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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 10 AGOSTO 2020

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Cosenza, tiene banco la vicenda sulla questione Rom Il "MeetUp Cosenza Amici di Beppe Grillo" chiede al Sindaco progettualità sulla questione

Cosenza, tiene banco la vicenda sulla questione Rom Il "MeetUp Cosenza Amici di Beppe Grillo" chiede al Sindaco progettualità sulla questione
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Gentile Sindaco,
I motori delle ruspe sono stati accesi e i riflettori sul
nulla illuminano una idea senza sostanza. Il Comune di Cosenza ha creato
una nuova baraccopoli con l’intento di spostare la “cittadella Rom”. Ancora
una volta assistenzialismo, un modo di affrontare situazioni che ha portato
solo sfaceli e non ha fatto crescere le comunità ospitate e quelle
ospitanti.La nostra idea è differente, e si chiama integrazione fra i
popoli, che è fatta di una solidarietà vera, non quella dell’Europa che
oggi sta scaricando sugli italiani le colpe dei loro governanti. La
invitiamo sig. Sindaco a rendere edotta la cittadinanza quanto è costato
alla città di Cosenza tutto questo assistenzialismo. La storia
dell’intervento sul campo Rom ha inizio nel giugno del 2014 a seguito
dell’incendio che divampò lungo le sponde del Crati. Lo stato di necessità,
ha reso impellente l’acquisto di tende per una “sistemazione logistica” dei
cittadini romeni di etnia Rom. Si è proceduto ad avviare la procedura di
acquisto per una spesa complessiva di € 24.400, spesa, a distanza di poche
settimane passata a € 40.700. In seguito nel settembre 2014 si è reso
necessario bonificare e rendere idonea l’area su cui il nuovo “Campo
profughi” (chiamiamolo con il suo nome e riflettiamo sull’indicazione che
l’Europa ha inviato all’Italia relativa alla necessità delle chiusura di
strutture del genere) doveva sorgere: anche qui la bella cifra di € 43.600
affidati ad una ditta di fiducia, davano il via alle ruspe. Ancora a
novembre 2014 è stata necessaria “la bonifica e la pulizia generale
dell’intera area, l’allontanamento di tutto il materiale proveniente
dall’incendio e la creazione di una doppia trincea per impedire la
riedificazione di nuove baracche sull’are oggetto dell’incendio” (efficace,
considerata la situazione che in questi giorni si sta affrontando): tutto
questo, ancora per la modica cifra di € 49.600 attribuita con affidamento
diretto. Ma poi, colpo di scena del giugno 2015 ci si rende conto che sono
state acquistate le tende ma sono poche e soprattutto non si erano
acquistate le brandine (400) per far dormire le persone e dunque altri €
47.200 anche qui con affidamento diretto. Ora poniamo delle domande al
Sindaco alle quali, come cittadini, vorremmo trovare risposta. Non sarebbe
stato più logico portare a compimento l’iter burocratico regionale per il
progetto di “Riqualificazione e rifunzionalizzazione ricreativo-culturale
dell’Area ex mercato ortofrutticolo di Vaglio Lise, per la valorizzazione
della cultura ROM” del valore di € 1.661.651,85? Per quale motivo si è
scelto di inserire questo progetto all’interno dei PISU e non attingere ai
fondi FSE? Lo chiediamo perché questi € 181.000 (euro più euro meno) si
sarebbero potuti incanalare in un progetto con un respiro più ampio e
quest’opera di tipo emergenziale tanto cara alla politica italiana, si
sarebbe potuta evitare. Si sarebbero potuti immaginare interventi di ampia
integrazione, di vera condivisione del problema ma si è scelta la via più
breve, quella del sensazionale senza ricoprirsi di umiltà e attingere
informazioni riguardo presso l’ECRI (Commissione Europea contro il razzismo
e l’Intolleranza) o ancora altri comuni italiani (Bologna) che hanno
cercato di affrontare l’annosa questione anche guardando ad altri punti di
vista.Ancora, vorremmo chiedere spiegazione su questo inciso presente nel
comunicato stampa del comune emesso in data 05/06/2015: “Saranno ammesse al
campo e potranno restarvi solo persone senza precedenti penali o carichi
pendenti, che non sono state oggetto di un precedente provvedimento di
allontanamento da altre province del territorio nazionale, che sono munite
di regolare permesso di soggiorno o di altra idonea documentazione, che si
impegnano a mandare i figli a scuola, a rispettare le leggi ed il
regolamento interno.” Da fonti della Questura di Cosenza un numero
considerevole di cittadini Rumeni di etnia Rom (80% circa) non è nelle
condizioni da Lei indicate: questi soggetti dove saranno allocati? Per non
parlare delle giuste rimostranze dei ROM su cui oggi si è letto sugli
organi di stampa. Vede sig. Sindaco, Le poniamo delle domande come
cittadini e cerchiamo che anche Cosenza se le ponga, perché i lustrini
servono a poco quando non si riescono a dare risposte ai bisogni reali
della città, dei suoi cittadini ed ospiti. La salutiamo cordialmente

MeetUp Cosenza Amici di Beppe Grillo

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