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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 29 MAGGIO 2024

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Cile, incendio nel carcere uccide 83 persone

Cile, incendio nel carcere uccide 83 persone

Asfissiati, oppure calcinati dalle fiamme tra le sbarre: cosi’ sono morti 83 dei quasi 2 mila detenuti in un penitenziario sovraffollato a Santiago del Cile

Cile, incendio nel carcere uccide 83 persone

Asfissiati, oppure calcinati dalle fiamme tra le sbarre: cosi’ sono morti 83 dei quasi 2 mila detenuti in un penitenziario sovraffollato a Santiago del Cile

 

SANTIAGO DEL CILE – Asfissiati, oppure calcinati dalle fiamme tra le sbarre: cosi’ sono morti 83 dei quasi 2 mila detenuti in un penitenziario sovraffollato a Santiago del Cile, paese che si avvia cosi’ a chiudere un 2010 tragico, dopo il terremoto del 27 febbraio e la lunga vicenda, questa finita bene, dei 33 minatori. Le fiamme sono divampate molto velocemente poco minuti prima delle 6 del mattino, mentre fuori dal ‘San Miguel’ – un grande complesso carcerario in un quartiere periferico di Santiago – si trovavano decine di familiari dei detenuti: in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, oggi era infatti una giornata di visite da parte dei parenti dei prigionieri. E mentre il fuoco e il fumo si alzavano al cielo, attorno ai muri del penitenziario ci sono state lunghe ore di tensione, angoscia, commozione, oltre a qualche svenimento: i disperati familiari – molte delle quali donne – cercavano infatti di avere informazioni sull’identita’ dei morti. ”Non ci dicono niente, vogliamo sapere cosa e’ successo, dov’e’ mio figlio?”, sussurrava tra le lacrime Maria Jimenez, madre di uno dei reclusi. Dopo qualche ora, le autorita’ hanno iniziato a chiamare ad uno ad uno i familiari dei morti per comunicare loro la tragica notizia. Molti dei detenuti hanno perso la vita calcinati nelle celle del quinto piano dove e’ scoppiato l’incendio, altri asfissiati: la loro identificazione e’ quindi molto difficile. Gran parte della quindicina di prigionieri che si trovavano nel padiglione distrutto dalle fiamme e che sono riusciti a salvarsi, sono gravemente feriti e sono ricoverati con serie ustioni oppure con problemi alle vie respiratorie. Sulle cause dell’incendio sono in corso indagini. Secondo le fonti ufficiali, le fiamme sono divampate dopo una rissa tra due gruppi di reclusi, durante la quale sono stati incendiati alcuni materassi. Alcuni dei parenti presenti sul luogo hanno riferito che tra i due gruppi c’erano contrasti da tempo. Altre fonti indicano come causa dell’incendio un corto circuito a un fornello elettrico di una delle celle. La polemica al centro dell’attenzione del paese e’ pero’ un’altra. A quanto pare – sempre secondo le dichiarazioni dei familiari – l’ingresso dei pompieri nel padiglione andato a fuoco e’ stato ritardato dagli uomini della gendarmeria, i quali erano in attesa di avere il totale controllo della situazione, anche per evitare possibili fughe. C’e’ chi dice per esempio che le guardie carcerarie abbiano aspettato l’arrivo di una brigata antisommossa. Notizie, queste, smentite dalle autorita’. Il Cile – che e’ ancora nel mezzo della ricostruzione del post-terremoto, scosso d’altro canto anche dalla lunga e angosciante vicenda dei 33 minatori – s’interroga intanto sulle cause profonde di quella che e’ la peggior tragedia nella storia carceraria del paese. Il ‘San Miguel’ e’ infatti un penitenziario sovraffollato, visto che ha una capacita’ per 1.100 prigionieri, ma ne ospita quasi 2 mila. Lo stesso presidente Sebastian Pinera ha fatto riferimaento alla questione: ”Questo tipo di situazioni non e’ degno di un paese come il nostro”, ha sottolineato il capo dello stato che, in segno di lutto, ha anche ordinato la cancellazione di una serie di eventi pubblici e di alcune partite di calcio in programma oggi.(ANSA)