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TAURIANOVA (RC), FRIDAY 23 OCTOBER 2020

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Berlusconi: “Sottoposto a spionaggio, ora riforma giustizia”

Berlusconi: “Sottoposto a spionaggio, ora riforma giustizia”

“Intercettazioni per costruire notizia reato”

Berlusconi: “Sottoposto a spionaggio, ora riforma giustizia”

“Intercettazioni per costruire notizia reato”

 

(ANSA) MILANO – “E’ normale in una normale democrazia che il presidente del consiglio sia sottoposto a uno spionaggio del genere?”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico ad un convegno del Pdl a Milano. Tornando a parlare delle intercettazioni, ha detto: “Non sono state fatte a seguito di una notizia di reato ma per costruire una notizia di reato”. “Siamo determinati a realizzare la riforma della giustizia che non siamo mai riusciti a fare non per mancanza di impegno ma per l’opposizione prima di Casini e poi di Fini. Una riforma che è richiesta da ciò che sta avvenendo da anni in Italia”, ha detto ancora il premier. Silvio Berlusconi ha tra l’altro aggiunto: dopo la sua discesa in campo, nel 1994, la giustizia “si è occupata in modo ossessivo di me”. Berlusconi ha anche tracciato una sorta di contabilità della vicenda giudiziaria che gli è costata “oltre 300 milioni di euro per avvocati e consulenti” ma, soprattutto, “tanta sofferenza”. Ha parlato di “disegno eversivo” e ha attaccato frontalmente Gianfranco Fini il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In una telefonata a un convegno del Pdl sulle riforme ha detto che “dal 2008 al 2010 Fini, non a caso, ha bocciato tutte le possibili riforme della giustizia a partire dalla legge sulle intercettazioni. Poi, non a caso, è stata preparata, costruita e messa in atto la scissione di Futuro e Libertà”. A suo dire, “il progetto era mettere in minoranza e mandare a casa, sommando i pochi voti a quelli della sinistra, il nostro governo eletto dagli italiani, ma il disegno eversivo è fallito”. Ed è a questo punto che “é scattata l’operazione giudiziaria”. “Non fuggo e non mi dimetto”: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato a ribadirlo nel suo collegamento telefonico, in cui ha definito la situazione attuale “insieme grave e paradossale”. Berlusconi ha parlato del “ricorso all’arma impropria dell’ uso politico della giustizia”. “Ho reagito a un’autentica aggressione – ha aggiunto – e non fuggo e non mi dimetto. Per l’Udc e Fli ora sarei io che aggredisco perché reagisco a un autentico tentativo eversivo”.

redazione@approdonews.it

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