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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 06 FEBBRAIO 2023

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Consiglio Comunale di Taurianova, la “rivolta” della minoranza contro l’abrogazione delle “interpellanze e interrogazioni orali” in Aula Dopo un acceso dibattito molto duro e con toni accesi con il sindaco Biasi che rivendica tali scelte per un “abuso della libertà” e per “non svuotare il Consiglio dei suoi contenuti”, i consiglieri di minoranza abbandonano l’aula. Scionti annuncia una denuncia contro Biasi per la non potabilità dell’acqua

Consiglio Comunale di Taurianova, la “rivolta” della minoranza contro l’abrogazione delle “interpellanze e interrogazioni orali” in Aula Dopo un acceso dibattito molto duro e con toni accesi con il sindaco Biasi che rivendica tali scelte per un “abuso della libertà” e per “non svuotare il Consiglio dei suoi contenuti”, i consiglieri di minoranza abbandonano l’aula. Scionti annuncia una denuncia contro Biasi per la non potabilità dell’acqua

Eppure ieri c’è stato il Consiglio Comunale a Taurianova, un dibattito istituzionale durato poco più di due ore in cui si sono susseguiti attimi di noia misti a impeti di emozioni, di “rancori” e di etimologiche nonché ontologiche disquisizioni sulle deiezioni canine.
Non entravo in quell’aula dai tempi del “povero” Scionti quand’era sindaco. Il termine “povero” è di proprietà del consigliere comunale Lazzaro il quale ha tutti i titoli del conio in quanto all’epoca fu uno degli autori del “cesaricidio” che sancì la fine del “povero” Scionti.
Eppure in quell’aula si respira un’aria diversa rispetto al passato, quasi poetica, come se dal cielo profondo o esci dall’abisso, bellezza? In uno sguardo, divino e infernale per dirla alla Baudelaire. Tanto da sentirsi smarriti, come ritrovarsi non in un’aula consiliare ma in un palazzo della moda con outfit variabili e in linea con le “riforme” del tempo, quasi smarriti, tant’è che confusi a tal visione, si chiede conferma all’agente della Polizia Locale se ci si trova in un aula consiliare e dopo aver ricevuto la conferma si inizia ad ascoltare quei “preliminari” che in antitesi dovrebbero essere di impeto per un proseguo di “amplessi” istituzionalmente parlando di emozioni e di piacere dei sensi, e invece no, inizia il “Fratello d’Italia” Prestileo duro e conciso, rivolgendosi a Biasi con toni del tipo di avere “rispetto umano e istituzionale come cittadini del popolo” a causa delle offese, come lo stesso ha ribadito, ricevute nell’ultimo Consiglio Comunale e addirittura definisce Biasi un “tiranno” contro la democrazia. Così come il dem Simone Marafioti sottolinea l’inutilità delle commissioni consiliari in quanto “vengono convocate solo per una presa d’atto di ciò che si va a votare senza alcuna discussione”. A giro prende la parola il capogruppo di Forza Italia Nello Stranges il quale prima sottolinea la questione delle deiezioni canine in diverse zone del paese e sul randagismo, e poi lancia un’ombra in merito ad “alcune voci che circolano” in merito a “quattro assunzioni” da parte della società addetta alla raccolta dei rifiuti di parenti vicini a candidati della lista che faceva capo al vicesindaco Nino Caridi, “Taurianova, la città al Centro”. E sul passaggio di consegne da parte dell’Avr ad un’altra ditta a pochi mesi dalla scadenza dell’appalto della stessa Avr. Sia il sindaco Biasi che il vicesindaco Biasi più in là nel dibattito hanno dichiarato di non sapere nulla delle assunzioni, e lo stesso Biasi ha dichiarato quello che nei fatti si sapeva da tempo ovvero che l’Avr non vuole più stare in Calabria per l’erogazione dei servizi di raccolta rifiuti.
L’altro “Fratello d’Italia” Lazzaro sottolinea la questione degli ultimi comunicati stampa sui dipendenti dell’Avr e sul regime di salvaguardia in merito all’assunzione dei dipendenti e sui ritardi dei pagamenti degli stipendi, proponendo una norma contenuta nel Codice degli Appalti appunto per saldare gli stipendi direttamente dal Comune detraendoli dalla fattura di pagamento all’Avr.
