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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 03 MARZO 2024

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Arrestato un sedicente mago nel Reggino, sequestrati beni per 1 milione e 400 mila euro Quest’ultimo, nel rappresentare alla donna che le restavano pochi mesi di vita e che pendesse su di lei “una fattura”, per scongiurare i prospettati pericoli, la convinceva a seguire un percorso di incontri settimanali nonché ad acquistare polveri, liquidi contenuti in bottigliette di plastica e talismani

Arrestato un sedicente mago nel Reggino, sequestrati beni per 1 milione e 400 mila euro Quest’ultimo, nel rappresentare alla donna che le restavano pochi mesi di vita e che pendesse su di lei “una fattura”, per scongiurare i prospettati pericoli, la convinceva a seguire un percorso di incontri settimanali nonché ad acquistare polveri, liquidi contenuti in bottigliette di plastica e talismani

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un
provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica
reggina, che dispone l’applicazione della misura cautelare personale e reale nei confronti di un sedicente mago,
esercente la propria attività a Reggio Calabria, ritenuto responsabile dei reati di truffa aggravata ed
autoriciclaggio.
In particolare, con tale provvedimento, la citata Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari nei
confronti dell’indagato – fatte salve le successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento
delle responsabilità, nonché il sequestro preventivo – finalizzato alla confisca – di oltre un milione e
quattrocentomila euro, di una ditta individuale di fatto utilizzata per fornire consulenze esoteriche e di una
stazione di servizio, ritenuti conseguiti grazie ai proventi delle plurime attività illecite poste in essere dal
sedicente mago.
L’odierna operazione scaturisce da complesse indagini avviate a seguito di una denuncia sporta da una vittima, la
quale ha dichiarato di essersi rivolta al “Maestro” dopo aver affrontato un periodo di depressione dovuto alla
perdita della madre, anch’essa in passato “seguita” dal mago.
Quest’ultimo, nel rappresentare alla donna che le restavano pochi mesi di vita e che pendesse su di lei “una
fattura”, per scongiurare i prospettati pericoli, la convinceva a seguire un percorso di incontri settimanali nonché ad acquistare polveri, liquidi contenuti in bottigliette di plastica e talismani, conseguendo un ingiusto profitto per complessivi 11.000 euro, corrisposti in contanti o attraverso ricariche postepay.
Lo sviluppo delle indagini, svolte dai Finanziari del Gruppo di Reggio Calabria anche attraverso numerosi
accertamenti economico/finanziari, hanno poi consentito di scoprire un vero e proprio modus operandi illecito
posto in essere dal sedicente mago.
Sulla base degli accertamenti eseguiti finora, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi
giudiziarie, le indagini hanno evidenziato come quest’ultimo – approfittando della fragilità e della vulnerabilità
delle sue vittime (convinte di essere colpite da negatività o sfortune) e facendo leva su una delle tradizioni
popolari più radicate consistenti nell’uso di amuleti, talismani e liquidi portafortuna venduti a peso d’oro – abbia posto in essere plurime condotte truffaldine nei confronti delle persone offese, inducendole a credere di superare i problemi e le difficoltà – falsamente paventate – grazie all’utilizzo dei predetti “rimedi”, proposti dietro corresponsione di somme di denaro (talvolta anche ingenti).
Nell’indagine risulta coinvolta anche la moglie del “Maestro”, indagata per riciclaggio per aver impiegato e
sostituito i proventi derivanti dalle attività illecite del marito in iniziative economico imprenditoriali (apertura della stazione di servizio) e finanziarie (acquisto di polizze e titoli di credito).
L’odierna operazione testimonia il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria sul
territorio – nel solco delle puntuali indicazioni dell’Autorità Giudiziaria reggina – a tutela del rispetto delle
specifiche norme previste per contrastare quei fenomeni connotati da forte pericolosità sociale, come ad esempio
le truffe in danno di persone fragili, appartenenti alle fasce più deboli della popolazione.

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