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TAURIANOVA (RC), SATURDAY 28 NOVEMBER 2020

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Corrado (M5S), Sull’affidamento della direzione di uno dei musei comunali di Soriano Deruta ha fatto scuola. Ricordate la polemica per il bando che, nei mesi scorsi, mise in palio il prestigiosissimo incarico (triennale) di Direttore dei Musei di una delle capitali della maiolica italiana pretendendo dai candidati requisiti professionali altissimi ma garantendo il solo rimborso delle spese vive?

Corrado (M5S), Sull’affidamento della direzione di uno dei musei comunali di Soriano Deruta ha fatto scuola. Ricordate la polemica per il bando che, nei mesi scorsi, mise in palio il prestigiosissimo incarico (triennale) di Direttore dei Musei di una delle capitali della maiolica italiana pretendendo dai candidati requisiti professionali altissimi ma garantendo il solo rimborso delle spese vive?

Deruta ha fatto scuola. Ricordate la polemica per il bando che, nei mesi scorsi, mise in palio il prestigiosissimo incarico (triennale) di Direttore dei Musei di una delle capitali della maiolica italiana pretendendo dai candidati requisiti professionali altissimi ma garantendo il solo rimborso delle spese vive? La Calabria non vuole essere da meno dell’Umbria, per cui a SORIANO, nel Vibonese, una delle capitali della ceramica calabrese, il 30 ottobre scorso il Sindaco ha affidato con proprio decreto, senza alcuna procedura comparativa, la direzione di uno (non meglio specificato) dei musei comunali e contestualmente il ruolo di curatore/conservatore dell’intero Polo Museale municipale sulla base del solo curriculum della pre-scelta, ritenendolo adeguato. Anche in questo caso, l’incarico offerto “non prevede alcuna forma di retribuzione” e l’incaricata preventivamente “ha comunicato la propria disponibilità a svolgere l’incarico gratuitamente”. La gratuità della prestazione e il doppio ruolo sono consentiti dal regolamento del Polo Museale, approvato dal Consiglio Comunale il 26 ottobre ed espressamente richiamato nel decreto.

Il gioco di prestigio già visto in Umbria è stato dunque perfezionato in Calabria, ma c’è un pregresso da richiamare, che aiuta forse anche a comprendere l’omissione del nome del Museo affidato alle cure dell’archeologa medievista Mariangela Preta unitamente al Polo Museale. Torna alla mente, cioè, la vicenda del trasferimento nel complesso monumentale di San Domenico a Soriano, da parte del funzionario di zona della Soprintendenza Archeologica competente sul territorio fino al 2015, di molti reperti fittili medievali da scavi eseguiti in passato a Vibo e provincia, dunque di proprietà statale, trasferimento che pare non abbia lasciato tracce documentali. L’obiettivo, condiviso con l’allora Sindaco della cittadina, arch. Bartone, era l’allestimento di un Museo della Ceramica che affiancasse quelli del Terremoto, curato da Emanuela Guidoboni e aperto nel 2016, e dei Marmi, attivo anch’esso da qualche anno, ma puntando al traguardo di ben cinque musei grazie ai finanziamenti ottenuti ad hoc dal Comune con il POR Calabria FESR 2007-2013. Per conto dell’Ente, la direzione del costituendo Museo della Ceramica fu affidata all’archeologo Francesco Cuteri, mentre la collega Maria Teresa Iannelli, una volta in quiescenza, assunse l’incarico di direttore del Polo costituito dagli Istituti sopra ricordati.

Alle polemiche suscitate dal ruolo svolto dalla Iannelli pre e post-pensionamento rispetto alla futura esposizione delle ceramiche medievali seguì il trasferimento temporaneo delle stesse in un museo statale (Lamezia), per consentirne l’inventariazione (2016) e il restauro, che fonti di stampa vorrebbero ultimato a giugno 2017. Fu intanto concesso a Soriano, dalla Direzione Generale Archeologia del MiBACT, di ospitare in deposito detti reperti medievali per i successivi cinque anni, cioè fino a maggio 2021, proprio in considerazione dell’allestimento al quale si stava lavorando. A pochi mesi di distanza da quella scadenza, però, benché sia ormai pressoché tutto pronto, il museo non è ancora aperto e tra sette mesi le ceramiche dovrebbero tornare a Vibo (salvo eventuale richiesta di proroga), nella disponibilità della Soprintendenza e della Direzione regionale Musei, alla quale dal 2017 sono attribuite competenze sui materiali da scavo recuperati da oltre dieci anni.
Sorprende perciò non poco che, pronti da tempo il palazzo per l’esposizione e pronte le vetrine, stampati i pannelli didattici ma non ancora raggiunto il traguardo del taglio del nastro dopo ben cinque anni di ‘lavoro gratuito’, il Sindaco (Bartone anche lui) affidi ex abrupto alla dott.ssa Mariangela Preta, e di nuovo senza retribuzione, i ruoli che fino a ieri erano di Iannelli e Cuteri. Sorprende che lo faccia, oltre che senza bandire una selezione, senza neppure menzionare gli uffici del Ministero, come si trattasse di una questione esclusivamente sorianese e non pendesse su tutta l’operazione la spada di Damocle dell’imminente scadenza del deposito concesso.
Al MiBACT basta che il direttore sia un archeologo, mi si fa notare, e sia pure, ma a me che ho promosso in Commissione “Cultura” al Senato un affare assegnato su “Volontariato e professioni nei beni culturali” proprio per indagare e stigmatizzare ogni forma di abuso della nobile pratica del volontariato, troppo spesso ridotta a surroga del lavoro, spiace constatare che il museo sorianese della ceramica, nato da una presunta scorrettezza prodotta in seno all’amministrazione ministeriale, prosegua la sua parabola sotto la medesima stella anche quando ad intervenire è l’Ente locale, rasentando cioè i binari della legalità senza che mai le due rette, parallele, incrocino il proprio percorso. Ai lavoratori della cultura, archeologi e non, resta l’amaro in bocca per avere avuto l’ennesima conferma che tutti i cittadini sono uguali ma, in certe occasioni, alcuni sono più uguali degli altri.

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