Gioia Tauro, politica in fermento mentre la commissione d’accesso decide il futuro del Comune

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Gioia Tauro, politica in fermento mentre la commissione d’accesso decide il futuro del Comune
GIOIA TAURO – La politica cittadina resta sospesa tra nuovi equilibri e il verdetto della commissione d’accesso antimafia, chiamata a stabilire se sussistano i presupposti per lo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Sul piano politico continuano a rincorrersi indiscrezioni sulla collocazione del sindaco Simona Scarcella. Dopo le voci che la indicavano vicina a Futuro Nazionale, è arrivata la smentita, ma restano aperte le tensioni con una parte dei vertici regionali del centrodestra. Altre ricostruzioni la accostano al consigliere regionale Mimmo Giannetta, in un quadro che riflette le dinamiche interne agli schieramenti calabresi.
Il nodo principale resta però rappresentato dall’attività della commissione d’accesso, insediata dopo gli approfondimenti avviati dalla Prefettura e dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Nelle prossime settimane si capirà se il periodo di verifica sarà prorogato oppure se verranno trasmesse le conclusioni al Ministero dell’Interno, passaggio decisivo per l’eventuale proposta di scioglimento dell’ente.
L’inchiesta punta ad accertare eventuali responsabilità amministrative e possibili forme di condizionamento dell’attività comunale. Un’attesa che tiene con il fiato sospeso non solo il Palazzo municipale, ma l’intera città.
Nel dibattito politico è riemerso anche il confronto con la precedente amministrazione guidata da Aldo Alessio. Le critiche mosse dall’attuale governo cittadino si intrecciano con il ricordo dell’attività svolta dall’ex sindaco nella gestione dei beni confiscati alla ‘ndrangheta, molti dei quali acquisiti al patrimonio comunale durante il suo mandato.
L’eventuale scioglimento rappresenterebbe un fatto senza precedenti per Gioia Tauro. Sarebbe infatti il quarto provvedimento di questo tipo nella storia del Comune, un dato che evidenzierebbe la complessità delle criticità che interessano uno dei territori più delicati della Calabria.
A rendere ancora più rilevante la vicenda è il ruolo strategico del porto di Gioia Tauro, principale hub di transhipment del Mediterraneo, con una movimentazione annua di oltre quattro milioni di TEU. Accanto alla crescita del traffico container resta aperta la sfida dello sviluppo della logistica integrata, considerata fondamentale per rafforzare la competitività dello scalo e creare nuove opportunità economiche.
Sul tavolo vi sono anche proposte per incrementare le entrate regionali attraverso nuovi strumenti fiscali legati al traffico dei container provenienti da Paesi extra Unione Europea, un’ipotesi che alimenta il dibattito sulle prospettive di sviluppo dell’intero sistema portuale calabrese.
Nel frattempo proseguono le verifiche delle forze dell’ordine e della Direzione Investigativa Antimafia. Saranno gli esiti dell’attività ispettiva e investigativa a determinare il futuro dell’amministrazione comunale e a chiarire se Gioia Tauro dovrà affrontare un nuovo scioglimento per infiltrazioni mafiose.