Gioia Tauro: lode ai vigili del fuoco, eroi di tutti i giorni. Incendio domato solo a tarda notte. VIDEO

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DI CLEMENTE CORVO

Riprendendo quanto pubblicato da _Approdo Calabria_, l’incendio divampato ieri nella zona industriale del porto di Gioia Tauro ha messo a dura prova uomini e mezzi. Solo a tarda notte l’area è stata messa completamente in sicurezza.

Il rogo ha divorato diversi ettari di sterpaglie e ha causato ingenti danni, distruggendo completamente un camion articolato e un rimorchio presenti nella zona. Il calore e il fumo denso hanno reso le operazioni particolarmente complesse.

Grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco, l’incendio è stato circoscritto ed è stato evitato il coinvolgimento degli stabilimenti adiacenti.
Determinante è stato anche il presidio su una strada di comunicazione che ha fatto da argine. Senza quella barriera le fiamme avrebbero potuto raggiungere il territorio opposto, dove si trova la tendopoli, con conseguenze imprevedibili.

Va fatta una netta differenza tra il lavoro dei vigili del fuoco e quello di chi progetta o di chi dovrebbe garantire controlli periodici e di ogni altro genere.
Ieri l’intervento dei soccorritori è stato reso ancora più difficile dalle difficoltà nell’approvvigionamento dell’acqua nella zona. Una criticità che ha rallentato le operazioni di spegnimento.

A questo punto la domanda è d’obbligo: com’è possibile che in una zona industriale si registrino problemi di approvvigionamento idrico?
Soprattutto se si considera che proprio in quell’area è posizionata la tendopoli. La mancanza di risorse idriche adeguate rappresenta un rischio non più tollerabile.

Dopo quanto visto ieri pomeriggio e dopo le difficoltà incontrate dai vigili del fuoco, si parla tanto di sviluppo. Ma di quale sviluppo possiamo parlare quando emergono queste lacune?
Non può esserci crescita economica e industriale se mancano le condizioni minime di sicurezza per chi lavora e per chi interviene.

Erano in prima linea le squadre di Polistena e di Palmi. Le squadre del distaccamento di Polistena erano capeggiate dal capo squadra De Stefano Vincenzo, quelle di Palmi dal capo squadra Laganà Raffaele. Uomini che ogni giorno, senza clamore, danno esempi di vita.

Il lavoro dei vigili del fuoco non è un lavoro d’ufficio, fatto all’interno di stanze con l’aria climatizzata. Quando quella non funziona la gente fa fatica anche a lavorare. Questo è tutt’altro.
Può sembrare un lavoro di normalità, ma è sempre un lavoro certosino. Serve a salvare vite umane e a difendere il territorio. Sotto il sole, tra fumo e fiamme, con il rischio addosso.

Proprio per questo, con questo articolo vogliamo lanciare un’iniziativa:
che tutte le amministrazioni e tutte le associazioni, nel momento in cui vengono indette delle premiazioni per chi nell’arco dell’anno si è distinto su un determinato territorio, prendano come base principale proprio i vigili del fuoco.
Perché se dobbiamo indicare un esempio di impegno, sacrificio e senso del dovere, loro sono il punto di riferimento.

Ieri sera, a tarda ora, il capo squadra Vincenzo De Stefano dei vigili del fuoco di Polistena raccontava a noi ciò che avevano fatto insieme alla squadra dei vigili del fuoco di Palmi, guidata dal capo squadra Raffaele Laganà, dopo la messa in sicurezza dell’area. Aveva la voce rauca, una forte tosse e gli occhi stanchi dopo ore sotto un caldo infernale. Era visibilmente scosso, ma fiero del lavoro portato a termine insieme ai suoi uomini e ai colleghi di Palmi.

Sono loro, i vigili del fuoco, l’esempio vero. Quotidiano, silenzioso, fondamentale.
A loro va la gratitudine più profonda di tutta la comunità per aver evitato il peggio.