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TAURIANOVA (RC), THURSDAY 22 OCTOBER 2020

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Albania, appello di Rama all’Italia

Albania, appello di Rama all’Italia

Appello del leader dell’opposizione, mentre il governo lo minaccia punizioni esemplari

Albania, appello di Rama all’Italia

Appello del leader dell’opposizione, mentre il governo lo minaccia punizioni esemplari

 

(ANSA) TIRANA  – “L’Italia e l’Ue non devono accettare in Albania una realtà inaccettabile per il mondo democratico e condannare la violenza di Stato che uccide gente innocente”. E’ questo l’appello lanciato stamani dal leader dell’opposizione socialista albanese, Edi Rama, conversando con i giornalisti italiani.

BERISHA NON ARRESTA GUARDIE E MINACCIA RAMA Si acuisce lo scontro in Albania, con la Guardia repubblicana sott’accusa per l’omicidio dei tre manifestanti civili, mentre il governo ne prende le difese, rifiuta di eseguire gli arresti ordinati dalla Procura e avverte il leader dell’opposizione Edi Rama di rischiare di “essere punito in modo esemplare se tenterà un nuovo golpe”. Nel mirino della maggioranza è finita anche il procuratore Capo della Repubblica, Ina Rama, accusata questa sera dal premier Sali Berisha di “essersi schierata apertamente con l’opposizione”. In serata, la maggioranza di centrodestra ha approvato l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul “tentativo di colpo di stato”, così come auspicato da Berisha. Il premier ha assicurato che la commissione parlamentare “non interferirà con le indagini della procura”. Berisha ha detto che l’istituzione della commissione si è resa “indispensabile quando il capo dell’opposizione ha messo sotto assedio per cinque ore il palazzo del governo, quando l’unica indagine è quella sui vertici della guardia repubblicana e quando dai servizi non era giunta nessuna segnalazione su quanto sarebbe successo”. E’ braccio di ferro dunque con la procura generale, che dalle prime ore di sabato ha emesso sei mandati di cattura per i massimi vertici della Guardia repubblicana, tra cui anche il comandante, il generale Ndrea Prendi. I sei vengono accusati di “omicidio plurimo, uso eccessivo della forza e abuso d’ufficio”. Il video trasmesso dalla emittente tv albanese “News 24”, poche ore dopo gli scontri mostrava chiaramente i colpi partiti da un militare della Guardia dall’interno del cortile del palazzo di governo, e poi subito accasciati a terra, morti, due manifestanti. La polizia invece si è ostinatamente opposta ad eseguire gli arresti, senza dare nessuna spiegazione pubblica. In giornata, dalla maggioranza partono gli attacchi alla Procura e il Procuratore capo Ina Rama accusata di essere diventata “parte del golpe organizzato dall’opposizione”. Più tardi è lo stesso premier a dire che “arrestare i vertici della Guardia repubblicana sarebbe stata una decapitazione di quella struttura che ha il dovere di difendere le istituzioni, e quindi – ha ribadito Berisha – non avrebbe fatto altro che esortare i criminali ad attaccare di nuovo le istituzioni”. Inizialmente Berisha aveva sostenuto fosse stata l’opposizione socialista ad aver provocato essa stessa la morte dei propri dimostranti “colpiti con armi che non sono in dotazione alle nostre forze dell’ordine”. Questa sera invece ha spiegato che il tutto è successo “nelle condizioni di un golpe. Sono state tre le vittime, ma potevano essere anche di più, o magari nessuna. Ma le circostanze erano tali”, ha detto precisando che la Guardia Repubblicana ha solo rispettato il suo regolamento, nonstante le vittime siano state uccise fuori dal territorio del palazzo di governo. Berisha che nel pomeriggio ha ricevuto alcuni ambasciatori europei a Tirana, il capo delegazione dell’Ue, Ettore Sequi, oltre agli ambasciatori degli Stati Uniti, della Nato e dell’Osce, per discutere della grave crisi politica, ha parlato a lungo, nella riunione del governo, di quello che ormai ha definito “un tentativo di golpe”. Il premier non ha risparmiato i toni duri e minatori contro il leader dell’opposizione Edi Rama avvertendolo che “se ci riprova, riceverà una punizione esemplare, avrà quello che si merita un bandito. Nessun altro sarà punito, solo lui”, ha minacciato il premier aggiungendo che “ci sarà zero tolleranza per chiunque osi toccare le istituzioni”. Immediata la reazione di Rama che dalla sede del suo partito ha replicato: “Non ci sarà nessun retromarcia. Io continuerò a portare avanti questa battaglia per il sogno europeo degli albanesi, un sogno preso in ostaggio dal regime dei ladri”. L’opposizione infatti ha annunciato per venerdì prossimo una nuova protesta nella capitale. Ventiquattro ore dopo sarà Berisha a riunire i suoi, “la grande manifestazione contro la violenza”, prevista in un primo tempo per mercoledì.

redazione@approdonews.it

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