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Allarme di Draghi, disoccupazione oltre l’11%

Allarme di Draghi, disoccupazione oltre l’11%

| Il 28, Ott 2010

Tra il 2008 e il 2009 si sono persi 560.000 posti di lavoro

Allarme di Draghi, disoccupazione oltre l’11%

 

Tra il 2008 e il 2009 si sono persi 560.000 posti di lavoro

 

(ANSA) ROMA – Per rilanciare i consumi e quindi la crescita “la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale”. A dirlo, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, è il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che torna sul tema del vero livello degli occupati: “si calcola per l’Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all’11% delle persone potenzialmente occupabili – dice il governatore Cconteggiando anche la Cig e i lavoratori scoraggiati – come in Francia , più che nel Regno Unito e in Germania”.
TRA 2008 E 2009 PERSI IN ITALIA 560.000 POSTI LAVORO – “Tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009 il numero di occupati si è ridotto in Italia di 560.000 persone”: è quanto ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi alla Giornata mondiale del risparmio. Secondo il numero uno di Bankitalia le persone che hanno perso il proprio posto di lavoro sono “in gran parte appartenenti a quell’area che include i contratti di lavoro a tempo determinato e parziale e il lavoro autonomo con caratteristiche di lavoro dipendente occulto”. Tuttavia, secondo Draghi, “nel primo semestre dell’anno in corso si è registrata una debole ripresa, con 40.000 occupati in più”.
PIL 2010-11 NON SI DISCOSTERÀ DI MOLTO DALL’1%
–  “Le prospettive per la crescita del pil, quest’anno e il prossimo, non si discostano di molto dall’1%. Nel primo semestre essa ha tratto beneficio dall’aumento delle esportazioni che stanno rallentando”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, secondo il quale allo sviluppo economico “serve il contributo della domanda interna”. La crisi, ha aggiunto Draghi, “ha investito con forza la nostra economia, riportandone indietro il prodotto annuo, nel 2009, sui volumi di 9 anni fa”.
NON TORNARE INDIETRO SU INDIPENDENZA BANCHE – “Certi rapporti fra gruppi economici locali, banche pubbliche e politica si sono dimostrati alla lunga esiziali per le banche, deleteri per il costume civile; la crescita del territorio ne è stata in più casi frenata, anziché favorita”: è quanto ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi alla Giornata Mondiale del Risparmio. Draghi ha sottolineato che “da queste logiche siamo usciti, con grande e consapevole sforzo, vent’anni fa; altri paesi guardano ora all’esperienza italiana, nessuno vuole tornare indietro”.
PER REDDITIVITA’ BANCHE IMPERATIVO TAGLIARE COSTI – Per sostenere la redditività delle banche “é imperativo incidere sui costi, che in rapporto ai ricavi superiori alla media europea”: è quanto ha chiesto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi parlando alla platea della Giornata Mondiale del Risparmio, ricordando che “nel primo semestre di quest’anno il Roe medio delle prime cinque banche italiane è sceso al 4,0%, un punto meno che nello stesso periodo del 2009”. “Non bisogna cedere a strategie che comportino rischi eccessivi o la richiesta di esorbitanti commissioni alla clientela meno informata o in difficoltà” aggiunge il numero uno di Bankitalia sottolineando che “solo agendo su più fronti sarà possibile raggiungere livelli di redditività che consentano di accrescere la patrimonializzazione del sistema e al tempo stesso garantire la capacità di finanziare l’economia”. Draghi assicura comunque che “vigileremo affinché le politiche di accantonamento delle banche tengano conto della delicatezza di questa fase, perché i modelli interni di valutazione della qualità degli attivi siano pronti a rilevare situazioni di tensione e le prove interne di stress vengano prontamente aggiornate”.
PATTO UE,REGOLE QUASI AUTOMATICHE AIUTEREBBERO – “Con regole europee quasi automatiche, dall’azione rapida e sensibile ai segnali dei mercati” i paesi con le istituzioni più deboli “traggono dai Paesi più forti quella determinazione che loro manca”. Lo dice Mario Draghi nella sua relazione alla giornata mondiale del risparmio aggiungendo che servono regole comuni per “promuovere una crescita armonica sostenuta, durevole, che veda tutti partecipi” e che aiutino “i paesi più lenti a intraprendere quelle riforme strutturali che sono necessarie per tornare a crescere”. Secondo Draghi la crescita è “il pilastro su cui si fonda la stabilità finanziaria”.

redazione@approdonews.it