L’ex sindaco Fabio Scionti nel suo intervento lamenta un “annullamento della democrazia” in merito a dei punti che da lì saranno votati, in quanto si “nega la discussione in aula”, il riferimento è alla modifica del regolamento del consiglio comunale sulle interrogazioni e le interpellanze orali. E che nelle “commissioni non è stata mai presentata una proposta, ma solo prese d’atto” e che “in due anni di amministrazione Biasi, non si è prodotto nulla” e infine sul piano regolatore non si ha traccia ma che si ribadiscono sempre le stesse cose e ancora non si inizia nulla, in quanto “dopo oltre due anni non si è prodotto nessun atto”.
Per la maggioranza prende la parola il consigliere Gallo e lo fa sulle “deiezioni canine” e sul randagismo, problema annoso che purtroppo la competenza è dell’Asp e non del sindaco (come lo stesso ha ribadito dopo nel suo intervento), ma paradossalmente se accade qualcosa nel territorio comunale, è sempre il sindaco che ne risponde penalmente. Il discorso si molto “interessante” per un lungo lasso di tempo, quasi ad ascoltare delle disquisizioni illuministe come quelle riportate nelle “passeggiate solitarie” di Rousseau.
Prende la parola il sindaco Biasi, rispondendo ad alcuni punti e criticando l’utilizzo dei preliminari, e dice che ama “La libertà come diritto supremo”, ma costituisce un bene prezioso, ma che a volte si abusa trasformandola in “liberticidio”. Criticando la passata amministrazione per la poca libertà nel dibattito in quanto strozzata dalla maggioranza. Rivendicando la libertà di questa maggioranza. Sull’Avr il sindaco conferma che la società ha intenzione di abbandonare il meridione e che c’è stato un incontro ufficiale al Comune per valutare le possibilità con le stesse condizioni del capitolato d’appalto sul trasferimento del servizio ad un’altra società.
Si inizia con i punti dell’Ordine del Giorno che vengono votati speditamente, così come le due interrogazioni in quanto il sindaco ha dichiarato che sono allo studio alcune soluzioni sia in merito all’imposta sull’Imu esosa ed esagerata che arriva ai proprietari terrieri, così come sul rimborso del canone idrico. Dalle variazioni al bilancio, debiti fuori bilancio e sul fondo di riserva di 10 mila euro per il gasolio nelle scuole.
Si arriva al punto tanto chiacchierato, quello che riguarda le “Modifiche al Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale”, nei fatti vengono “annullate” le interrogazioni e le interpellanze orali, ma saranno trasformate in richieste scritte con risposte scritte entro i 30 giorni dalla richiesta. Nei fatti non ci sarà dibattito in aula, d’altronde in linea con “Taurianova Legge”, altrimenti si chiamerebbe “Taurianova Orale”. Ma prima di parlare della “rivolta” delle opposizioni in merito a tale iniziativa istituzionale del sindaco, mi preme affettuosamente dedicare una frase di Benedetto Croce a Biasi affinché cambi quello che è stato approvato ieri, così con affetto e senza commentare, “La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale”.
Biasi giustifica la questione della modifica per evitare un “intasamento del dibattito in Aula per parlare solo di atti amministrativi, esasperandolo in dibattiti inutili”, in quanto si “è fatto un abuso di tali strumenti”, riferiti alle interrogazioni e le interpellanze orali in aula. Lo stesso ha giustificato la proposta facendo riferimento al “question time” del Parlamento Italiano, nella speranza che abbia spiegato alla sua squadra amministrativa che si è trattato di una metafora di riferimento, visti i tempi non vorremmo che qualcuno davanti al nome scrivesse il titolo di “On.” (sic!) perché già… vabbe, già…!
