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Certificato pedofilo!

Certificato pedofilo!

| Il 07, Apr 2014

L’avvocato Cardona sui paradossi normativi sulla certificazione antipedofilia

Certificato pedofilo! 

L’avvocato Cardona sui paradossi normativi sulla certificazione antipedofilia

 

 

Una norma entrata immediatamente in vigore è quella per cui, coloro che sono a contatto con minori hanno l’obbligo di presentare il Certificato Penale rilasciato dal Tribunale.
La disposizione normativa contenuta nel decreto legislativo numero 39 del 4 marzo 2014 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.22/2014 che fa scattare l’obbligo del certificato penale per chiunque lavora con i minori, getta nel caos il mondo delle associazioni sportive e del volontariato.
Diversamente detto, chi è a contatto con ragazzi in oratori o in squadre sportive dovrà esibire, a richiesta di autorità, il documento che sancisce di non essere iscritto al casellario giudiziario per reati contro i minori.
Detta così pare una disciplina alimentata da ottimi propositi, che il legislatore vanifica non considerando la pletora di richieste certificatorie inoltrate presso tutte le cancellerie delle procure in totale assenza di istruzioni per l’attuazione.
Il punto è che, attualmente, non esiste un modello di certificazione predisposto ad hoc che indichi solo i reati specifici legati alla pedofilia, né un modello simile è stato immaginato per la nuova norma, pertanto, tutte le certificazioni rilasciate potrebbero contenere una serie di informazioni non necessarie, mettendo a serio rischio la privacy di qualsiasi lavoratore.
Si avvertiva veramente la necessità di una inane procedura burocratica, alimentata da una legge cervellotica e da una circolare del ministero di Giustizia che chiarisce come l’obbligo non grava su “enti e associazioni che intendano avvalersi dell’opera di volontari”?
Questa ennesima norma kafkiana grava solo sulle imprese e sui datori di lavoro che impieghino in modo retribuito i relativi addetti, consentendo ai pregiudicati nel campo della pedofilia di operare indisturbati nel settore del volontariato.
Venendo sul piano delle sanzioni, siffatta macroscopica diversità genera uno dei tanti paradossi di questa sventurata Nazione: chi assume ed impiega pedofili volontari a sua insaputa non sarà sanzionalmente perseguito, mentre il poco solerte datore di lavoro che non produce il certificato penale per un suo dipendente che ha contatto lavorativo con minorenni – anche se incensurato – è costretto a sborsare una multa da 10.000 a 15.000 euro.
Più che al reato sostanziale, la norma sembra orientata a dare la caccia all’errore formale.
Insolente Stato leviatano che si arroga di tutelare i minori a colpi di costose carte bollate. O tempora, o mores!