il quale, spero, perdoni tutti perché non hanno saputo quello che hanno fatto.
(GiLar)

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