Dopo l’intervento del sindaco, la minoranza interviene con parole durissime e gridando un “attentato alla democrazia”. Inizia Marafioti ribadendo che visto lo strozzamento della democrazia in Consiglio Comunale, il dibattito rischia di spostarsi fuori dall’Aula (e sarebbe pure ora NdL), e che tale modifica non solo “non andrebbe approvata, ma nemmeno proposta (…) mettendo un bavaglio alla minoranza”. Sulla stessa lunghezza d’onda Lazzaro che parla di un “punto di non ritorno” attaccando ancora il vicesindaco sulla “potabilità” non potabile dell’acqua e che le interpellanze sono fondamentali per il dibattito democratico, “togliendo la possibilità di discutere, forse capendo i limiti della sua squadra di maggioranza”. Chiedendo scusa alla comunità per aver invitato di votare Biasi al ballottaggio nel 2020.
Stranges ribadisce la sua contrarietà a tale modifica ritenendola “impensabile”, parlando di “svuotamento del valore di un Consiglio Comunale mettendo un bavaglio alla minoranza e sulla dignità del ruolo dei consiglieri. Sancendo l’allontanamento definitivo dei cittadini dalla politica”.
Durissimo l’affondo dell’ex sindaco Fabio Scionti invitando i consiglieri di maggioranza “a fermarsi un attimo prima di votare questa modifica (…) perché si sta ammazzando la democrazia”. E che lui da sindaco non si è mai permesso di pensare una cosa del genere, una “morte della democrazia”, invitando gli altri consiglieri a non votarla in quanto si rappresenta la necessità dei cittadini di Taurianova ad essere rappresentati, definendolo un “atto meschino”.
Poi riferendosi all’acqua Scionti dichiara che si recherà a denunciare un reato in merito alla dichiarazione della non potabilità dell’acqua dichiarata in ritardo rispetto all’allarme ricevuto dall’Asp, il riferimento è non solo all’ordinanza di non potabilità è stata dichiarata dopo quasi un mese dall’allarme dell’Asp e sulle immissioni dell’acqua non dichiarata potabile di un pozzo nella condotta idrica, in quanto la legge impone alcune regole da seguire. Nei fatti ufficialmente l’acqua a Taurianova non è ufficialmente potabile. E che il sindaco con questo atto “ha dichiarato la morte del consiglio comunale”.
Non ci sono repliche del sindaco e si passa alla votazione che passa con i soli voti della maggioranza (9): Fine delle interrogazioni e delle interpellanze orali: ne dà il triste annuncio la maggioranza!
Si passa al punto sulle modifiche dello Statuto Comunale, Stranges e Lazzaro, abbandonano l’aula. Biasi espone le varie modifiche e dopo interviene Scionti rimasto in aula con Marafioti che ribadisce la sua contrarietà alla modifica e che non c’è il numero legale per votarla in quanto servono i due terzi, ammonendo i consiglieri comunali di minoranza perché non parlano “in quanto non avete voci in capitolo (…) e che servite il sindaco” e che il sindaco toglie alcuni punti “per impedire in quanto dà fastidio rendicontare un anno di amministrazione e discutere in Consiglio Comunale”. Dopo l’intervento, Scionti abbandona l’aula seguito anche da Marafioti per protesta con l’abrogazione di alcuni strumenti democratici che dovrebbero dibattersi in aula.
Prende la parola Biasi parlando di “ipocrisia” da un ex sindaco che strozzava un dibattito coadiuvato sodale e complice di un presidente del consiglio comunale che era il killer del Consiglio Comunale”, il riferimento è all’ex presidente del Consiglio Comunale Fausto Siclari. Un passaggio l’ha fatto anche al dott. Sposato che è stato preso in giro da Scionti e che poi accortasi di questa situazione l’ha mandato a casa. Biasi continua affermando contro la minoranza che “per loro la politica è la denuncia e non il dibattito”. Biasi ne ha per tutti quanti i componenti della minoranza (facendo capo a Scionti), facendo riferimenti alla scorsa consiliatura sulla libertà di un dibattito che non è mai stato consentito. Biasi chiude il suo intervento dopo 16 minuti di intervento (“tra di loro” in maggioranza), e si procede alla votazione e “procediamo con l’immediata eseguibilità… ah no no”, non c’è il numero sufficiente in quanto mancano i due terzi. E si passa agli ultimi punti che saranno approvati.
Finisce il Consiglio Comunale e …. Voltaire disse “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo”.
(GiLar)