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TAURIANOVA (RC), FRIDAY 27 NOVEMBER 2020

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Caro sindaco Roy Biasi, perché non riaprire i cimiteri a Taurianova? Siamo in fase di emergenza pandemica, ma in quei luoghi di culto non c'è mai stato un esagerato assembramento, poi trattasi di luoghi all'aperto, il rischio non è così alto

Caro sindaco Roy Biasi, perché non riaprire i cimiteri a Taurianova? Siamo in fase di emergenza pandemica, ma in quei luoghi di culto non c'è mai stato un esagerato assembramento, poi trattasi di luoghi all'aperto, il rischio non è così alto

Cimiteri aperti nei giorni della commemorazione dei defunti, ma chiusi nei giorni successivi (sic!). Questa è la realtà “grottesca” di quanto sta accadendo a Taurianova.
Sappiamo benissimo che l’emergenza Covid che sta coinvolgendo un intero territorio, quello della Piana, dove i tracciamenti, a detta di alcuni sindaci, sono saltati e quindi accresce di più la paura di essere contagiati nonché l’apprensione dei primi cittadini in quanto timorosi perché la situazione potrebbe sfuggire di mano.
Ma caro sindaco Roy Biasi, lei nelle sue dirette ha sempre ribadito un concetto che “è tutto sotto controllo”, e noi vogliamo credere che sia così. Il suo “ottimismo” anche durante la campagna elettorale è stato più volte ribadito come concetto. Tant’è che la sua nuova amministrazione assomiglia anche a quello che è un capolavoro della filosofia mondiale, il “Candido, o l’ottimismo)” di Voltaire. Nel senso che “Tutto è bene, tutto va bene, tutto va nel miglior modo possibile”, erano le lezioni che il precettore Pangloss dava al piccolo Candido. Insegnava il concetto di “ottimismo”, “bisognava dire che meglio di così non potrebbe andare”. Anche in emergenza pandemica, aggiungiamo noi, l’ottimismo è quasi come un diamante, è per sempre.
Abbiamo cercato di ribadire un concetto intellettuale per non apparire “culturalmente” impreparati ed avere come accorgimenti quello di non fare “brutte figure”. La cultura come lei e la sua giunta avete anche ribadito, “sarà portata a Taurianova” e noi, umili mortali stiamo cercando adeguarci.
Veniamo al punto, perché tenere chiusi i cimiteri di Radicena e Jatrinoli? Perché proprio adesso e non quando c’era il timore della massima affluenza, ovvero nei giorni di commemorazione dei defunti? Non crede che forse, qualche piccola discrepanza di intenti c’è? Lo chiediamo senza nulla a pretendere e avulso da ogni polemica fuorviante e soprattutto con richiesta di accoglimento alla proposta in quanto non corroborata dai sondaggi social, ma dai nostri contatti i quali hanno chiesto esplicitamente di poter avere in questo “lockdown” da “zona rossa”, almeno la possibilità di una visita ai cari defunti.
Altri Comuni della Piana, compresa la Città Metropolitana di Reggio Calabria, hanno adottato il metodo della riapertura, magari con tutte le precauzioni del caso di entrate ed uscite, indossando la mascherina e soprattutto essere responsabili, condizione fondamentale. Già in tempi di primo lockdown, quello più tremendo in Italia, a primavera, avevamo fatto la stessa richiesta all’allora commissario prefettizio dott.ssa Surace la quale ha accolto la nostra richiesta che poi nei fatti, siamo portavoce di molti cittadini.
Nei cimiteri, per chi ci va spesso (e chi scrive ne è testimone quotidiano), non è che sia frequentato da moltissima gente e il pericolo di assembramento nei giorni cosiddetti normali non c’è mai stato. E di tale tesi possono testimoniare i lavoratori comunali che operano all’interno dei cimiteri stessi.
Sindaco Roy Biasi, è possibile da parte sua questa apertura la quale avrà sicuramente un ottimo consenso, visto pure che nell’ultimo Dpcm non vi è specificata nessuna chiusura né altra restrizione?
(GiLar)

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