Gioia Tauro, “Va in Guardia medica dopo un tamponamento, niente ricettario, niente farmaci”
Set 10, 2026 - redazione
I Fatti. Succede ieri sera, intorno alle 20:45 , presso la Guardia Medica di Gioia Tauro. Un signore, dopo aver subito un tamponamento stradale, accusa forti dolori alla cervicale e visto l’affollamento del Pronto Soccorso, si reca alla Guardia Medica per non intasare l’ospedale. Il medico di turno lo visita, constata i dolori alla cervicale, fa la sua diagnosi. Poi però ammette: “in sede non ci sono farmaci e non ci sono ricettari”. Mancano i ricettari per scrivere le medicine e le stesse vengono prescritte su un semplice blocco notes, tipo quello che si utilizza come promemoria per andare a fare la spesa. Un foglietto volante senza valore legale, senza timbro ufficiale, che in farmacia può anche non essere accettato. Il paziente chiede: “Avete preso la mia carta d’identità, avete registrato i miei dati e la mia patologia. Perché non potete darmi una certificazione formale?” Risposta: “Purtroppo non abbiamo ricettari. Scriviamo solo su foglietti volanti.” E non solo. Il medico aggiunge: “Tra l’altro non abbiamo neanche un farmaco antidolorifico da praticare”. Ma come fa un medico della Guardia Medica a non avere neanche un farmaco antidolorifico? E poi gli viene detto: “Provate a ritornare domani sera, nel frattempo forse arriveranno i ricettari per poter ufficializzare le patologie e prescrivere i farmaci”. La Guardia Medica dovrebbe essere da sollievo al Pronto Soccorso. Al Pronto Soccorso arrivano pazienti da curare nell’immediatezza, patologie molto delicate, pazienti da trattare con medicinali salvavita. Ma che sollievo può dare un servizio senza ricettario e senza medicinale? I medici del Pronto Soccorso sono già sotto pressione, sottopagati, e vanno avanti solo per passione. E c’è da farsi una domanda: ma negli altri paesi dove non c’è il Pronto Soccorso, la Guardia Medica agisce anche nello stesso modo? Nei piccoli centri, nelle frazioni, nelle aree interne dove l’ospedale più vicino è a 40 chilometri, il servizio è ridotto così? Se una persona sta male di notte, dove va? I responsabili della sanità di Gioia Tauro, della provincia e della Calabria si vogliono rendere conto che tenere aperto un servizio così è solo una farsa? Là dentro c’è gente che vorrebbe lavorare ma non riesce a lavorare nella normalità. Basta vedere nei Pronto Soccorso degli ospedali i pazienti abbandonati nei lettini e tante volte, quando non ci sono disponibilità di letti, anche sulle sedie, in attesa per diversi giorni prima di essere ricoverati nei vari reparti. Questa è la realtà, non i proclami. Basta proclami politici che tutto va bene, che la sanità è migliorata. Quando manca la sanità in una Regione, significa che non c’è dignità e tutela dei diritti dei cittadini. Occorre urgentemente dotarsi di un sistema sanitario adeguato a tutelare la salute dei calabresi.



